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Gli eroi del Natale – Un punto di vista inedito sulla storia più famosa di tutti i tempi – La Recensione

Gli eroi del Natale – Un punto di vista inedito sulla storia più famosa di tutti i tempi – La Recensione

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: IL TRAILER DE GLI EROI DEL NATALE

In arrivo il 30 Novembre in tutti i cinema italiani Gli Eroi Del Natale, nuovo film d’animazione di Sony Animations  (da ricordare la saga Hotel Transilvania, di cui siamo in attesa del terzo capitolo il prossimo Agosto) che vuole raccontare la storia della nascita di Gesù (“Il re dei re”) da un punto di vista differente dal solito e sicuramente più vicino al target di pubblico a cui si vuole riferire.

IL PRESEPE AL COMPLETO (O QUASI) 

L’intera storia è narrata dagli animali che siamo soliti oggi notare nei presepi natalizi: Il protagonista è infatti Bo, un asino sicuro di essere destinato a qualcosa di più grande del proprio lavoro attaccato al giogo di una macina. Accanto a lui, la chiacchierona e cinica – ma fedelissima – colomba Dave, una pecora con idee diverse dalla massa, Ruth, il trio di cammelli che porta in groppa i Re Magi, che rispondono ai nomi di Felix, Cyrus e Deborah, ed un sacco di altri divertenti personaggi a coronare un cast variegato di villain e comprimari, dai malvagi segugi da caccia al cavallo doppiato (nella versione originale) dalla cantante Kelly Clarkson.
Da notare la mancanza di uno degli animali più classici, il bue, sacrificato forse in fase di scrittura al più simpatico asinello protagonista della vicenda.

IL VIAGGIO DELL’EROE

La storia di Bo si incrocia ben presto con quella di Maria e Giuseppe, appena venuti a conoscenza del loro destino di genitori del figlio di dio ed ancora giovani e spaventati. La questione dell’accettazione del loro cammino è uno dei temi più interessanti della pellicola, e viene qui trattato in modo delicatissimo ed apprezzabile non solo agli occhi dei più piccoli, ma anche, tramite una chiave di lettura superiore, dai più grandi, soprattutto in relazione alla scoperta da parte di Giuseppe del pancione di Maria.

Il protagonista Bo in questo contesto si imbarca nel più classico del viaggio dell’eroe: un percorso che pian piano gli farà trovare dei compagni, lo farà cambiare e lo trasformerà da egoista sognatore a vero e proprio eroe, responsabile della sicurezza di Maria e del suo bambino sulla strada che porta a Betlemme per il censimento. Il cambiamento di Bo è semplice ed incisivo, mirando a raggiungere – del tutto efficacemente – i più piccoli ed a trasmettere un messaggio diretto e facilmente riconoscibile; ed è proprio su quei valori fondamentali e familiari a bambini che il film va a costruirsi, ricavando piccoli spazi personalizzati, ben divisibili ed identificabili all’amore (Maria e Giuseppe) all’amicizia (Bo e Dave), alla redenzione (i cani mandati da Erode all’inseguimento di Maria), al coraggio (i tre cammelli), alla dedizione ad un obiettivo (Ruth) e così via.

IL RACCONTO DELLA NATIVITA’

Il viaggio di Bo e compagni porta in scena una storia che tutti conosciamo, impossibile da non riconoscere come propria – fosse anche intesa esclusivamente come parte della cultura pop contemporanea – a prescindere dal credo religioso. In Gli Eroi del Natale non c’è infatti bisogno di raccontare dettagliatamente la natività: in una sorta di ingegnoso “dietro le quinte”, il punto di vista di tutti gli animali coinvolti in una vicenda che li riguarda solo collateralmente rimane fisso sulle proprie storie personali, nelle quali Maria è l’amorevole padrona di un asino scatenato e Giuseppe un falegname con un grande cuore; i riferimenti “divini” sono ridotti al minimo, eterei e fugaci, mai deus ex machina ma semplici corollari di ciò che fa parte del sapere comune: in questo senso, Gli Eroi del Natale si apre ad un pubblico eterogeneo, facendo sua una storia del tutto natalizia ma fruibile da bambini non necessariamente appartenenti ad una relativa categoria, sia essa religiosa o meno.

Bo, Ruth, Dave ed i loro amici faranno sicuramente divertire i più piccoli ed anche sorridere gli adulti (la pellicola nasconde almeno un paio di battute davvero geniali), con un’animazione che seppure non assestandosi sul livello di produzioni dal nome più altisonante – e con budget faraonici – non pecca di fluidità e che a livello emozionale rivela un grandissimo cuore.

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