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Stephen King’s The Mist: Recensione del pilot della nuova serie horror

Stephen King’s The Mist: Recensione del pilot della nuova serie horror

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: IL FULL TRAILER DI THE MIST

—–ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER—–

E’ andato in onda ieri sera 22 Giugno il primo episodio di The Mist, nuovissima serie del canale Spike (Blade – The Series, The Shannara Chronicles dopo il passaggio da MTV) tratta da un racconto di Stephen King che è diventato, nel 2007, un film diretto da Frank Darabont con protagonisti Thomas Jane (The Punisher, Boogie Night) e Laurie Holden (The Walking Dead). La nuova serie riprende le atmosfere del film, adattandole al media televisivo in uno show che andrà in onda settimanalmente per un totale di 10 episodi.

PILOT

Nella cittadina di Bridgeville la quotidianità di alcune persone viene scossa da degli avvenimenti drammatici: Kevin ed Eve sono impegnati ad aiutare la figlia Alex, vittima di un presunto stupro da parte del compagno di scuola Jay; Mia, una ragazza misteriosa e violenta, è alla ricerca di qualcosa ed implicata in loschi affari, mentre alcuni uomini le danno la caccia; Natalie, una vecchia e gentile ecologista, compie delle ricerche in seguito allo strano comportamento della fauna locale; Bryan invece, un soldato di colore vittima di una amnesia, viene arrestato dopo che, sotto shock, aveva avvisato la polizia di una strana nebbia in arrivo.

Le storie drammatiche dei personaggi si intrecciano con le dinamiche horror che arrivano assieme alla densissima nebbia che dà il titolo allo show: sapientemente gli showrunner riescono a non dirci ancora nulla, ma a darci comunque un’idea di ciò che sta per iniziare ad accadere. Nella nebbia si nascondono delle creature (per ora invisibili) pericolose, che iniziano a mietere vittime: i protagonisti si ritrovano quindi improvvisamente intrappolati in varie location (e divisi gli uni dagli altri) senza possibilità di uscire in una strada dove si aggirano oscure presenze, ma per alcuni la compagnia di alcune persone all’interno potrebbe essere addirittura peggiore.

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LENTAMENTE ARRIVA

Il lato horror di The Mist appare nella serie molto lentamente. Escludendo il prologo, con la morte del povero cane Rufus, più della prima metà del pilot è incentrato esclusivamente sulle vicende private di quelli che poi (orientativamente) diventeranno i protagonisti della storia, coloro che sopravvivranno idealmente all’ondata iniziale dell’orda di mostri nascosti nella nebbia. Ciò che colpisce è che, se all’inizio la mancanza dell’atmosfera horror che si sperava di respirare si fa sentire, pian piano la curiosità relativa agli impianti drammatici ha la meglio: ci si scorda quasi dell’impostazione di genere, mentre ci chiediamo quale sia la verità sulla vicenda di Alex, ci interroghiamo sul rapporto fra Kevin ed Eve e cerchiamo di capire qualcosa della storia di Mia.

La nebbia spazza via le storyline che fin qui avrebbero dato luogo ad un buon drama, dando inizio ad una serie di orribili decessi che, ne siamo sicuri, saranno solo i primi di una lunga serie. “Godiamo” di quel che lo show vuole diventare solamente negli ultimi minuti del pilot, ma tanto basta: la situazione iniziale è già completamente ribaltata, e la lentezza che all’inizio ci faceva credere una dilazione degli avvenimenti troppo ampia spazza via i dubbi che The Mist potesse realmente ben funzionare in forma seriale.

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CAST E PERSONAGGI

Quello di The Mist non è un cast di stelle (molti degli interpreti sono qui alla loro prima importante esperienza) ma nella serie troviamo almeno un paio di nomi molto conosciuti agli amanti del mondo televisivo: ad iniziare con la protagonista femminile, Alyssa Sutherland, vista in Vikings nel ruolo della regina (e veggente) Aslaug, qui perfetta nella parte della moglie arrabbiata e della madre severa (Eve), e continuando con Frances Conroy, star di American Horror Story e Six Feet Under qui nei panni di una ingenua vecchietta (Natalie).

Il punto debole di The Mist sta nella costruzione dei personaggi: questi spesso corrispondono a degli stereotipi, a volte ricercati (il migliore amico gay diventa il migliore amico pansessuale, il padre permissivo diventa il padre moderno e incosciente, e così via) ma pur sempre incastrati in una definizione ben precisa che, almeno in questo primo episodio, non riesce a dare praticamente a nessuno una precisa identità personale. Mia (Danica Curcic) è la badass della situazione, Bryan (Okezie Morro) è il personaggio impazzito dopo il primo imprinting con l’orrore, Alex (Gus Birney) è la classica adolescente ribelle. Se l’idea di base della serie corrisponde a quella del film di Darabont, cioè quella di mostrare persone comuni alle prese con situazioni straordinarie, l’uso di personaggi che prendono le mosse da una partenza stereotipata potrebbe essere semplicemente funzionale all’evoluzione degli stessi: il potenziale fin qui visibile è ampio e  il tempo della narrazione ancora lungo.

A prima vista infatti The Mist non sembra voler insistere troppo sul terrore e sullo splatter, quindi una efficace evoluzione dei personaggi è senz’altro auspicabile; due chiari indizi di questo ci arrivano in effetti sia da come in fase di scrittura i gruppi dei sopravvissuti sono stati divisi (siamo sicuri che già dal prossimo episodio la compresenza di alcuni protagonisti negli stessi luoghi porterà a degli interessantissimi sviluppi) che dalla tagline della serie: Fear. Human. Nature.

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LEGGI ANCHE: UNA FEATURETTE DI THE MIST CI MOSTRA BRIDGEVILLE

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