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Flatliners – Un Legacequel sulla ricerca della vita nell’aldilà – La Recensione

Flatliners – Un Legacequel sulla ricerca della vita nell’aldilà – La Recensione

Di Andrea Suatoni

Arriva il prossimo 23 Novembre in tutti i cinema italiani Flatliners – Linea Mortale, diretto dal regista della versione svedese di Uomini che odiano le donne  Niels Arden Oplev  e scritto da Ben Ripley, sceneggiatore di Source Code. Il film è il remake/sequel di Linea Mortale (titolo originale Flatliners), la pellicola diretta nel 1990 da Joel Schumacher (Batman Forever, Batman & Robin).

LA VITA OLTRE LA MORTE

La pellicola racconta la storia della laureanda in medicina Courtney (Ellen Page, vista ed osannata in Juno e nella saga mutante degli X-Men della 20th Century Fox), una ragazza ossessionata dal concetto di esperienza premorte e di aldilà in seguito ad una terribile tragedia personale. Insieme a quattro compagni di corso, interpretati da Diego Luna (Rogue One), Nina Dobrev (The Vampire Diaries), James Norton (Rush) e Kiersey Clemons (Dope), Courtney intraprenderà un esperimento che le farà sperimentare l’effettiva esistenza di un qualcosa oltre la morte, con conseguenze che non avrebbe mai potuto immaginare. Dal suo viaggio “dall’altra parte” Courtney tornerà infatti con incredibili capacità aumentate, convincendo anche gli amici, ognuno mosso da una diversa personale motivazione, ad intraprendere lo stesso viaggio. Fino a quando però si accorgeranno di aver trascinato con sé anche qualcos’altro, qualcosa di terribile e pericoloso…

L’impianto horror di Flatliners – Linea Mortale si esaurisce in poche ma efficaci scene quasi oniriche (che in verità avrebbero potuto o meglio dovuto osare più di quanto fatto) ed alcuni astuti jump scare, senza pretendere coscienziosamente troppo dal genere; la pellicola infatti si focalizza maggiormente su una formula che omaggia più lo psico-thriller, celando dietro una serie di mostruose presenze e di oscuri segreti null’altro che il rimorso personale dei protagonisti, introducendo poi lungo il percorso la possibilità di un cammino di redenzione che, in antitesi al classico obiettivo generalistico mirato alla “sconfitta del mostro”, premia la realizzazione personale dei personaggi in un viaggio alla riscoperta del proprio io. Emblematica proprio in questa direzione la domanda che si pone una delle protagoniste, quando l’indagine psicologica si fa necessaria per la sua sopravvivenza: “Io sono forse una brutta persona?”

LEGACEQUEL

Flatliners – Linea Mortale rientra in quella categoria di film che vengono negli ultimi anni catalogati come Legacequel, termine nato dall’unione delle parole legacy (eredità in inglese) e sequel. Si tratta di quelle pellicole che pur ponendosi come  effettivi remake di opere precedenti, ne risultano in un certo qual modo anche una sorta di sequel ideale, riprendendone i temi fondanti e rielaborandoli sotto una diversa, spesso più attuale e moderna, prospettiva (ne è un lampante esempio la saga Jurassic World, che pur introducendo personaggi e storyline completamente diverse da quelle di Jurassic Park ne risulta sotto ogni aspetto un riuscitissimo sequel): il tratto d’unione fra il film di Joel Schumacher del 1990 e l’attuale Flatliners è rappresentato in questo caso dall’attore Kiefer Sutherland, interprete a suo tempo del protagonista Nelson, che qui torna però in un ruolo (forse solo a prima vista?) differente: il professore di medicina Barry Wolfson, mentore di Courtney e dei suoi colleghi.

Le differenze sostanziali fra i due film riguardano le caratterizzazioni e le motivazioni che muovono i protagonisti: la riproposta del tema del viaggio nell’aldilà ai nostri tempi si esplicita nella ricerca di fama e notorietà, di ricchezza, nella speranza di scoprire qualcosa e poi divulgarla in virtù di un accesso diretto nell’olimpo dei pionieri dell’innovazione medica; la competizione, l’ambizione, la sfida personale e la curiosità si fondono in un ritratto dei giovani dei nostri tempi, perfettamente identificabili nelle cinque diverse personalità di Courtney, Marlo, Ray, Jamie e Sophia.

MEDICAL BOOTCAMP

Il regista Niels Arden Oplev si è voluto assicurato che il lato scientifico del film fosse il più preciso e realistico possibile, avvalendosi dell’aiuto della consulente Lindsay Somers, attivissima nel campo della cinematografia e della serialità televisiva a carattere scientifico (Room, 11.22.63, The Strain e molti altri). Il regista e lo sceneggiatore si sono in primo luogo assicurati che tutti i termini, le prescrizioni, le diagnosi e le somministrazioni fossero assolutamente esatte in sede di scrittura, insieme alle descrizioni delle relative manovre mediche consequenziali ad esse; in seguito, sotto l’attenta supervisione della Somers, il cast si è impegnato in un vero e proprio Bootcamp di medicina. Ad Ellen Page, Diego Luna e agli altri protagonisti è stata innanzi tutto fatto studiare su base teorica, per poi passare ad un appropriato uso della strumentazione (descritto dagli interpreti in termini assimilabili ad una intensa preparazione coreografica), principalmente in relazione alle sequenze di “linea piatta” e di “ritorno alla vita” da parte dei protagonisti.

La sinossi ufficiale:

In Flatliners – Linea Mortale, cinque studenti di medicina, sperando di farsi un’idea del mistero che si nasconde oltre i confini della vita, si avventurano in un esperimento audace e pericoloso. Interrompendo il proprio cuore per brevi periodi di tempo, ognuno provoca a se stesso un’esperienza di premorte. Mentre la ricerca diventa sempre più pericolosa, i ragazzi sono costretti ad affrontare i peccati delle loro vite precedenti, oltre a doversela vedere con le conseguenze paranormali causate dallo sconfinamento nell’aldilà.

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