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Noi siamo Tutto – ScreenWEEK intervista Nicola Yoon: “Tutti devono sentirsi protagonisti”

Noi siamo Tutto – ScreenWEEK intervista Nicola Yoon: “Tutti devono sentirsi protagonisti”

Di Filippo Magnifico

LEGGI ANCHE: Noi Siamo Tutto – Un’emozionante storia d’amore destinata a diventare un cult – La Recensione

45 anni e un romanzo, Everything, Everything, balzato al primo posto della classifica del New York Times. La scrittrice Nicola Yoon può decisamente dirsi soddisfatta della sua carriera nel mondo della letteratura. Il suo libro è un vero e proprio cult del genere cosiddetto “young adult” ed è diventato un film, Noi siamo tutto, in arrivo oggi nelle sale italiane. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla e abbiamo parlato del romanzo, del film e di come, a volte, i sogni possono diventare realtà.

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Un adattamento del tuo primo romanzo, cosa si prova?

Penso sia meraviglioso, credo sia un’ottima rappresentazione del libro ma allo stesso tempo un’opera a sé stante, e credo sia grandioso.

Cosa ne pensi del casting di Amandla e Nick, sono perfetti per i ruoli di Maddy ed Olly?

Penso di essere stata molto fortunata, hanno davvero una fantastica intesa, si ha davvero la sensazione che si stiano innamorando. Credo abbiano fatto davvero un ottimo lavoro nel capire i personaggi del libro e nel portarli in vita per il grande schermo.

Quale sono state le tue prime impressioni dopo aver visto il film per la prima volta?

La prima volta che sono arrivata sul set ho pianto, li stavo guardando mentre giravano una scena su un aereo. Non mi sarei mai aspettata una reazione così emotiva, ma vederli recitare le mie parole mi ha fatto piangere. La mia bambina era lì con me e mi ha chiesto perché piangessi, le ho risposto che erano lacrime di goia ed era proprio così.

Cosa ti ha ispirata a raccontare la storia di qualcuno costretto a convivere con questa particolare malattia, quale aspetto della situazione di Maddy ti ha interessata?

Ho cominciato a scrivere il libro quando mia figlia aveva quattro mesi. Ero una madre molto nervosa, mi preoccupavo che le venisse un raffreddore, che ingerisse qualcosa di pericoloso, ed ho iniziato a chiedermi come sarebbe stata la mia vita se avessi dovuto prendermi cura di mia figlia nel caso in cui fosse rimasta alle condizioni di una neonata per sempre. Poi ho cambiato punto di vista e mi sono chiesta come sarebbe stata la vita di una ragazzina in costante bisogno di cure, come sarebbero cambiate le cose una volta spintasi oltre i limiti imposti, e questa è stata l’idea di base del libro.

Il libro ed il film sono caratterizzati da numerosi e forti legami femminili, sopratutto tra Maddy e sua madre, cosa ti ha ispirato ad esplorare questi rapporti?

Nasce in parte dalle aspettative che ho sul rapporto con mia figlia, spero che quando sarà adolescente riuscirà ancora a considerarmi come la cosa più bella, e che il nostro legame sia ottimo, ma anche dal fatto che le relazioni femminili sono molto importanti per le giovani donne, sono formative, si impara molto e c’è un’intimità che volevo fosse celebrata nel libro. Sono molto vicina a mia madre, ho molte buone amiche e ci aiutiamo a vicenda. Volevo semplicemente che questo aspetto fosse celebrato.

Olly è basato su qualcuno che conosci? Perché pensi che Maddy sia così attratta da lui?

Mio marito è stato la base per il personaggio di Olly, le conversazioni tra i due personaggi sono le stesse che ho avuto con lui. Credo che Maddy ami il fatto che Olly sia libero, che abbia molte opinioni è che sia molto curioso del mondo che lo circonda, ed il suo modo di affrontarlo e la sua libertà nell’esplorarlo penso sia uno dei motivi per cui Maddie si sia innamorata.

C’è una scena del libro che temevi potesse essere rovinata una volta adattata per il film?

Nel libro ci sono messaggi di testo, disegni, ed altri elementi non tradizionali, ed ero un po’ nervosa al pensiero di come il film potesse tradurre questi aspetti in modo che non risultassero banali. Questo mi preoccupava un po’, ma penso che la regista Stella Meghie abbia fatto un ottimo lavoro nel mantenere viva l’eccentricità del libro e nel tradurla per il grande schermo.

E cosa pensi delle scene ambientate alle Hawaii?

Penso siano molto belle, rappresentano il fatto che il mondo si stia finalmente aprendo davanti ai loro occhi, sono meravigliati dal loro amore e dalla bellezza dell’ambiente che li circonda, e credo che tutto questo prenda vita in quel momento.

Che tipo di collaborazione c’è stata con lo sceneggiatore, J. Mills Goodloe?

Ho parlato con Mills un paio di volte mentre stava stendendo la sceneggiatura, ed ho potuto fare appunti sul risultato finale. È stata una buona collaborazione, ha fatto un ottimo lavoro ed è rimasto fedele al libro, ma allo stesso tempo ha corso dei rischi con i personaggi per rendere il film un’opera a sé stante, e penso che il risultato sia ottimo.

E con la regista Stella Meghie, sei mai stata coinvolta sul set del film?

Sono stata sul set ed incontrato la regista un po’ di volte. Sono stata molto fortunata perché io e Stella andiamo molto d’accordo, abbiamo visioni molto simili ed il suo punto di vista sul film era fantastico e meraviglioso, abbiamo avuto numerose e lunghe conversazioni a riguardo.

Una delle tematiche principali del film è l’essere coraggiosi e volersi assumere dei rischi nella vita, qual è stato il rischio più grande della tua vita?

Recentemente, il rischio più grande è stato lasciare il lavoro a tempo pieno che avevo per diventare una scrittrice a tutti gli effetti. Avevo un’occupazione stabile, con uno stipendio sicuro che mi permetteva una routine quotidiana, ma il lavoro di una scrittrice non ti permette tutto questo, a volte va bene a volte no. Avere l’opportunità di seguire il mio grande sogno, quello di diventare una scrittrice a tempo pieno, è stato decisamente un rischio.

E penso tu sia molto felice adesso di aver preso questa decisione.

Esatto, sono stata anche molto fortunata, ma col senno di poi è stata davvero un’ottima scelta.

Quanto pensi sia importante offrire più diversità ai giovani adulti quando si tratta di raccontare storie?

Viviamo in mondo eterogeneo, e penso sia importante che le storie che raccontiamo riflettano questo aspetto, che ognuno di noi abbia la possibilità di vedersi come l’eroe della storia. In Everything, Everything l’aspetto fisico di Maddy riflette quello di mia figlia, perché volevo che fosse in grado di rispecchiarsi nel libro una volta cresciuta. Penso sia importante che ognuno di noi si senta il protagonista principale, l’eroe che uccide il drago o il mago che salva il mondo, penso sia fondamentale adoperarsi per raggiungere questo obiettivo in futuro.

Tuo marito ti ha aiutata con le illustrazioni del libro, com’è stato lavorare alla storia di Maddy insieme a lui?

Sì, ha fatto tutte le illustrazioni del libro, per fortuna c’era lui perché io non sono per niente brava a disegnare. Ma è stato molto divertente, io disegnavo dei terribili bozzetti, come per esempio l’illustrazione all’inizio del libro con un astronauta che fluttua intorno alla terra, quello che avevo fatto io era semplicemente un omino stilizzato ed un cerchio, e nonostante fosse un po’ perplesso quando gliel’ho mostrato è riusciuto a trasformarlo in una bellissima opera d’arte. Ci siamo divertiti molto, ed ha aiutato il fatto di essere innamorati, perché da uno dei miei terribili disegni sapeva già quello che volevo e sapeva come trasformarlo in qualcosa di stupendo.

Qual è la tua scena, il tuo stralcio preferito del libro, e adesso anche nel film?

La parte del libro che ho preferito è stato scrivere le scene in cui si scambiano i primi messaggi, i momenti in cui cominciano ad innamorarsi, è stato molto divertente. Nel film ho adorato la scena in cui Maddy è nella serra e sui muri ci sono tutte le immagini dell’oceano, mi è piaciuta davvero tanto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, verrà fatto un adattamento anche del tuo nuovo libro The Sun is also a Star?

Ne sono stati venduti i diritti, ed in questo momento la sceneggiatura è in fase di stesura. Oltre a questo, sto lavorando ad un terzo libro, ma ancora non posso parlarne.

Cosa succede se non si può venire a contatto con il mondo esterno? Senza mai un respiro d’aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso… o un bacio dal ragazzo della porta accanto? “Noi siamo tutto” racconta l’improbabile storia d’amore di Maddy, una diciottenne intelligente, curiosa e fantasiosa, costretta da una malattia a vivere all’interno dell’ambiente ermeticamente sigillato della sua abitazione e Olly, il ragazzo vicino di casa, che non permetterà alla malattia di allontanarli. Maddy vorrebbe con tutta se stessa sperimentare le gioie del mondo esterno e vivere la sua prima storia d’amore. Guardandosi attraverso le finestre e parlando solo attraverso messaggi, Olly e Maddy stringono un legame profondo che li porta a rischiare tutto per stare insieme… anche se ciò significa perdere tutto.

Nel cast del film, scritto da J. Mills Goodloe (“Adaline – L’eterna giovinezza”), troviamo Amandla Stenberg (“Hunger Games”) nel ruolo di Maddy e Nick Robinson (“Jurassic World”) in quello di Olly. Con loro ci sono anche Ana de la Reguera (“Sun Belt Express”) e Anika Noni Rose (“Dreamgirls”). Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare la scheda del film sul Sito Warner Bros. Partecipa alla conversazione: #NoiSiamoTutto

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