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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Happy!, la più allucinante storia di Natale di… uh, sempre

Pubblicato il 28 dicembre 2017 di DocManhattan

Basterebbe anche solo metà del primo dei quattro episodi trasmessi finora da SyFy di Happy! per spingere lo spettatore medio a chiedersi chi diavolo abbia potuto immaginare una roba del genere. No, meglio (peggio): bastano anche solo i primi secondi. Una sequenza onirica in cui il protagonista si fa esplodere il cervello con due pistole, e mentre dal cranio gli fuoriescono ettolitri di sangue, viene circondato da ballerine brasiliane che agitano le chiappe su una canzoncina di Natale. Il fatto è che però sapevo cosa aspettarmi, visto che ho letto anni fa il fumetto omonimo da cui questa serie è tratta, l’Happy! pubblicato per la Image di Grant Morrison e Darick Robertson. E quando una storia la scrive Morrison, puoi aspettarti letteralmente di tutto. Nel senso di “di tutto”.

Nick Sax (un Cristopher Meloni molto più sconvolto di quando pestava i sospetti stupratori in Law & Order – Unità vittime speciali) è un ex detective diventato sicario, che tra un contratto e l’altro tira avanti le sue giornate a base di alcol e cinismo. Durante le feste di Natale, si trova invischiato in una brutta storia legata a una password ambitissima da un clan di mafiosi, e mentre cerca di salvare la buccia sopravvivendo a sparatorie, scazzottate, torture e quant’altro, come un John McClane con giusto un po’ più di capelli, gli appare un… unicorno blu volante dai tratti cartoonosi. Si chiama Happy, è doppiato da Patton Oswalt (il sosia di Renato Pozzetto che interpretava gli agenti Koenig di Agents of S.H.I.E.L.D.) ed è l’amico immaginario di una bambina che è stata rapita da un inquietantissimo Santa Claus…

E se da questa breve sinossi vi siete fatti l’idea di un improbabile buddy movie in cui al poliziotto bianco si affianca, anziché un collega di colore o asiatico, un cavalluccio a cartoni volante, beh, non ci siete andati troppo lontani. Solo che Happy! non è Chi ha incastrato Roger Rabbit. Qui il sangue scorre a fiumi, la violenza è esageratissima, il linguaggio sboccato e il Natale che scorre sullo sfondo è il più perverso e inquietante che possiate immaginare. Un Chi ha incastrato Roger Rabbit frullato con Leon e girato da dei grandissimi fan di Tarantino? Ecco, tipo. Che poi uno dei due registi è il Brian Taylor dei due Crank. Per dire.

Non è decisamente una serie per tutti, Happy! (eufemismone), ma se non vi danno noia i fiumi di emoglobina, è un incrocio tra una crime story e una dark comedy che intrattiene e sorprende, soprattutto se non si è letto il fumetto e si è quindi a digiuno della storia. È inquietante, è sanguinolento, ma strappa anche diverse risate, perché Meloni è dannatamente in parte e perché sì, alla fine pur sempre di un buddy movie si tratta. Anche se il Danny Glover della situazione qui è un pupazzo per bambine con gli occhioni sbrilluccicosi e i dentoni che sembra il cugino fantasy del Ciuchino di Shrek. Resta da vedere se l’esile trama riuscirà a reggere per i restanti quattro episodi, ma per ora funziona. Solo ricordate: non è fatelo vedere alle vostre bambine, nipotine o cuginette, anche se c’è un unicorno puccettoso come co-protagonista.

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Tag: Happy