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Pirati dei Caraibi: La vendetta di Salazar – La recensione del nuovo film della saga

Pirati dei Caraibi: La vendetta di Salazar – La recensione del nuovo film della saga

Di Andrea Suatoni

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Da stasera 24 Maggio nelle sale di tutta Italia, ecco arrivare il quinto capitolo della fortunatissima saga che vede protagonista il pirata Jack Sparrow: Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar si propone come una sorta di reboot pur restando fermamente ancorato alla storyline principale in quella nuova dinamica cinematografica chiamata Legacequel (dai termini Legacy + Sequel, così come aveva già fatto Jurassic World prima di lui o come farà il Jumanji in arrivo). Pirati dei Caraibi 5 infatti presenta, accanto al veterano Jhonny Depp, ed ai più che sostanziosi camei dei vecchi protagonisti Will Turner (Orlando Bloom) ed Elizabeth Swann (Keira Knightley) dei nuovissimi personaggi: la brillante e affascinante astronoma Carina Smyth (Kaya Scodelario), talmente intelligente da essere accusata di stregoneria, ed Henry Turner (Brenton Thwites), figlio di Will deciso a salvare suo padre dalla maledizione del cuore di Davy Jones.

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RITORNO ALLE ORIGINI

Dopo un quarto capitolo (Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare) che pur risultando un successo commerciale era stato aspramente criticato dai fan a causa dei forti cambiamenti portati alla saga, i registi Joachim Rønning ed Espen Sandberg riportano il franchise ad uno stadio molto più simile a quello della prima trilogia di Gore Verbinski: anche gli eventi ed i personaggi di Pirati dei Caraibi 4 vengono solo marginalmente menzionati, ed il film sembra quasi una diretta prosecuzione della terza pellicola (Pirati dei Caribi: Ai Confini del Mondo), di cui riporta in pista i protagonisti (seppur marginalmente, ma in ogni caso con un ottimo utilizzo della continuity) in un gioco di fan service a cavallo fra la malizia commerciale e l’affetto per gli appassionati della saga. L’idea di trovare un nuovo protagonista da affiancare a Jack Sparrow con un legame diretto ai personaggi interpretati da Orlando Bloom e Keira Knightley potrebbe essere la carta vincente per portare la saga avanti ancora per moltissimi episodi, e seppure è vero che l’Henry Turner di Brenton Thwaites non riesce ad essere un personaggio carismatico quanto Sparrow, sicuramente riesce a non far rimpiangere le interpretazioni di Orlando Bloom, che forse è sempre stato percepito come uno dei maggiori punti deboli di Pirati dei Caraibi. Ed un discorso a parte andrebbe fatto anche per Carina Smith, ma ci fermiamo qui per evitare grossi spoiler….

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LA VISIONE DI VERBINSKI, VERSIONE 2.0

Come appena detto quindi, il quinto episodio riesce perfettamente a ricreare quelle atmosfere che ai fan erano mancate nel quarto: sono passati però ben 14 anni dall’uscita di Pirati dei Caraibi: La Maledizione della Prima Luna, e la differenza (in positivo) si sente. A cominciare dagli effetti speciali all’ultimo grido e continuando con una visione più moderna del personaggio femminile principale (che è riuscito perfettamente a differenziarsi da Elizabeth Swann).
I comprimari accanto a Jack Sparrow appaiono più che semplici gregari del primo, acquisendo delle caratterizzazioni a tutto tondo su cui vale la pena soffermarsi; soprattutto il capitano Hector Barbossa (Interpretato da Geoffrey Rush, sempre presente insieme a Depp sul set fin dal primo film) riesce per l’ennesima volta a mostrarci un nuovo lato del personaggio, merito anche del suo straordinario interprete. Javier Bardem, dal canto suo, dà vita ad un villain (il Salazar del titolo) credibile che pur sembrando molto simile ai cattivi del passato riesce a differenziarsene in maniera efficace.

Se si pensa che già al termine della prima trilogia la stanchezza della saga iniziava a farsi pressante, il tentativo di Joachim Rønning ed Espen Sandberg pur non innovando di fatti quasi nulla nonostante alcune scene assolutamente grandiose (la battaglia contro gli squali in primis) coglie totalmente nel segno nel reinventare quasi da zero il franchise, al punto che potremmo azzardare addirittura che un sesto episodio potrebbe riuscire a funzionare senza la presenza di Jack Sparrow.
La linearità del film si adatta agli schemi dei precedenti: un nemico arriva da un passato di cui non avevamo mai avuto sentore, c’è una maledizione in gioco, c’è un modo per spezzarla. Qui troviamo però anche una semplicità inedita che si scrolla di dosso snodi di trama fin troppo inverosimili e complicati, ma anche di contrasto una più approfondita appartenenza e fedeltà al cuore della saga: ad esempio verrà approfondito il finora nebuloso discorso sulla bussola magica di Sparrow, così come scopriremo i retroscena della maledizione di Davy Jones (ora di Will Turner). Per non parlare di cosa ci riserva la scena dopo i titoli di coda

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L’ORRIBILE STILE DI VITA DI CHI NON CERCA GUAI

In definitiva, siamo sicuri che Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar segnerà l’ennesimo successo del colosso Disney (pur in un periodo primaverile che sembra bocciare le grandi produzioni alla base, forse a causa di un clima estivo fin troppo anticipato). Il film ha tutto quello che i fan possono desiderare: vecchi personaggi mai dimenticati che tornano in gioco, una continuity attentamente studiata cui si allaccia una retro-continuity perfettamente inserita, nuovi personaggi marinareschi, nuove battute di Jack Sparrow. Ma si affaccia anche ai nuovi spettatori, che vuoi per un imperdonabile ritardo vuoi per il dato anagrafico non hanno ancora conosciuto la saga: per quanto strettamente collegato con il passato, Pirati dei Caraibi 5 costituisce un perfetto punto di partenza per iniziare a seguire le avventure piratesche di Jack e soci.

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Vi ricordiamo che in questa nuova avventura ritroveremo Jack Sparrow, l’eccentrico pirata che sarà ancora una volta interpretato da Johnny Depp. Con lui anche Javier Bardem (Non è un paese per vecchi, Skyfall), la stella nascente Kaya Scodelario (Il labirinto, Skins), Brenton Thwaites (Maleficent, The Giver) e Golshifteh Farahani (Exodus: Dei e Re). Previsto inoltre il ritorno di Geoffrey Rush nel ruolo di Barbossa, Kevin McNally in quello di Joshamee Gibbs e Stephen Graham in quello di Scrum, insieme al grande ritorno di Will Turner (Orlando Bloom) ed Elizabeth Swann (Keira Knightley).

La regia di Pirati dei Caraibi: La vendetta di Salazar è stata affidata a Joachim Rønning e Espen Sandberg, la coppia che ha firmato Kon-Tiki, il film norvegese candidato agli Oscar 2013.

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