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Monster Family: Una parabola sull’infelicità ad uso e consumo dei più piccoli – La Recensione

Monster Family: Una parabola sull’infelicità ad uso e consumo dei più piccoli – La Recensione

Di Andrea Suatoni

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I Wishbone sono una famiglia come tante: mamma Emma è una maniaca del controllo, papà Frank è assuefatto dal lavoro, l’adolescente figlia dei due Fay è alle prese con problemi romantici e scolastici ed il suo fratellino Max infine è alienato dagli altri (e bullizzato) a causa della sua intelligenza sopra la media. Su tutti aleggia il mostro più spaventoso che si possa immaginare: quello dell’infelicità. Ognuno è preso individualmente dai suoi drammi personali, anche se Emma cerca di tenere insieme (a suo modo, con grida e ramanzine) la famiglia, con risultati deludenti.
All’interno di questo affresco, si inserisce un personaggio singolare: l’originale Conte Dracula, chiamato per sbaglio da Emma al telefono, se ne innamora e decide di farne la sua sposa vampira.

Questo l’incipit di Monster Family, efficace film d’animazione tedesco distribuito da Adler Enterteinment che non solo riesce a divertire, con una ampissima gamma di trovate che vanno dalle più terra-terra dedicate alle flatulenze a dialoghi brillanti passibili di una doppia lettura da parte dei bambini e dei genitori che inevitabilmente li accompagneranno al cinema, ma riesce anche ad aprire forti spunti di riflessione per i più piccoli.

BAMBINI ED ADULTI AL CINEMA

E’ forse da attribuire alla Pixar l’intuizione che i film per bambini siano necessariamente visti anche dagli adulti e debbano quindi anche a loro essere indirizzati: sono i grandi che accompagnano i piccoli al cinema. Da qui l’esigenza di creare dei film che, tramite livelli differenti capaci di arrivare a target diversi in modi diversi, siano in grado di richiamare a doppio filo anche un diverso target di pubblico.

Anche Monster Family appartiene a questo filone, che appunto Disney-Pixar, Illumination, Dreamworks e tutti i grandi brand dell’animazione hanno fatto propri: la pellicola si rivolge infatti si ai piccoli, introducendo concetti semplici e riconoscibili in modo chiaro e fortemente incisivo anche per i più giovani (dall‘infelicità all’insoddisfazione, fino all’amore), con ovvia – ma non scontata – morale finale; ma strizza l’occhio anche ai grandi, con dei sottotesti più adulti capaci di intrattenere anche l’immancabile accompagnatore. Al punto che non sarebbe strano vedere un genitore trascinare pretestuosamente i figli al cinema, anziché il contrario, pur di vedere un film come Monster Family.

Inoltre, la realizzazione delle animazioni risulta talmente elevata e dettagliata (sublimi le scene in cui Fay troverà un suo “simile”) da essere in grado di attirare anche gli appassionati di animazione di alto livello: l’estrema fluidità dell’animazione, le ottime scelte dei colori ed i giochi di luci che intervengono ripetutamente (anche in sede risolutiva… Ma non vogliamo spoilerare nulla) confezionano un prodotto visivamente interessato ad un feedback ben più adulto di quanto invece la trama lascerebbe far supporre.

UNA FAMIGLIA DI MOSTRI, PIU’ UNO

In seguito all’incantesimo di una strega (che per restare nel classico, ha il nome di Baba Yaga), i Wishbone si trasformeranno in una variegata compagine di mostri: Frank diventerà il mostro di Frankenstein, Max un lupo mannaro, Fay una mummia dai molteplici poteri nascosti ed Emma una affascinante ma pericolosissima vampira. Accanto ad essi troviamo un inedito Conte Dracula, rinnovato e modernizzato: sfreccia nel cielo diurno in armatura fotoassorbente e stivali a razzo, possiede aerei ed auto ipertecnologici, fa bagni rigeneranti al cetriolo.
Il suo amore per Emma si muove a cavallo fra il tenero all’inquietante, mentre la famiglia cercherà di sciogliere l’incantesimo tramite l’unica scappatoia possibile: la riconquista della felicità.

IL DOPPIAGGIO

Due cantanti d’eccezione firmano non solo la colonna sonora inedita, ma anche le voci dei protagonisti Emma e Dracula: si tratta di Carmen Consoli e Max Gazzè. La Cantantessa ha scritto il tema finale del film (realizzando la sua prima hit in inglese), che interpreta insieme all’amico Gazzé durante i titoli di coda con un ritmo che ricalca le antiche filastrocche popolari ed un testo che ammicca sia alle disavventure della famiglia Wishbone che al tema del reale significato dell’apparenza (“Beneath the smell though we’re humans as well“).
Accanto a loro, troviamo l’esordiente Valerio Abbondanza a prestare la voce al lupacchiotto Max, vincitore – meritatissimo – del concorso indetto da RDS “Una Voce per Monster Family”.

Vi ricordiamo che Monster Family sarà in tutti i cinema a partire dal 19 Ottobre. Il film, prodotto in Germania, è tratto dal libro Happy Family di David Safier, premio Emmy alla sceneggiatura per la serie Lolle (di cui siamo in attesa di una trasposizione cinematografica).
Questa la sinossi ufficiale:

I Wishbone non sono una famiglia felice. La mamma, Emma, è la proprietaria di una libreria sull’orlo del fallimento; il papà, Frank, è sfiancato dal lavoro e dal suo tirannico capo, la figlia Fay sta attraversando gli imbarazzanti anni dell’adolescenza e il figlio Max è così intelligente da essere continuamente vittima di bullismo. Durante una festa mascherata i Wishbone restano vittime di un incantesimo lanciato dalla perfida strega Baba Yaga. I loro costumi diventano realtà: Emma si trasforma in un vampiro, Frank nel mostro di Frankenstein, Fay in una mummia e Max in un piccolo lupo mannaro. Nonostante il trauma, la famiglia deve ora essere unita per trovare la strega e annullare l’incantesimo.

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