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5 motivi per cui è stato un errore rivedere He-Man su Netflix (ma anche no)

5 motivi per cui è stato un errore rivedere He-Man su Netflix (ma anche no)

Di Redazione SW

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Articolo a cura di Michele Monteleone

Da bambino ero biondissimo, ora meno, ma a Roma, se qualcuno che non mi conosce deve richiamare la mia attenzione, capita ancora spesso che mi gridi “Ehi, biondo!“.
Il problema, quando sei biondo e bambino, è che ci sono pochi eroi nei quali identificarti: amavo Batman e Superman, tutti e due mori, adoravo Hal Jordan, la lanterna verde, e lui era castano (Sì, lo so già di mio, ero un bambino un po’ strano). Amavo Spidy (castano), Hercules (castano), Gatsu (moro), Sakuragi e Rukawa (roscio e moro). Insomma avete capito l’antifona… essere bambini biondi in cerca di un eroe in cui identificarsi è un vero problema. Per fortuna, a un certo punto, su un canale regionale, in tutta la sua virile prestanza e poco virile outfit, apparse il caschetto giallo di He-man

1- Negazione – Il primo amore non si scorda mai?

Abbiamo messo in chiaro che sono di parte, che il mio cuoricino di bambino batteva forte per l’eroe di Eternia, il principe tutto muscoli, mezzo Conan e mezzo Ken (il ragazzo di Barbie).
So che detta così non sembra granché, ma probabilmente siete scettici solo perché, al vostro quinto compleanno, non avete ricevuto l’astronave di He-man, la mitica Starship Eternia in grado di trasformarsi, come per magia in un… ASCENSORE!*
Comunque è stato con lo stesso cuoricino palpitante di gioia che, appena sono apparse su Netflix, ho ricominciato a vedere la serie del mio eroe biondo preferito. Mi sono comprato il succo alla pera (rigorosamente in brick), mi sono avvolto in una coperta e, seduto sul divano e, con il termosifone che pompava calore nella stanza, ho premuto play.
E…
Eccheccavolo è successo a He-Man?!
Ho dei distinti ricordi del cartone più bello dell’universo, un concentrato di avventura, ironia, meraviglia. Invece ora ci sono pupazzoni rigidissimi e la peggiore animazione della storia, dialoghi al limite del ridicolo e una serie di personaggi assolutamente inutili. Non può essere, quelli di Netflix devono aver sbagliato qualcosa, è il classico caso di “errore umano” devono aver scambiato i file del “cartone più figo dell’universo” con quelli de “la più appassionante puntata di Forum“. Mi viene da piangere, non posso accettarlo, è tutto sbagliato…

Illustrazione di Oscar

2- Rabbia – Il più grande spot della storia

He-Man e i Dominatori dell’Universo era un vile mezzo pubblicitario della Mattel per vendere giocattoli a noi poveri e ingenui bambini biondi. La consapevolezza dell’inganno mi colpisce forte, fortissimo. Ora potrete dire che non era un’operazione poi tanto subdola, che era evidentissimo a tutti, che solo un bambino poteva cascarci… ma io ERO un bambino.
Mi sento sfruttato. Io ci credevo davvero.
La serie originale He-Man e i dominatori della galassia sbarca in America nel 1983, un anno dopo arriva in Italia e ben tre anni dopo nasco io a Roma. La soprannominata scarsità di eroi biondi e la disponibilità della serie su un canale regionale che dava repliche de La storia Fantastica a ruota libera, mi porta subito a diventare un fan sfegatato del campione di Eternia. Sono tanto preso dal mio idolo ipertrofico che all’asilo, avrò avuto quattro anni, mi rendo partecipe anche di una strenua difesa del culturista in camicia rosa. Solo contro tre bambini ben piazzati, proteggo con estrema tenacia uno dei fumetti che ti regalavano con i VHS** della serie animata. Le cattive intenzioni dei tre sono evidenti, vogliono fare in coriandoli la mi reliquia sacra. La rissa che ne consegue, risulta essere una finestra sul mio futuro incredibilmente precisa: non vincerò mai una rissa e amerò per tutta la vita i fumetti.
Ora, quel ricordo di ardore e coraggio, viene macchiato indelebilmente dalla consapevolezza che stavo lottando per proteggere il personaggio di un elaborato spot televisivo. Parliamone, chi mai rischierebbe la propria incolumità contro tre robusti cinquenni, per difendere Mastro Lindo o L’omino nero dell’Omino Bianco?
Sono indignato.

3- Depressione – La disillusione dell’adulto

E quindi era tutto un grande inganno… faccio ancora fatica a crederci. Scorre un episodio dopo l’altro e io continuo a chiedermi come sia possibile, se fu davvero un errore, quell’estate di venticinque anni fa, tagliarmi i capelli come Adam (forse lo è stato, mi ha anche fatto scoprire cosa significasse il bullismo).
Capisco che siamo entrati così addentro alla mia personale delusione, che ormai di continuare a leggere non ve ne frega nulla. Questo punto, dei cinque, sarà il più breve. Mi metto a letto in posizione fetale e dormo finché non mi passa.

4- Patteggiamento – A volte meno, vuol dire meglio

No. Non ci sto. In un mondo in cui i social sono impazziti per Sharknado, un film onestamente orrendo, non capisco perché dovrei rinunciare al mio amore per He-Man solo perché ora sono una persona matura. Scanso il piumone di Star Wars, scendo dal letto e ricomincio a guardare le puntate, leggo tutto quello che trovo in rete, mi lascio andare alla corrente, smetto di pensare come uno stupido trentenne e faccio pace con il mio fanciulletto interiore… e mi comincio a divertire.
Mi divertono i piani sempre più assurdi di Skeleton, mi diverte l’improbabile carrellata di cattivi sempre più strani e affascinanti e anche l’animazione al risparmio inizia a farmi uno strano effetto. Sono quasi ammirato dalla spavalderia con cui le celle vengano riutilizzate con una frequenza imbarazzante***, ribaltate fregandosene della coerenza, se He-man impugna la spada con la destra o con la sinistra: è ambidestro e sticavoli!
Scopro che gli animatori de i Dominatori dell’Universo, erano delle vere autorità nel settore dell’animazione al risparmio (forse battuti solo da quelli dei Cavalieri dello Zodiaco, che hanno girato intere puntate con tre fermo immagine di Cristal il cigno che piange sulla tomba della madre). Come sempre, quando devi arrangiarti con quello che hai, finisce che te ne esci con soluzioni fantasiose che alla fine diventano parte del fascino del tuo prodotto. Tra le meno eclatanti l’idea scartata di chiamare Orko, “Gorpo”, la G sul vestito sarebbe dovuta essere continuamente ridisegnata tutte le volte che le celle venivano ribaltate, fino a quelle più metatestuali e quasi raffinate nella loro rozzezza; ad esempio Adam, nei primi studi della serie, doveva essere un fragile adolescente e, solo alzando la spada in aria e pronunciando casualmente le parole “Per il potere di Greyskull!” (uno dei casi più fortuiti della storia delle storie), trasformarsi nel prode He-man. Naturalmente, la tentazione di utilizzare le stesse e identiche animazioni per He-man e Adam fu troppa. Per questo motivo nella serie si rivolgono continuamente ad Adam come a un ragazzino secchetto, cosa che immagino convinse molti miei coetanei ad iscriversi in palestra e iniziare a sollevare pesi con l’ansia che, neanche i pettorali del principe, grossi come due cartoni della pizza, fossero comunque abbastanza per essere rispettati. Io non ho mai avuto simili problemi, io al massimo mangiavo la pizza davanti a He-Man, convinto che Adam non fosse nulla di speciale in un mondo, come quello di Eternia, in cui sono TUTTI dei culturisti.

Illustrazione di Marco Matrone

5- Accettazione – Un lieto fine

Mentre decidevo se He-Man fosse un’orribile errore d’infanzia o il migliore esempio di postmodernismo esistente, sono arrivato all’ultima puntata della prima stagione (60 puntate in un paio di giorni) e ho fatto pace con me stesso. He-Man è figlio di un periodo meraviglioso in cui forse ci si facevano meno domande intelligenti, in cui un pubblico era meno smaliziato e forse, proprio grazie a questo, i cartoni che venivano prodotti non avevano nessuna remora ad essere totalmente folli, incredibilmente Naif ed eccezionalmente avanti.

Postilla
Come avrete notato, i titoli dei vari paragrafi, non sono per nulla i motivi per cui è stato un errore rivedere He-man da grandi (ma anche no), ma piuttosto le stazioni del mio percorso interiore, che mi ha portato dal totale rifiuto all’accettazione del fatto che He-Man mi piace a prescindere dalla nostalgia e a dispetto dei miei trent’anni. Non solo, penso che sia il cartone adatto da far vedere a proprio figlio che ne riderà e voi riderete con lui e, immancabilmente, ad ogni fine puntata, arriverà il momento in cui He-Man e Orko tireranno le somme dell’episodio e daranno la loro morale dolcemente scontata e naif, ma non per questo altrettanto vera.

* Nella serie classica, He-Man non ha mai e poi mai messo piede sulla Starship Eternia, era un giocattolo ispirato alla seconda serie che aveva un taglio fantascientifico, ma io non lo sapevo e aspettavo, impaziente, che prima o poi comparisse a schermo, con l’ottusa ostinazione che solo un bambino può conservare dopo 130 episodi senza l’astronave.

**
Per i lettori più giovani, i VHS o “cassette” erano dei supporti su cui venivano registrati film, programmi televisivi e svariate ore di pubblicità nel mezzo.

***
In animazione tradizionale le celle sono fogli di rodovetro (fogli lucidi acetati) usati per sovrapporre le parti da animare a quelle fisse, come gli sfondi.

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