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24 giugno 2017 • 11:30 • Scritto da Marco Lucio Papaleo

FeComics 2017, luci ed ombre di un Festival

Il nostro resoconto dall'edizione 2017 del variopinto Festival ferrarese dedicato al fumetto e al cosplay, condito con una ricca gallery fotografica.
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Foto e articolo a cura di Luca Veronesi.

Doveva arrivare anche questo momento… il momento di tirare le somme su FeComics. La crescita a livello di numeri è stata quella auspicata e sperata rispetto l’ultima esplosiva edizione del 2016? La risposta è NO. È stato un bel festival? La risposta è SÌ, lo è stato. Analizzeremo di seguito pregi e difetti, quali le motivazioni o, perlomeno, alcune, e quali le possibili direzioni da seguire per il futuro.

HULKBUSTER SPIDEY

Sfilate. Incredibili, coinvolgenti, ricche di colore, animazione e con personaggi carismatici e degni di nota. Iniziamo da uno dei must del Festival: qualcosa la cui assenza, oramai, si farebbe notare. L’Hulkbuster Show con sfilata Marvel Cosplay, a cura di Marvel Cosplay Italia e Marco Segreti. Vuoi per il carisma del buon Marco, vuoi per l’energia ed il piglio che solo i paladini Marvel sanno portare, questo è sempre uno degli eventi chiave della manifestazione fin dalle prime edizioni. Quest’anno non è stato differente: seguitissimo, l’evento Marvel è stato uno dei momenti topici del FeComics2017. A seguire, ma non meno importanti, le due magnifiche sfilate, quella dell’enorme (è proprio il caso di dirlo) gruppo Steampunk dell’Associazione Culturale Steampunk Nord-Est, che potete scorgere qui in foto.

STEAMPUNK

E quella dedicata a Dottor Who, un po’ meno numerosa ma comunque davvero apprezzabile e con ogni anno nuove enormi realizzazioni in mostra al chiostro San Paolo. Zombie Walk, l’evento in notturna che ha animato il centro storico il sabato sera, in una parola? “Pazzesco”! Il pubblico era entusiasta. Sembra impossibile ma Ombre d’arte e la madrina Roberta Mercatelli ogni anno alzano l’asticella, e rinnovano un evento non certo facile da gestire, complice del successo la presenza di professionisti del make up artist degni di un film di Romero o di un più recente The Walking Dead.

ZOMBIE

Workshop. Imperdibili, seguitissimi, tenuti da esperti dei settori del cosplay, del prop making o di discipline orientali particolari. Per citarne alcuni, l’Ikebana della Maestra Yamaguchi Sachiko, o il laboratorio di Origami a cura di Tayama Norito, la dimostrazione di Furoshiki della Maestra Shimizu Nozomi, il workshop “crea il tuo manga” o ancora il magnifico “La nascita di un cosplay: dalla progettazione alla vestizione” a cura di Shadowing Cosplay e Oriana Cauli, con ospite speciale, in qualità di modella, Giorgia Cosplay. È giusto accennare al fatto che un paio di eventi chiave sono saltati, come l’incontro con la Panini, e la presenza di Diego Vida, per problemi non direttamente dipendenti dall’organizzazione FeComics.

VISITATORI

Visitatori. Presenza discreta ma rispetto al 2016 a livello di numeri il calo c’è stato, inutile negarlo, complici una concomitanza di fattori che sono mancati in questa edizione ed avevano portato l’anno precedente un bacino d’utenza più ampio. Il primo fattore è stata la possibilità di utilizzo dell’enorme palco di Ferrara sotto le Stelle, la seconda la concomitanza del Palio, grosso evento ferrarese che ha portato in zona famiglie da tutta la provincia. Era decisamente un target di famiglie e bambini quello che aveva ammassato le strade l’anno precedente. Se a questo uniamo il caldo torrido, estivo, che ha certo portato molti ad optare per un weekend in spiaggia, (data di giugno avanzato che forse potrebbe essere opportuno rivalutare?), allora il cerchio si chiude.

Presenza cosplayer. Parametro che viene usato spesso come metro di giudizio del successo di una fiera (anche se limitante). Ad ogni modo la presenza di cosplayer, specie nella giornata di domenica, è state enorme, e l’enorme quantità di scatti reperibili online dei tanti fotografi intervenuti è una prova inconfutabile.

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Gara Cosplay. Cuore di una manifestazione di Comics & Games che si rispetti, è stata un successo. Una quarantina di cosplayer in gara (numero massimo imposto per poter chiudere la manifestazione in tempi accettabili), una giuria ironica, preparata e sempre sul pezzo composta da Oriana Cauli, cosplayer e truccatrice, Elisa Goldin (Neko Neko Cosplay), Manuel Capitani, Sunita Zucca (Sunymao, che ha anche deliziato il pubblico con una sua esibizione canora davvero di pregio) ed alla guida Elena D’Ambrosio (Shadowings), frizzante e divertente presentatrice. In giuria per assegnare il premio speciale anche una commissione dal San Marino Comics.

Stand. È obbligatorio ribadire che gli stand c’erano, molti, ma decentrati ed estromessi dalla piazza del Duomo. Piazza Trento Trieste infatti era nuda come non mai, con solo pochi stand relegati in fondo al listone vicino alla libreria IBS. Il Comune -è bene ribadirlo- in virtù della crescita, aveva appoggiato pienamente l’utilizzo di tutto il listone, che avrebbe dovuto essere il punto nevralgico della fiera lato standistico. La soprintendenza ai beni culturali, purtroppo, ha remato contro impedendo letteralmente tale possibilità e negando tassativamente che la fiera potesse evolvere e crescere come avrebbe potuto e dovuto. Ma sarebbe opportuno prendere d’esempio Lucca, famosa in tutto il mondo per il suo Festival, ha sdoganato da molti anni una possibile convivenza tra tensostrutture, cosplay, gioco e città d’arte di stampo medievale.

Area Games. Il Festival non sarebbe davvero lo stesso se non fosse presente. Forse la più attiva di tutta la manifestazione, regolarmente presa d’assalto e con presenza costante di pubblico. La ludus iovis dieiassociazione ludica ferrarase è magistrale, non riesco a pensare ad una parola differente per esprimere l’energia che si percepiva passando tra i tavoli da gioco costantemente occupati e con i ragazzi dell’associazione a far da ciceroni tra i meandri di giochi da tavolo più o meno complessi e per tutte le età. Gli eventi e giochi speciali “live” creati per l’occasione hanno reso il tutto ancora più memorabile.

FATA

Come concludere un articolo così altalenante nell’esporre successi e mancanze, luci e ombre di un festival? Con una riflessione.
Forse si è dato per scontato che il risultato del 2016 fosse un traguardo facilmente replicabile e che una corretta promozione non fosse più necessaria: promozione che a livello cartellonistico e flyer in giro per la città è fondamentalmente mancata, andando a perdere una grossa parte del substrato di visitatori della stessa Ferrara. Forse alcune istituzioni dovrebbero poter lavorare in sinergia e non ostacolare un evento che porta ricchezza, anche culturale, alla città. Forse una Soprintendenza ai beni culturali che interviene a Ferrara, vietando la presenza di tensostrutture, potrebbe ispirarsi al modello Lucchese, città strutturalmente simile ma in cui non vengono posti tanti paletti. Forse si dovrebbe comprendere che la bellezza di un luogo non viene svilita ma semplicemente è cornice ed ambientazione di un evento che diviene unico grazie a quella cultura conosciuta nel mondo. Tanta meraviglia in questa edizione, seppure sottotono in alcuni aspetti. Noi di ScreenWeek crediamo nel futuro del FeComics, ma solo il tempo ci darà ragione o torto: intanto buon lavoro a Franco, allo staff, all’associazione culturale Pro Art, promotrice ed organizzatrice ed un grosso “in bocca al lupo” per la prossima edizione.

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2 commenti a “FeComics 2017, luci ed ombre di un Festival

  1. Un’altra considerazione è da fare sull’area Japan: quest’anno si è ritrovata isolata e tagliata fuori dai percorsi di visita alla fiera. Molti standisti si sono lamentati, giustamente. La causa? Nel 2016 una parte importante della fiera era al Diardino delle Duchesse e quindi l’ara Japan trovandosi in Piazza del Municipio era al centro del transito da e per il giardino; quest’anno la chiusura dello stesso e quindi il trasferimento delle attività presenti nel 2016 hanno praticamente tagliato via l’area Japan dai persorsi dei visitatori. Altra cosa da tenere conto per le prossime edizioni…

  2. Se questa edizione è stata un successo allora Trump va candidato al premio Nobel per la letteratura. Cosplay in abbondanza?! Si se il parametro di misura sono poche decine di persone (al contest meno di 30 iscritti). Zombie walk “pazzesca”?! Si, se si parla della scorsa edizione. Stand dispersi e senza continuità, Marvel main event del comics?! Beh si se per main si intende in sostanza unico (per altro quest’anno anche senza Thanos. Per le potenzialità che Ferrara può offrire, a me pare controproducente fare spallucce è dire che comunque sia andata è stata una figata. “Non esistono in qualsiasi lingua del mondo, due parole più pericolose di “bel lavoro” (cit.)

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