Cinema Recensioni Festival

La moscissima apertura del Festival di Cannes che ricorda tanto lo sbagliato patriottismo all’italiana

Pubblicato il 17 maggio 2017 di Andrea D'Addio

Ci lamentiamo del patriottismo italiano ad ogni Mostra del cinema di Venezia? I francesi non sono meno…

Si intitola Les Fantômes d’Ismaël, I fantasmi di Ismaël, è diretto da Arnaud Desplechin, racconta la problematica vita di un fantomatico regista interpretato da Mathieu Amalric e ha aperto tra gli sbadigli la 70esima edizione del Festival di Cannes. Sì, perché quando è stato annunciato che l’apertura della kermesse sarebbe stata affidata ad un film francese firmato da un apprezzabile autore, ma mai salito agli onori della cronaca internazionale per un premio o una pellicola particolarmente originale, anzi, perfetto esempio di quel cinema francese basato sui dialoghi e decomposizione/ricomposizione delle relazioni umane, almeno ci si aspettava che fosse un bel film.

Nessun applauso dopo le due ore di proiezione stampa, solo un glaciale ed emblematico silenzio. La storia di un regista che ha un fratello diplomatico che vede mai e a cui sta dedicando un film immaginandolo una spia internazionale, ha una moglie misteriosamente scomparsa vent’anni prima senza alcuna ragione e di cui tiene un ritratto in salone, ha un suocero, anche lui regista, dilaniato dalla sparizione della figlia e, per finire, ha finalmente una nuova relazione con un’introversa astrofisica, non è una di trame capaci di appassionare, soprattutto se non raccontate con particolare originalità.

Perché allora metterlo come film di apertura? Capita spesso di ascoltare, a Mostra del cinema di Venezia finita, quanto noi italiani non siamo bravi a darci i premi da soli. Ci lamentiamo “dell’esterofilia” delle giurie che scegliamo per il nostro festival di cinema più importante. Chi lo dice sbaglia. Un Festival è un festival, si deve premiare la qualità, non la bandiera di appartenenza, fosse anche quella dei padroni di casa. Però non guardiamo a Cannes come modello. Almeno non nella scelta della selezione. Al di là della contemporanea presenza nel cast di Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg e Mathieu Amalric, un film come Les Fantômes d’Ismaël può essere giustificato come pellicola d’apertura solo per ragioni interne, non sicuramente di merito.

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