Perché siamo rimasti delusi da Wonderstruck, l’ambizioso nuovo film di Todd Haynes

Perché siamo rimasti delusi da Wonderstruck, l’ambizioso nuovo film di Todd Haynes

Di Andrea D'Addio

Presentato al Festival di Cannes il nuovo film del cineasta californiano tratto dall’omonimo libro di Brian Selznick, autore anche della sceneggiatura.

1977: Ben è un bambino che ha appena perso la mamma in un incidente stradale. Non gli è stato mai rivelata l’identità del padre e, per non farsi mancare nessuna sfortuna, una sera, mentre è al telefono, prende una scossa e rimane sordo. Il desiderio di scoprire chi sia il papà non lo ferma e così fugge dal letto d’ospedale per New York dove alcuni indizi lo portano a pensare che si troverà la risposta che cerca. Lo stesso viaggio era stato fatto cinquant’anni prima da un’altra ragazzina, Rose, anche lei sorda. Il suo sogno era incontrare la mamma, attrice famosa, divorziatasi però dal papà diversi anni prima. Ben e Rose vivono, di fatto, due storie parallele piene di punti in comune. Haynes ne alterna il racconto passando dai colori sgargianti degli anni ’70 ad un sobrio bianco e nero accompagnato, come i film dell’epoca, solo da un sottofondo musicale.

A poco a poco quello che sembra un thriller familiare si dipana diventando un dramma a tutto tondo pregno di malinconia, ma desideroso di guardare ottimisticamente almeno il futuro. Un film apparentemente per ragazzi, ma così pieno tragici eventi (di mezzo ci sono due lutti, un divorzi e due personaggi sordi) difficilmente può rendere più leggeri i cuori dello spettatore che esce dalla sala.

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Una scena di Wonderstruck ambientata nel 1977

Todd Haynes è ambizioso, ed è un merito, nel volere declinare lo stile del racconto a seconda del passaggio narrativo, e allora ecco il muto, l’animazione, l’onirico e così via.  L’insieme,  per quanto esteticamente affascinante, appare come un grande esercizio di stile. La fantasia dei due protagonisti, il loro desiderio di superare le barriere sia dei luoghi (le proprie case di origini) che fisiche (l’handicap all’udito), si osserva e non si vive, troppo leziosa a volte la macchina da presa e/o il racconto per portarci nel loro mondo. Da apprezzare però sia il  tentativo che la scelta di Haynes di fare interpretare ad una vera bambina sorda, Millicent Simmonds, il ruolo di Rosa. Al Festival di Cannes, dove il film è stato presentato in concorso, la critica si è divisa tra calorosi applausi e diversi sbadigli.

ps: Julianne Moore  si conferma attrice feticcio di Haynes dopo Lontano dal Paradiso e Safe. Per lei, in Wonderstruck non uno, ma ben due ruoli.

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