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The Defenders – Mike Colter ci parla della nuova serie Netflix e del suo Luke Cage

The Defenders – Mike Colter ci parla della nuova serie Netflix e del suo Luke Cage

Di Redazione SW

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Intervista a cura di Adriano Ercolani, New York

Dopo il successo della serie targata Marvel/Netflix, Mike Colter è tornato a vestire la felpa di Luke Cage anche in The Defenders, show che vede il supereoe allearsi con Daredevil, Jessica Jones e Iron Fist per fronteggiare un nemico che minaccia l’intera città di New York, e che ha il volto leggendario di Sigourney Weaver. Per parlare del nuovo progetto, in arrivo su Netflix venerdì 18 agosto, non potevamo che incontrare l’attore nella Grande Mela. Ecco la nostra chiacchierata:

Lo showrunner di Luke Cage Cheo Hodari Hoker ha inserito in quella serie molti riferimenti ai problemi civili e razziali che ancora oggi ci sono in America. Dobbiamo aspettarci la stessa intensità anche in The Defenders?

Per questo show dovevamo escogitare una minaccia che fosse riferibile a un numero più ampio di cittadini, non soltanto a quelli che vivono ad Harlem. L’intera città di New York è in pericolo, ecco perché i quattro supereoi devono lasciare le loro zone di competenza e unire le forze per combattere il nemico. Abbiamo alzato la posta in gioco e inserito antagonisti che non posso essere inseriti in un solo contesto geografico o culturale, come accadeva in Luke Cage. Se fossimo rimasti legati a tutte le coordinate della mia serie TV anche The Defenders sarebbe stata una storia legata principalmente a Luke, e gli altri lo avrebbero semplicemente aiutato a risolvere i suoi problemi. In The Defenders non è così, tutti e quattro i protagonisti devono lasciare per un momento alle spalle le loro storie e allearsi per affrontare un nemico comune.

New York è un’altro dei protagonisti della serie. Che effetto le fa girare qui?

Spesso si girano progetti in altre città che poi si spacciano poi per New York. La cosa può funzionare per chi non è ai stato nella Grande Mela, ma se la conosci non c’è modo di dissimulare, l’atmosfera e alcuni panorami sono unici al mondo. Per me poi c’è anche un fattore ideologico, New York per milioni di persone simboleggia la libertà: culture diverse si sono incontrate qui, persone sono venute da ogni parte del mondo in cerca di fortuna e hanno trovato di che sopravvivere. Ovviamente l’America ha i suoi problemi, soprattutto oggi, ma l’idea che se puoi farcela qui a New York allora puoi farcela ovunque è sempre forte. Poi la città continua a offrire stimoli e prospettive a chiunque: puoi vedere turisti e finanzieri che si rilassano a Central Park mentre a sud di Manhattan si svolge il Gay Parade o altri tipi di manifestazioni. Mi ha stimolato molto l’idea che difendere New York in un certo senso significa anche difendere la libertà di espressione e la multiculturalità.

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Anche in The Defenders la Claire interpretata da Rosario Dawson avrà una parte centrale?

Certo. Non voglio dire che altri personaggi collaterali delle serie non siano importanti, ma di certo Claire è speciale, diversa dagli altri. È lei che ha riunito il gruppo di supereroi, è lei il collante che in fondo ci tiene uniti. Ci conosce uno per uno, ha avuto a che fare con tutti noi e sa come gestire le diverse psicologie.

Cosa differenzia e cosa invece è comune ai quattro Defenders?

All’inizio della serie sono molto scettici riguardo l’unire le forze: sono tutti abituati a lavorare da soli, e credono che il loro modo di agire sia il migliore. Nei primi episodi ognuno cerca di forzare gli altri a seguirlo nelle sue idee, soprattutto perché hanno un approccio diverso: Luke è logico e metodico, Daredevil invece si lascia trasportare dalle emozioni. Jessica vive in un mondo suo, preferisce lavorare a notte fonda e ha un codice morale che qualche volta non distingue tra giusto e sbagliato. Danny invece è quello idealista del gruppo, il primo a credere che i quattro possano lavorare insieme. Ogni storia di gruppo ha bisogno di uno che si faccia avanti e coinvolga gli altri.

Quanto durerà ancora l’universo di Luke Cage e delle serie Marvel/Netflix?

Non lo so, ma onestamente spero il più a lungo possibile. Qualche volta devi fidarti, perché sei nelle mani della Marvel che sa benissimo cosa fare. Adesso stiamo preparando la seconda stagione di Luke Cage, delle altre serie so pochissimo, solo qualcosa della seconda stagione di Jessica Jones. È come costruire una grossa automobile senza saperne nulla di motori: assembli un pezzo alla volta e lasci agli ingegneri il compito di fare funzionare tutto.

Sente la responsabilità di interpretare il primo supereroe afroamericano della storia della Marvel?

Sì, e ne sono lusingato. Cinema e televisione posso formare le idee delle persone, il loro mondo. Immagino quanti giovani non possono permettersi di viaggiare e conoscono il mondo soltanto attraverso il piccolo schermo. Ci penso sempre quando entro nei panni di Luke Cage: abbiamo la responsabilità di tratteggiare psicologie vere ma anche forti, che possano essere di esempio. Inserire personaggi afroamericani nell’universo Marvel era necessario, e sono fiero abbiano scelto me per impersonare uno di questi. Certo, si può migliorare ancora in questo senso, ed è lecito chiederlo, ma stiamo facendo tutto il possibile e siamo in un buon momento secondo me.

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Cosa le piace maggiormente del ruolo di Luke?

La sua evoluzione, è un personaggio che è cambiato molto da quando l’ho incontrato. Non ha più paura di farsi avanti, non è costretto a vivere nell’ombra, e adesso affronta le sue responsabilità a viso aperto. È una figura che si rinnova continuamente, il che per me significa venire a lavoro ogni giorno con entusiasmo. Luke ha numerose sfaccettature: in fondo è un uomo romantico, non si prende troppo sul serio e usa i suoi poteri sempre accompagnato da una certa dose di ironia, per un attore è ottimo lavorare su tutte le lavorazioni.

A livello temporale come si legano le varie serie che coinvolgono Luke Cage?

I tempi sono strettissimi. Luke esce di prigione, non ha avuto neppure il tempo di reinsediarsi ad Harlem ed è chiamato a collaborare con gli altri Defenders per fronteggiare questa enorme minaccia. La seconda stagione di Luke Cage invece inizierà poco dopo la fine di The Defenders, con lui che torna ad Harlem e riprende a confrontarsi con i problemi del suo quartiere, affrontando nuovi nemici che vogliono impadronirsene. Vedremo anche come affronta il fatto di essere un eroe vero, conosciuto da tutti. Non può più camminare per strada come le persona normali, adesso ognuno si aspetta di essere aiutato. E Luke non si tira più indietro…

The Defenders uscirà su Netflix il prossimo 18 agosto.

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