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Terapia di coppia per amanti: l’amore senza pregiudizi raccontato nel nuovo film di Alessio Maria Federici

Terapia di coppia per amanti: l’amore senza pregiudizi raccontato nel nuovo film di Alessio Maria Federici

Di Andrea Suatoni

In seguito ad una crisi affettiva, sono sempre di più le coppie che optano per l’aiuto di un professionista, affidandosi ad un terapista di coppia: un terzo imparziale e professionale capace di aiutare due persone a superare i problemi che non riescono ad affrontare da soli.
Il problema nasce nel momento in cui andiamo a definire cosa si intenda realmente per coppia: si tratta di due persone che vivono insieme? Di due conviventi? Due individui sposati? Due persone che condividono una quotidianità? Oppure basta solamente l’amore, anche se “diviso”?

È questa una delle domande a cui Alessio Maria Federici cerca di rispondere nel suo Terapia di coppia per amanti, trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Diego de Silva che affronta il discorso della terapia di coppia da un punto di vista estremamente singolare: quello di due innamorati in crisi che si rivolgono ad un terapeuta, che sono sì sposati, ma… Non fra di loro.
Il film di Federici è tutt’altro che una commedia degli equivoci, pur ponendosi l’antefatto di due amanti in terapia di coppia fortemente al gioco; un gioco che il regista e lo sceneggiatore (lo stesso de Silva) rifuggono raccontando in realtà il dramma tragicomico di due persone alla ricerca della felicità, all’interno di una situazione ritratta in tutta la normalità che (volenti o nolenti) al giorno d’oggi si addice a due amanti, lasciando la morale al di fuori non solo dei toni del film, ma della caratterizzazione stessa dei personaggi.

STORIA DI UN MODESTO FRACASSO

Viviana (una sempre spettacolare Ambra Angiolini) e Modesto (Pietro Sermonti) sono una coppia. Forse. Innamorati come due sedicenni alle prime armi, ad avere quell’età sono invece i loro figli, avuti dai rispettivi consorti… Ignari della loro relazione fedifraga. Proprio perché amanti ma anche innamorati, il rapporto fra i due non è tutto rose e fiori, o almeno così credono: vincendo la reticenza di Modesto, Viviana riesce a convincerlo ad entrare in terapia con il (famoso e telegenico) Prof. Malavolta (un Sergio Rubini totalmente in parte), un erudito e saggio terapeuta di coppia che pian piano fa emergere i lati più dolci (e problematici) della loro storia. “Le soluzioni esistono, come le favole“.

Una storia fatta di paure interne ed esterne, di consiglieri fraudolenti, di figli che la sanno molto lunga e di padri menefreghisti ma anche di tantissimo sentimento, che verrà minata dal dubbio di ciò che potrebbe arrivare se ci si spingesse solo un po’ più in là. Ma è possibile mettersi in discussione per amore rinunciando ad una vita già ben inquadrata e definita, seppur infelice? Sarebbe forse meglio continuare a vivere una doppia vita, fatta di sotterfugi, ansie più che giustificate e bugie ma – paradossalmente – più semplice?

Tra sfuriate di lei, emotiva e volubile, e battute fuori luogo di lui, poco incline a prendere le cose sul serio e fondamentalmente un po’ infantile, il professor Malavolta si troverà coinvolto personalmente, arrivando a superare suo malgrado sia i suoi limiti professionali che quelli personali.

VISIONE NEUTRA

Il rapporto fra Viviana e Modesto è narrato con una sorta di candida ed ingenua innocenza: il fatto che si tratti di due fedifraghi, che abbiano delle famiglie alle spalle a cui rendere conto, viene del tutto sfumato nell’economia del racconto, almeno all’inizio. Pur essendo una scelta voluta, è difficile condividerla appieno: la storia perde parte della sua realisticità, e se già era difficile una empatizzazione con i personaggi (in una critica rivolta in egual misura alla scrittura ed alla morale bigotta di parte del target di riferimento) in quanto stereotipicamente – ma non in questa sede – negativi, la mancanza di una controparte morale o almeno della trattazione di un senso di colpa che non interessi solamente il timore di farsi scoprire dal proprio partner svilisce in parte i due protagonisti.
Di contro però, la caratterizzazione dei due, pur facendo i conti con il difetto appena esternato, risulta godibile e gradevole, al punto che quella carenza di empatia che si lamentava in precedenza finisce in secondo piano; anche (e forse soprattutto) grazie alla bravura di Ambra Angiolini e Pietro Sermonti, che danno vita ai due protagonisti giocando con un’alchimia fatta di risate, incontri clandestini sotto la tangenziale e litigate interrotte da illuminazioni istantanee che funziona alla grande.

L’intento del regista sembra quello di voler descrivere una realtà affettiva ed effettiva ormai consolidata, senza pronunciare giudizi di sorta, lasciati completamente alla morale personale dello spettatore: all’interno di una grande riflessione sul significato intrinseco di cosa voglia dire essere una coppia, si parla di romanticismo ormai strettamente (tristemente?) legato alla tecnologia, di esplicita accettazione di figli e addirittura genitori di un rapporto extraconiugale, di sesso fra persone con età anagrafiche notevolmente differenti, di sofferenza indotta, di ripicche infantili ma anche di senso universale dell’amore. Il tutto, nella splendida cornice musicale fornita da Rodrigo D’Erasmo a dai Daiana Lou, autoesclusi dalla competizione canora X-Factor, che per il film hanno scritto 3 accattivanti canzoni inedite.

Terapia di Coppia per Amanti sarà in tutti i cinema a partire dal 26 Ottobre è tratto dal romanzo omonimo di Diego de Silva, che ha firmato anche la sceneggiatura insieme al regista Alessio Maria Federici. Accanto ai protagonisti Ambra Angiolini e Pietro Sermonti troviamo Sergio Rubini, insieme a Franco Branciaroli, Anna Ferzetti, Anita Kravos, mentre Rodrigo D’Erasmo e i Daiana Lou firmano la colonna sonora.

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