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Chiamami con il tuo nome, la recensione del film di Luca Guadagnino con Armie Hammer #TIFF17

Chiamami con il tuo nome, la recensione del film di Luca Guadagnino con Armie Hammer #TIFF17

Di Redazione SW

Recensione a cura di Adriano Ercolani

Che Luca Guadagnino fosse un regista dotato di un notevole senso estetico e di uno sguardo personale già lo avevano dimostrato alcuni dei suoi precedenti lungometraggi. Dove il suo cinema precedente difettava era nel calore dell’approccio alla vicenda trattata, che spesso si rifletteva in un estetismo “freddo”, incapace di creare un legame empatico tra personaggi e spettatori. Ebbene, con Chiamami con il tuo nome questo gap scompare totalmente, e ciò accade proprio per merito di Guadagnino, che adatta la sua visione alla sceneggiatura scritta da James Ivory con una sensibilità ammirevole.

Nulla è sottolineato in questo film a livello di messa in scena, eppure tutto è elegante, bello da guardare. Lo sviluppo della psicologia dei due protagonisti, il giovane Elio e il più maturo Oliver, è raccontato in maniera precisa, vera, pulsante nella sua sincerità. La storia d’amore si dipana prima di tutto attraverso la scoperta, principalmente emozionale e proprio per questo ancora più tocca te, capace di colpire in profondità. Ogni figura intorno a Elio e Oliver cambia insieme a loro, si evolve grazie al sentimento e alla presa di coscienza: Chiamami con il tuo nome non è soltanto un cosiddetto “coming of age” movie, sarebbe troppo riduttivo confinarlo a questo. Guadagnino riesce ad evitare qualsiasi retorica riguardante l’accettazione della sessualità mostrandone l’entusiasmo e insieme il turbamento, la passione e lo sconforto. Tutto avviene in maniera naturale in questo film, qualsiasi possibile forzatura a livello drammatico viene evitata grazie alla dolcezza del tocco sia del regista che della sceneggiatura.

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A impreziosire il lavoro di Ivory e Guadagnino contribuiscono poi un gruppo di attori in stato di grazia: Armie Hammer non è mai stato così elegante ed efficace prima d’ora, e il giovane protagonista Timothee Chalamet è semplicemente commovente nel dar vita ed emozioni vivissime ad Elio. Tra i comprimari merita poi segnalazione un caratterista portentoso come Michael Stuhlbarg, che con Chalamet condivide la scena più toccante del film, e probabilmente degli ultimi anni di cinema italiano.

Luca Guadagnino ha realizzato di gran lunga il suo miglior film, lavorando in sottrazione e concentrandosi sulle psicologie e sui sentimenti dei suoi personaggi. Il risultato è un film vibrante senza essere ostentato, profondo senza risultare falsamente drammatico. Chiamami con il tuo nome è cinema raffinato, soffuso, totalmente sentito. E merita tutto il successo che prevedibilmente gli pioverà addosso nei prossimi mesi.

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