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I Migliori Film del 2017 secondo ScreenWEEK – La classifica di Marco Lucio

I Migliori Film del 2017 secondo ScreenWEEK – La classifica di Marco Lucio

Di Marco Lucio Papaleo

Trovo sempre difficile, se non impossibile, stilare una classifica dei migliori film dell’anno che va a concludersi: vuoi perché ogni giudizio è opinabile, vuoi perché non riesco mai a completare in tempo i “doverosi” recuperi… quest’anno più che mai!
Urge un importante disclaimer, dunque: quella che segue non ha la minima intenzione di essere una classifica oggettiva dei migliori film dell’anno, anzi! Si tratta di una chart personalissima delle pellicole (uscite in sala nel nostro Paese nel corso degli ultimi dodici mesi) che mi hanno emozionato o lasciato qualcosa di importante, al di là dell’effettiva riuscita e qualità globale dell’operazione. Per dire, Dunkirk è sicuramente uno dei film più belli dell’anno, ma mi ha lasciato piuttosto “freddo”, mentre un titolo decisamente più dozzinale come Power Rangers mi ha coinvolto su più livelli: di quelli elencati, giusto due o tre li conserverei per una chart “oggettiva”. Il cinema è (anche) emozione ed esperienza, per me, quindi eccovi i dieci lungometraggi che, nel 2017, mi hanno più fatto battere il cuore.

Thor: Ragnarok

Ovvero: il piacere di venire smentiti. Io facevo parte di quella frangia di spettatori appassionati che trova(va?) fuori luogo l’umorismo in cinefumetti che dovevano essere epici. E ritengo i primi due Thor i film meno riusciti del MCU. La sola idea di ridurre la drammatica epica del Ragnarok in una giostra lisergica a base di scherzi e cazzottoni mi lasciava basito, ma poi il film, una volta accettate le regole di base, “fa talmente il giro” che conquista, con grande onestà, risultando comunque più compiuto di tanti altri “colleghi” più attesi e blasonati.

Kingsman: Il cerchio d’oro

Chi mi conosce sa che detesto cordialmente il tecnicamente mirabile (e divertentissimo, non lo nego) Kick-Ass, che considero un pessimo adattamento, mentre adoro il “fratellastro” Kingsman: Secret Service, uno dei pochi cinecomic migliori della controparte fumettistica originale. Il secondo episodio aveva la missione impossibile di stare al pari con il geniale esordio, e ne esce comunque dignitosamente, con una sarabanda di idee folli e momenti memorabili.

The Greatest Showman

Un 2017 cinematografico che, personalmente, per certi versi inizia e finisce con Hugh Jackman. Uno degli uomini più fighi del pianeta, e uno dei pochi che riesce a farmi digerire il musical. Davvero un grande showman, se non il più grande!

It

It fa paura. Appassiona. Fa riflettere. È una rilettura interessante del classico di Stephen King e, per certi versi, del cult televisivo anni ’90. E non vedo l’ora di gustarmi la seconda parte.

King Arthur: Il potere della spada

Perché mi piace tifare per gli outsider; e perché è il genere di fantasy che adoro. Perché ogni anno c’è almeno un film che floppa e del quale vorrei ardentemente vedere il seguito: seguito che non verrà mai realizzato, e quindi mi rivedrò il blu-ray del capitolo iniziale mille volte, continuandone la storia con la mia fantasia personale. Peccato davvero.

Star Wars – Gli ultimi Jedi

Come tutti quelli della mia generazione, sono affezionato a Star Wars. “Fortunatamente”, però, non sono un megafan, e quindi posso godermi tutte le sue incarnazioni senza troppi patemi d’animo e crociate aprioristiche. E così facendo me li godo molto meglio, Gli ultimi Jedi compreso, che senza timore metto nella mia Top 3 degli episodi preferiti della saga. Ha mille difetti, se vogliamo, ma ha coraggio, carattere, gestione spettacolare dei colpi di scena.

Smetto quando voglio – Masterclass e Smetto quando voglio – Ad honorem

Come si fa a non voler bene a questa bizzarra, anomala saga? Vediamocela di seguito, a mo’ di maratona, per ricordarci che esiste (ancora) il bel cinema italiano, quello fatto di bei film divertenti ed estrosi, che vanno al di là degli stereotipi e della palude in cui naviga spesso la cinematografia nostrana.

Baby Driver – Il genio della fuga

God save Edgar Wright. Regista di immenso talento e capacità, il nostro sperimenta l’heist movie con risultati incredibili, fondendo rapine e inseguimenti mozzafiato (paragonabili solo a quelli dei Fast&Furious) sfruttando al massimo un cast perfetto (Ansel Elgort fa faville) e l’utilizzo della musica, per lui vero elemento inscindibile dell’azione e non un semplice accompagnamento. Dinamico, elettrizzante, irresistibile.

Your name.

Incredibile campione d’incassi sia in Patria sia da noi (con le dovute proporzioni) Your name è uno di quei titoli che mi sta facendo riscoprire l’amore per l’animazione nipponica. La gestione delle linee temporali è un disastro, ma l’animazione è stupenda così come ci ha abituato Makoto Shinkai e, soprattutto, a vincere è l’emozione di quei singoli istanti che valgono una vita intera, o il significato nascosto di un nome proprio.

Logan – The Wolverine

“Western crepuscolare”, “Cinecomic d’autore”, “Dramma mascherato”: il capitolo finale (?) delle avventure cinematografiche del mutante artigliato più famoso e cazzuto di sempre è stato soprannominato in tanti modi. Al di là dei titoli pomposi, e al di là anche di una costruzione narrativa in realtà poco originale e sensata, a me è rimasta la straziante e interiorizzata consapevolezza del dolore di un uomo che lotta suo malgrado per ciò che è giusto e per la sua famiglia. Mi ha travolto come un treno e non se ne è più andato, e per questo è il mio personalissimo film TOP del 2017.

Mancano diversi titoli meritevoli, manca Coco, che immagino sarebbe rientrato in classifica e a cui diamo una menzione sulla fiducia (lo andrò a vedere a Capodanno), e come quello mancano molti film che non sono ancora arrivato, ahimè, a vedere. Sicuramente comincerò da qualcuno di quelli consigliati dai miei colleghi: date uno sguardo anche alle loro classifiche!
La classifica di Filippo
La classifica di Andrea
La classifica di Marlen
La classifica di Lorenzo

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