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Atomica Bionda: Recensione in anteprima del film con Charlize Theron

Atomica Bionda: Recensione in anteprima del film con Charlize Theron

Di Andrea Suatoni

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E’ il 1989, la tensione a Berlino alla vigilia della caduta del muro è altissima: gli equilibri sono pronti a cambiare, tanto quelli politici e sociali in superficie quanto quelli ad un livello decisamente inferiore e segreto, in un ambiente che gli amanti delle spy-stories cinematografiche conoscono bene e che fin da subito riconoscono: Atomica Bionda entra ben presto nello stereotipo e lo estremizza per usarlo a proprio uso e consumo, delineando una storia che finge di adagiarsi sul clichè – fin dalle basi, la “classica” lista rubata recante tutti i nomi degli agenti operativi – per trovare una propria originalità molto più efficace di quella che un ribaltamento effettivo del genere avrebbe potuto esprimere (con il pericolo di risultare poco credibile).

Al centro dei doppi, tripli e quadrupli giochi di Atomica Bionda, in tutti i cinema a partire dal 17 Agosto, troviamo una perfetta Charlize Theron, che non tradisce assolutamente l’epiteto che le regala il titolo del film e si caratterizza appunto molto più che esplosiva.

Atomic Blonde

DAVID LEITCH

La trama del film come appena accennato non cerca una propria originalità e si adagia più sulle scene d’azione, su una fotografia calibrata sui toni del blu e del grigio e su un brillante montaggio che tratta una narrazione non lineare degli eventi (nel caso servisse confondere ancor di più lo spettatore).
Ciò che pian piano risalta è però la superba regia di David Leitch.

Il regista, ex stunt veterano (e si vede), è qui praticamente alla sua opera prima, dopo una co-regia in John Wick non accreditatagli: iniziando quasi in punta di piedi nell’incipit del film, nella pellicola Leitch spinge tutto quello che riesce ad inserire (riuscendo comunque a non esagerare), omaggiando in moltissimi punti le origini fumettistiche del film (tratto da una graphic novel del 2012, The Coldest City) e raggiungendo l’apice in una lunghissima scena di combattimento in piano sequenza fra le scale di un albergo che da sola varrebbe il prezzo del biglietto – e della quale aspettiamo un corposo dietro le quinte – durante la quale la Theron ci mostra il suo lato più animalesco. Da notare come Charlize Theron si adatti ad ogni scena che Leitch disegna senza praticamente alcun limite: nudità, esplicito sesso lesbico, combattimenti all’ultimo sangue tradiscono una direzione dell’attrice soppesata al millimetro, che se da una parte potrebbe rivelare ad un’occhio attento e malizioso una sorta di ansia da prestazione, dall’altra porta ad un risultato decisamente positivo e godibile. L’esame cui David Leitch si è autonomamente sottoposto è superato a pieni voti, e non vediamo l’ora di vedere cosa riuscirà a fare con Deadpool 2.

Atomica Bionda

IL CAST

Su Charlize Theron e la sua Lorraine Broughton c’è davvero molto poco da dire: già dai numerosi trailer, la perfezione del casting era ben visibile. Lo sforzo produttivo verso un possibile franchise (nella speranza di una buona riuscita al box office in una estate 2017 che sta in realtà deludendo le aspettative dei contabili) è chiarissimo, e la scelta dell’attrice protagonista è stata ovviamente soppesata sotto ogni aspetto.

Se mai avessimo bisogno di un’altra prova della versatilità e della bravura di James McAvoy, Atomica Bionda riuscirebbe nell’intento: il personaggio di David Percival (in realtà anche a causa della sua buonissima scrittura) ruba sistematicamente la scena a quello di Lorraine, reinventandosi di volta in volta e svelando strato dopo strato la sua vera natura fino ad un finale impossibile da prevedere, vuoi per i continui colpi di scena che ribaltano le carte in tavola, vuoi per una sceneggiatura che mira distintamente a confondere per poi risolversi nelle battute finali.

Anche Sophia Boutella, inesperta spia francese alle prime armi, risulta perfetta per la sua parte: Delphine restituisce al film una realtà che fino alla sua apparizione sembra fin troppo lontana, fungendo da collegamento con un livello “intermedio” fra i protagonisti di Atomica Bionda ed il pubblico. Ed è infatti semplicissimo empatizzare con il dolcissimo viso della Boutella, che da scrittura anch’essa pare inserita brutalmente in una meta-trama più grande di lei, pronta a presentarle il conto.

Atomic Blonde

“IO AMO BERLINO!”

Altra grande protagonista del film è la città di Berlino: esplorata nei suoi angoli ed anfratti più decadenti ed affascinanti, la città emerge in tutta la sua drammatica divisione culturale e si rivela uno sfondo perfetto per la storia: buia, sfittica, misteriosa e pericolosa, questa Berlino in procinto di cadere per poi rialzarsi imponente è il perfetto contraltare metaforico di Lorraine. I palazzi fatiscenti, le luci al neon che illuminano praticamente tutti gli spazi del film, anche le scritte pastello in sovraimpressione che scandiscono le fasi temporali e spaziali del film con uno stile cartoonistico da writer urbano arricchiscono un prodotto che fa della confezione la sua estrema forza: Atomica Bionda è più una imperdibile esperienza audio-visiva (anche il comparto sonoro è molto ben calibrato, con musiche che spaziano da Depeche Mode a David Bowie ai Queen ai Duran Duran) che un vero e proprio film, che fra rozzi vituosismi registici e brutali capacità recitative si ritaglia un posto di tutto rispetto nell’olimpo degli spy-movie, lasciando lo spettatore in fervida attesa di un eventuale secondo capitolo.

Atomica_Bionda_Teaser_Poster_Italia

GUARDA ANCHE: LA NOSTRA WEB-SERIE “TRAILERS” CON ATOMICA BIONDA!

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