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Sense8 stagione 3: Tutte le Teorie sulla cancellazione

Sense8 stagione 3: Tutte le Teorie sulla cancellazione

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: NETFLIX CANCELLA SENSE8

Milioni di fan sono ancora sotto shock: ieri la piattaforma online Netflix ha deciso di non rinnovare la serie Sense8 per una terza stagione. Come mai si è arrivati a questa conclusione? E davvero non c’è più nulla da fare se non sperare in un miracolo…?

COSTI TROPPO ELEVATI?

Il motivo principale dietro la cancellazione dello show sembrerebbero essere gli elevatissimi costi di produzione: in 23 episodi, Sense8 ha toccato 13 diversi paesi e 16 diverse città, confermandosi la serie più globale (anche a livello di cast internazionale e di contentuti) di sempre. Si parla di 9 milioni di dollari ad episodio: dei costi simili a quelli di The Get Down, serie musical cancellata poco tempo fa da Netflix a causa dei troppo ingenti esborsi derivanti dall’acquisizione di diritti discografici.

Va osservato un fatto però: The Get Down e Sense8 avevano (numericamente) dei bacini d’utenza nettamente differenti, almeno a quanto pare dai feedback social delle due serie (poiché Netflix non ha mai rilasciato informazioni relative ai puri dati numerici); inoltre, la piattaforma online aveva deciso tempo fa di rinnovare The Crown, serie a carattere storico famosa per essere lo show televisivo più costoso mai prodotto. Perché quindi approvare una seconda stagione di The Crown, che seppur qualitativamente superiore sembrerebbe aver avuto un feedback inferiore a Sense8, ma non rinnovare quest’ultima…?

Sense8-cast-copertina

FLOP INASPETTATO?

Potrebbe allora darsi che i famigerati dati numerici di cui parlavamo si siano rivelati insoddisfacenti, al punto da non permettere il rinnovo della serie. Ma anche qui ci sorge un dubbio: perché annunciare il mancato rinnovo a meno di un mese dall’esordio della seconda stagione? Netflix è una piattaforma che funziona sul lungo periodo, ed un feedback basato su un periodo di tempo di appena 3 settimane è impensabile per una funzionale interpretazione del gradimento di una serie. Soprattutto prima dell’arrivo dell’estate, nei mesi in cui solitamente avviene il “recupero” da parte degli utenti; anche a livello di semplice opportunità commerciale, l’annuncio è arrivato troppo presto, tanto da destare alcuni sospetti: che si tratti di una studiata operazione di marketing…?

OPERAZIONE PUBBLICITARIA?

Se così fosse, non dovremmo oltremodo stupirci: Netflix si è fatta notare più di una volta per le sue campagne pubblicitarie inedite, originali ed efficaci: in questo momento, chiunque sta parlando di Sense8. La pubblicità che sta arrivando alla serie attualmente è maggiore di quella di cui lo show ha goduto mentre era ancora “on air”: la notizia del mancato rinnovo ha fatto il giro del mondo, il popolo di internet è insorto, sono state lanciate petizioni.

Se si tratta di una mossa pubblicitaria, e Netflix avesse avuto intenzione solamente di sondare il terreno in vista di una possibile terza stagione, la risposta dei fan non dà adito ad alcun dubbio.

In ogni caso, per chi voglia far sentire nel proprio piccolo la propria voce, CLICCANDO QUI è possibile trovare il link della petizione online che ha raggiunto oltre 200.000 firme.

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TEMI SCOMODI?

Ha fatto discutere anche il momento temporale in cui la notizia della cancellazione è arrivata: esattamente il primo giorno di Giugno, mese del Pride. E’ innegabile che Sense8 abbia una fortissima impronta GLBT, ed appare strano che la data dell’annuncio del mancato rinnovo e quello dell’inizio del mese del Pride coincidano. Alcuni rispondono alla coincidenza insistendo sul fattore pubblicitario: ora più che mai la notizia fa scalpore, essendo una grandissima parte dei fan dello show persone GLBT. Altri invece vedono nella data una sorta di denuncia o addirittura di provocazione: secondo una delle varie correnti di pensiero generatesi a partire da ieri, la libertà con cui Sense8 affrontava determinati temi ne avrebbe provocato la chiusura anticipata, secondo una variegata serie di fattori (in verità non del tutto coerenti fra loro).

DI TUTTO UN PO’

Molte altre teorie si sono fatte largo attraverso il web: alcuni credono ad una divergenza di opinioni che avrebbe allontanato Lana Wachowsky da Netflix, portando ad una rottura; altri credono che Lana da sola (dopo l’abbandono di Lily, impegnata nei risvolti personali della sua recente transizione transgender) non abbia potuto reggere il peso di una terza stagione, altri ancora hanno pensato ad uno script troppo debole a livello di trama per una terza stagione, che avrebbe dovuto abbandonare le storie personali degli 8 sensate e concentrarsi sulla loro riunione in un nonsense impossibile da gestire. Ancora, ci sono voci che imputano la decisione direttamente alle Wachowsky, che avrebbero perso interesse nel realizzare nuovi episodi.

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UN “DEGNO” FINALE

Cosa possiamo aspettarci quindi per il futuro? Una terza stagione potrebbe arrivare solo nel caso Netflix la avesse già pianificata, puntando ad una “finta” cancellazione solamente in vista di una terroristica campagna pubblicitaria. O magari, la piattaforma online potrebbe addirittura decidere di fare marcia indietro, visto il malcontento generato dalla notizia: un’ipotesi che potrebbe difficilmente realizzarsi ma che, anche solamente ad una prima occhiata nei social, non appare poi così impossibile.

Ed infine, l’ipotesi più realistica: Netflix potrebbe concludere tutto con un film o uno speciale. Chiudere una serie così amata dai fan è ingiusto ed irrispettoso verso il suo pubblico, ed è poco probabile che Netflix non abbia pensato ad un modo per far fronte al problema: un finale (incrociamo le dita) è forse già in produzione, ed il clamore pubblicitario nato dalla cancellazione lo trasformerà sicuramente in un successo.
Che sia stato tutto studiato alla perfezione?

sense8

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