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Game of Thrones: recensione del finale di stagione, “The dragon and the wolf”

Game of Thrones: recensione del finale di stagione, “The dragon and the wolf”

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: IL BACKSTAGE DI THE DRAGON AND THE WOLF

—–ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER—–

La settima stagione di Game of Thrones si è conclusa, fra picchi di epicità mai visti prima, buchi di sceneggiatura insanabili e una valanga di critiche come mai prima d’ora lo show aveva ricevuto. L’estrema velocità della narrazione (inspiegabile alla luce di una riduzione degli episodi che era stata giustificata con l’impossibilità di riempire di eventi 10 episodi in totale) ha in qualche modo rovinato il ricordo di quello che era (e la speranza di quello che sarà) Game of Thrones, diventata una sorta di fantasy commerciale ad alto budget ad uso e consumo del fan service.
L’episodio 7×07 prova a risollevare le sorti di una stagione che i fan devono ancora realmente somatizzare: da una parte tutti i nodi sono venuti al pettine, moltissimi gli incontri e le rivelazioni; dall’altra, una cura infima per tutti quei grandi e piccoli particolari che avevano reso grande la serie, insieme ad una sostanziosa perdita di coraggio in fase di scrittura (nell’intera stagione, uno solo dei personaggi principali ci lascia, Ditocorto).

THE DRAGON AND THE WOLF

Il momento dell’attesissimo incontro fra Cersei e Daenerys è finalmente arrivato: mai come prima d’ora abbiamo visto tanti personaggi principali insieme nella stessa scena. Jon Snow, Cersei, Daenerys, Tyrion, Jaime, Brienne, il Mastino e la Montagna, Davos, Theon, Euron, Missandei, Varys, Jorah, Qyburn, sono tutti presenti mentre la vista di un non-morto sconvolge gli abitanti di Approdo del Re e convince la regina ad accettare, dopo le ovvie difficoltà, una tregua.
Si tratta però solamente di una bugia di Cersei: in realtà la donna non intende affatto combattere accanto agli eserciti di Jon e Daenerys; attenderà la loro avanzata a nord e poi interverrà dopo la battaglia per spazzare via chi sarà rimasto in piedi insieme alla Compagnia Dorata che Euron sta portando in segreto a Westeros. Jaime, legato alla promessa d’onore fatta a Jon e Daenerys, lascia Approdo del Re, mentre i primi fiocchi di neve cadono anche a sud.

Dopo l’incontro, Theon affronta Jon, che gli concede il suo perdono per le azioni commesse contro gli Stark. Il ragazzo decide quindi di partire alla volta delle Isole di Ferro al salvataggio di Yara (salvataggio che dovrebbe rivelarsi più semplice del previsto, visto che Euron non è tornato a casa come ha detto ma ha invece portato la sua flotta a sud).

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A Grande Inverno, si compie il destino di Ditocorto: il più grande burattinaio di Westeros (almeno nelle stagioni passate) si getta candidamente nella trappola di Sansa per cercare di creare un inutile odio fra sorelle, rimettendoci la vita, mentre Arya, Sansa e Bran risultano più uniti che mai nonostante le controverse frizioni mostrate negli scorsi episodi.

Nel finale, Sam, arrivato a Grande Inverno, rimette insieme la reale storia di Jon assieme a Bran, che grazie al ragazzo riesce a vedere dei particolari che precedentemente aveva perso. Lyanna non era stata rapita o stuprata da Rhaegar, ma si era unita a lui in regolare matrimonio perché lo amava. Scopriamo anche che il vero nome di Jon Snow è Aegon Targaryen, legittimo pretendente al Trono di Spade. Nel frattempo, ignari di tutto, Daenerys e Jon/Aegon consumano il loro primo rapporto sessuale, mentre Tyrion rivolge alla loro stanza un’occhiata estremamente sinistra.

L’epilogo mostra infine la discesa dell’armata dei non-morti al di sotto delle terre libere: grazie al fuoco di Viserion, il Re della Notte scioglie la Barriera ed entra con il suo esercito nel “nord”.

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CERSEI

Ancora una volta, Cersei Lannister ha rivelato il suo vero volto. Proprio quando credevamo di aver scovato in un angolo del suo cuore una sorta di onore o compassione, la regina di Approdo del Re si è rivelata più uguale a sé stessa di quanto avremmo mai potuto immaginare. Difficile dire se la sua prima proposta fosse sincera (Cersei sapeva che si sarebbe potuta davvero fidare della parola del figlio di Ned Stark: in un certo senso, accorda al vecchio nemico una sorta di postumo rispetto), ma in seguito scopriamo che è decisa a tradire l’alleanza, in un ragionamento in realtà estremamente logico e spietato. A Cersei interessa solamente di sé stessa, sembra disposta a passare sopra anche all’amato Jaime. Però…

Però Cersei all’ultimo momento non riesce a far uccidere Jaime dalla Montagna, e tantomeno poco prima era riuscita a far uccidere Tyrion. Che siano due segnali di un possibile ravvedimento futuro di Cersei, crudele, spietata ed egoista ma in definitiva molto più lucida di quel che poteva sembrare?

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LE TRAME DI GRANDE INVERNO

Grande delusione per il compimento delle trame a Grande Inverno: quello che poteva sembrare un feroce scontro fra sorelle è stato risolto nel nonsense che ha caratterizzato l’intera stagione, lasciando dietro di sé una pessima scrittura (ma ormai a questo eravamo abituati) e la morte di un personaggio che aveva ormai perso la totalità del suo carisma e della sua essenza.
Il colpo di scena della morte di Ditocorto arriva inaspettato proprio perché impossibile rispetto alle scene degli episodi precedenti, nelle quali Arya era arrivata addirittura a minacciare di morte Sansa; certamente, molto è accaduto off-panel (Bran ha rivelato a Sansa di sua spontanea volontà i crimini di Ditocorto? Sansa li ha scoperti da sola? Arya fingeva fin dall’inizio? Bran ha fatto da paciere fra le sorelle?), ma come in realtà si sia risolta la confusa storyline, probabilmente non potremo mai saperlo.

IL RICORDO DI NED

Eddard Stark è morto nella prima stagione di Game of Thrones, ma ancora oggi è la sua pesantissima presenza a muovere gran parte delle trame di Westeros. In virtù degli insegnamenti di suo “padre”, Jon Snow mette a repentaglio la tregua con Cersei, mentre è ancora l’onore insegnato ai figli che permette ad Arya, Sansa e Bran di ottenere una vittoria schiacciante su Ditocorto (è sua la citazione “Il lupo solitario muore, ma il branco sopravvive”). Resta da vedere quale sarà il destino di Arya, che sembra ormai aver abbandonato i suoi propositi assassini, e Sansa, ormai realizzata nel suo ruolo di Lady di Grande Inverno (ma i morti sono vicinissimi…), mentre per Bran, testimone chiave dei veri natali di Jon e per Jon stesso tutto è ancora aperto.

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MORE THAN A JOY

L’episodio ci ha regalato in ogni caso grandissime soddisfazioni: nonostante gli evidenti difetti, ci troviamo di fronte alla migliore puntata della stagione. Primi fra tutti, i dialoghi fra Tyrion e Cersei e fra Jaime e Cersei, che ci hanno tenuti incollati alla sedia facendoci temere la morte improvvisa di entrambi i fratelli Lannister; ma anche il ritrovato coraggio di Theon, che sebbene vinca una scazzottata nella maniera più trash che si sarebbe potuta prevedere sembra finalmente, dopo tantissime delusioni, aver intrapreso una propria, quasi eroica, strada.

Anche l’appena criticata scena della morte di Ditocorto in realtà ha regalato immensa gioia ai fan: siamo lontani dallo spettacolare avvelenamento di Jeoffrey, ma il monologo finale di Sansa e le lacrime disperate di Lord Baelish ci hanno regalato più di un brivido. E ancora, sono moltissimi i piccoli momenti emozionanti nascosti nell’episodio: Brienne che ritrova prima il Mastino (con il quale si riappacifica) e poi Jaime, Tyrion che incontra di nuovo Bronn e rivede Podrick dopo anni, persino il secondo incontro fra Samwell Tarly e Bran Stark.

Come più volte affermato, le sottotrame intriganti ed a lungo termine di Game of Thrones sono ormai state messe da parte, ma essendo arrivato il tempo della sola ultima stagione (composta di soli 6 episodi) ciò è avvenuto ad un livello quasi fisiologico. La mancanza di una strada sicura nei libri di Martin si è fatta sentire, ma di contro la spettacolarizzazione delle scene, dei dialoghi e soprattutto degli incontri fra personaggi separati da anni è stata gestita spesso alla perfezione. Nell’ottava stagione probabilmente le carenze narrative si faranno sentire ancor più prepotentemente, ma è in arrivo una guerra che coinvolgerà draghi, zombie ed elefanti, la gestione psicologica di un incesto appena commesso ed un probabile doppio tradimento dei fratelli Lannister (Jaime ha lasciato Cersei, ma forse anche Tyrion sta facendo lo stesso con Daenerys…?): l’attesa fino al 2019 sarà quasi infinita, ma sicuramente il risultato finale sarà incredibilmente spettacolare.

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LEGGI ANCHE: INIZIATA LA PREPRODUZIONE DELLA STAGIONE 8 DI GAME OF THRONES

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