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Sette versioni di Blade Runner ma quali sono le differenze?

Sette versioni di Blade Runner ma quali sono le differenze?

Di Filippo Magnifico

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Domani Blade Runner 2049 farà il suo ingresso nelle sale italiane ed è più che doveroso, quindi, un ripasso del capolavoro originale, diretto nel 1982 da Ridley Scott. Già, ma quale versione del film vedere? Sì, perché quando si parla di Blade Runner, bisogna tenere presente che esistono ben sette versioni diverse del film. Cerchiamo, quindi, di conoscerle tutte.

VI RICORDIAMO CHE SE NON AVETE MAI VISTO IL FILM SIETE A RISCHIO SPOILER

Workprint Version (113 minuti)

La versione di lavoro originale, proiettata nel 1982 a Denver e Dallas durante degli screening selezionati per il pubblico. L’accoglienza negativa spinse la produzione ad apportare delle modifiche, tra cui l’inserimento della voce fuori campo, dando vita alla cosiddetta “Domestic Cut”. Da sottolineare che la narrazione di Deckard era già presente in questa versione, ma interveniva solo alla fine, dopo la morte di Roy Batty.

San Diego Sneak Preview

Presentata a San Diego nel maggio 1982. Sostanzialmente si tratta della Workprint Version, con l’aggiunta di 3 inquadrature extra (che non sono presenti nelle altre versioni, compresa la Final Cut) e la voce fuori campo di Deckard.

Domestic Cut (116 minuti)

Quella conosciuta da tutti coloro che sono cresciuti negli anni ’80, caratterizzata dalla voce fuori campo di Deckard (registrata da Harrison Ford dopo la fine delle riprese). Un tocco di noir utilizzato principalmente per comprendere meglio il film e renderlo più accessibile al pubblico. Molto importante a livello narrativo è l’aggiunta di un lieto fine con la fuga di Deckard e Rachel (realizzata utilizzando del girato effettuato da Stanley Kubrick per Shining).

International Cut (117 minuti)

Una versione estesa della Domestic Cut, proiettata al di fuori del mercato americano e contenente più scene violente (come, ad esempio, quella in cui Roy si conficca un chiodo nel palmo della mano durante l’inseguimento a Deckard).

Broadcast Version (114 minuti)

Versione realizzata nel 1986 per la TV americana, pesantemente tagliata per il passaggio sul piccolo schermo.

Director’s Cut (116 minuti)

Realizzata nel 1992, questa versione si avvicina più al film concepito da Ridley Scott. Supervisionata da Michael Arick, la Director’s Cut non è scandita dalla voce fuori campo di Deckard e non presenta il lieto fine inserito dopo lo scarso successo della Workprint Version. Sempre assenti, invece, le scene violente presenti nella International Cut. Questa versione contiene, inoltre, un momento fondamentale per la storia: il sogno di Deckard.

Il personaggio interpretato da Harrison Ford sogna un unicorno, questa scena, collegata all’origami a forma di unicorno che Gaff lascia nel suo appartamento, porta a pensare che Deckard sia in realtà un replicante e che i suoi sogni, i suoi ricordi, siano solo degli innesti mnemonici.

Questo film corregge inoltre un errore che tutte le altre versioni di Blade Runner avevano conservato: nei precedenti film si parlava di sei replicanti fuggiti dalle colonie extramondo, aggiungendo che solo uno di loro era stato catturato durante la visita alla Tyrell Corporation. Sono quattro, però, i replicanti che ci vengono presentati nel film. Un’incongruenza, dovuta al fatto che inizialmente la sceneggiatura prevedeva un altro membro del gruppo, Mary, la cui morte (naturale) era prevista durante lo svolgersi degli eventi. Il personaggio era stato eliminato durante la lavorazione ma la frase non era mai stata cambiata. A far quadrare i conti ci ha pensato la Director’s Cut, dove si parla di due replicanti morti e non di uno.

Final Cut (117 mimuti)

Realizzata nel 2007. La versione definitiva, l’unica che Ridley Scott ha curato con la più totale libertà artistica. Rispetto alla Director’s Cut, questa versione contiene le scene violente presenti nella International Cut. Sono inoltre state aggiunte/allungate alcune sequenze (come ad esempio il già citato sogno di Deckard, qui presente in versione estesa) apportate delle migliorie estetiche, ri-sincronizzate alcune voci, l’immagine e il suono sono stati restaurati digitalmente e rimasterizzati.

Il regista dello splendido Arrival prosegue la storia iniziata nel 1982 da Ridley Scott, riportando sul grande schermo il personaggio di Rick Deckard (Harrison Ford). Con lui l’Agente K, new entry interpretata da Ryan Gosling. Nel cast troviamo anche Robin Wright, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Dave Bautista, Carla Juri, Mackenzie Davis, Barkhad Abdi, Hiam Abbas, David Dastmalchian, Lennie James e Jared Leto.

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Il copione è stato scritto da Hampton Fancher (co-sceneggiatore dell’originale) e Michael Green, su storia di Fancher e Ridley Scott, mentre la produzione è curata da Alcon Entertainment. Per maggiori informazioni potete consultare la Pagina Facebook Ufficiale del film.

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