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Justin Timberlake, un moderno divo di altri tempi

Justin Timberlake, un moderno divo di altri tempi

Di Filippo Magnifico

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Cantautore, ballerino, attore e produttore discografico. Sono passati ben vent’anni dal suo esordio con gli N’Sync, Justin Timberlake non è più il “biondino del gruppo”, è un artista completo e ha dimostrato di sapere il fatto suo anche sul grande schermo.

Durante la sua carriera ha collaborato con registi del calibro di Nick Cassavetes, David Fincher (particolarmente apprezzata la sua interpretazione in The Social Network), Joel ed Ethan Coen e, ultimo ma non perché meno importante, Woody Allen, che l’ha scelto per il ruolo di Mickey ne La Ruota delle Meraviglie, la sua ultima fatica in arrivo nelle nostre sale il 14 dicembre.

Se avete dubbi sulla sua bravura e lo considerate solo il solito “raccomandato del mondo dello spettacolo“, chiedete pure ad Allen il suo parere, vi dirà che si tratta di un divo di altri tempi, in grado di rievocare il fascino di grandi nomi come Clark Gable e Humphrey Bogart:

Se fossimo negli anni ’30 o ’40 o ’50, starebbe lì accanto ai Gable e ai Bogart. Sarebbe quello il giusto ambiente per lui. Illumina lo schermo da qualsiasi parte gli punti addosso la macchina da presa. Justin ha tutto. È un attore di prima qualità ed è del tutto credibile nei panni di bagnino e di rubacuori.

Ne La Ruota delle Meraviglie Justin Timberlake interpreta un giovane ex marinaio di bell’aspetto, che durante l’estate lavora come bagnino sulla spiaggia di Coney Island ma sogna il teatro e un diploma in drammaturgia alla New York University. Come dichiarato dall’attore:

Il più grande desiderio di Mickey è quello di diventare un drammaturgo. Ha una profonda ammirazione per tutti i classici che è riuscito a vedere in teatro. Spinto dalla sua aspirazione, gli piace osservare e analizzare gli esseri umani che lo circondano. Penso che da qualche parte nella sua mente sia convinto che le persone che osserva finiranno col diventare i personaggi del meraviglioso dramma che scriverà un giorno.

Una figura pirandelliana per certi versi, che trova nella vita di tutti i giorni l’ispirazione, proprio come ha fatto Woody Allen in 50 anni di carriera. Mickey, il suo personaggio, è anche la voce narrante del film, un acuto osservatore che vede il mondo che lo circonda – nello specifico Coney Island – come un immenso palco teatrale. E come ogni grande regista è in grado di interpretare la realtà secondo una sua ottica molto personale:

Credo che mano a mano che il film progredisce, l’affidabilità di Mickey come narratore cominci a venir meno. Perché chiaramente lui vede le persone con le quali entra in relazione in modo molto particolare, e personale. E un vecchio adagio dice che ci sono sempre tre modi diversi di vedere qualcosa: ce ne sono due, e poi c’è la verità, che probabilmente si trova nel mezzo.

Ma nel caso di Justin Timberlake la verità è facile da interpretare: il suo talento è stato premiato e La Ruota delle Meraviglie è solo l’apice momentaneo di una carriera in continua ascesa.

La Ruota delle Meraviglie arriverà nelle nostre sale il 14 dicembre. Il film racconta la storia di quattro personaggi le cui vite si intrecciano nella frenesia del parco di Coney Island negli anni Cinquanta: Ginny (Kate Winslet), ex attrice emotivamente instabile che lavora come cameriera in un ristorante di pesce; Humpty (Jim Belushi), rozzo marito di Ginny che fa il manovratore della giostra; Mickey (Justin Timberlake), affascinante giovane bagnino che sogna di diventare un drammaturgo; e Carolina (Juno Temple), figlia di Humpty, che si nasconde nell’appartamento del padre per sfuggire ad alcuni gangster.

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