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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Happy!, la più allucinante storia di Natale di… uh, sempre

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Happy!, la più allucinante storia di Natale di… uh, sempre

Di DocManhattan

Basterebbe anche solo metà del primo dei quattro episodi trasmessi finora da SyFy di Happy! per spingere lo spettatore medio a chiedersi chi diavolo abbia potuto immaginare una roba del genere. No, meglio (peggio): bastano anche solo i primi secondi. Una sequenza onirica in cui il protagonista si fa esplodere il cervello con due pistole, e mentre dal cranio gli fuoriescono ettolitri di sangue, viene circondato da ballerine brasiliane che agitano le chiappe su una canzoncina di Natale. Il fatto è che però sapevo cosa aspettarmi, visto che ho letto anni fa il fumetto omonimo da cui questa serie è tratta, l’Happy! pubblicato per la Image di Grant Morrison e Darick Robertson. E quando una storia la scrive Morrison, puoi aspettarti letteralmente di tutto. Nel senso di “di tutto”.

Nick Sax (un Cristopher Meloni molto più sconvolto di quando pestava i sospetti stupratori in Law & Order – Unità vittime speciali) è un ex detective diventato sicario, che tra un contratto e l’altro tira avanti le sue giornate a base di alcol e cinismo. Durante le feste di Natale, si trova invischiato in una brutta storia legata a una password ambitissima da un clan di mafiosi, e mentre cerca di salvare la buccia sopravvivendo a sparatorie, scazzottate, torture e quant’altro, come un John McClane con giusto un po’ più di capelli, gli appare un… unicorno blu volante dai tratti cartoonosi. Si chiama Happy, è doppiato da Patton Oswalt (il sosia di Renato Pozzetto che interpretava gli agenti Koenig di Agents of S.H.I.E.L.D.) ed è l’amico immaginario di una bambina che è stata rapita da un inquietantissimo Santa Claus…

E se da questa breve sinossi vi siete fatti l’idea di un improbabile buddy movie in cui al poliziotto bianco si affianca, anziché un collega di colore o asiatico, un cavalluccio a cartoni volante, beh, non ci siete andati troppo lontani. Solo che Happy! non è Chi ha incastrato Roger Rabbit. Qui il sangue scorre a fiumi, la violenza è esageratissima, il linguaggio sboccato e il Natale che scorre sullo sfondo è il più perverso e inquietante che possiate immaginare. Un Chi ha incastrato Roger Rabbit frullato con Leon e girato da dei grandissimi fan di Tarantino? Ecco, tipo. Che poi uno dei due registi è il Brian Taylor dei due Crank. Per dire.

Non è decisamente una serie per tutti, Happy! (eufemismone), ma se non vi danno noia i fiumi di emoglobina, è un incrocio tra una crime story e una dark comedy che intrattiene e sorprende, soprattutto se non si è letto il fumetto e si è quindi a digiuno della storia. È inquietante, è sanguinolento, ma strappa anche diverse risate, perché Meloni è dannatamente in parte e perché sì, alla fine pur sempre di un buddy movie si tratta. Anche se il Danny Glover della situazione qui è un pupazzo per bambine con gli occhioni sbrilluccicosi e i dentoni che sembra il cugino fantasy del Ciuchino di Shrek. Resta da vedere se l’esile trama riuscirà a reggere per i restanti quattro episodi, ma per ora funziona. Solo ricordate: non è fatelo vedere alle vostre bambine, nipotine o cuginette, anche se c’è un unicorno puccettoso come co-protagonista.

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