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Alcolista, la recensione del film di Lucas Pavetto

Alcolista, la recensione del film di Lucas Pavetto

Di Filippo Magnifico

Daniel (Bret Roberts) vive per soddisfare la sua sete di alcol e la sua sete di vendetta, che lo stanno divorando dall’interno come un cancro. Passa le sue giornate a bere e a spiare il suo vicino di casa (Bill Moseley) con l’obiettivo di ucciderlo. La sua vita si incrocia con quella di Claire (Gabriella Wright), un’operatrice di un centro per alcolisti anonimi, che cerca di aiutarlo e di liberarlo dalla sua dipendenza. Ma l’alcolismo di Daniel non sembra possibile da curare, ha già provocato profondi danni nella sua psiche e la disintossicazione potrebbe rivelarsi la strada sbagliata.

Alcolista Bret Roberts foto dal film 2

L’alcolismo e i suoi danni sono più volte intervenuti nel mondo della settima arte, declinati con sfumature diverse più o meno tragiche. Alla lista di pellicole che riflettono su questo argomento (usandolo come spunto per discorsi più profondi) si unisce Alcolista, ultima fatica di Lucas Pavetto. Un progetto che unisce Italia e America, prodotto e distribuito da due realtà indipendenti nostrane come Dea Film e West46 ma girato negli negli Stati Uniti, in inglese, con troupe italiana e con un cast straniero (se si esclude la siciliana Tania Bambaci) che può vantare grandi nomi del cinema di genere come Bill Moseley (La Casa del Diavolo) e una piccola apparizione del papà della Troma Lloyd Kaufman.

Il risultato di questa unione è un’opera oscura, disperata, per certi versi accostabile a L’uomo senza sonno di Brad Anderson ma più lineare a livello di trama. Muovendosi tra tormento concreto e onirico, Lucas Pavetto ha dato vita ad una pellicola che fa della dipendenza il suo leitmotiv, fisica, ovviamente, ma anche mentale. Alcolista porta sul grande schermo l’ossessione a 360°, scegliendo come protagonista un uomo che ha perso tutto ma riesce a reggersi in piedi (in modo molto figurato) perché spinto a fare ciò che il suo corpo e la sua mente gli dicono di fare, poco importa se giusto o sbagliato.

Degli ottimi spunti penalizzati in parte dalla loro stessa essenza. Nel voler essere scarno e al tempo stesso complicato, lineare e contemporaneamente onirico, Alcolista riesce a rendere in maniera efficace la difficile e complicata situazione di chi vive tormentato dalla dipendenza dall’alcol ma soccombe sotto il suo eccesso di manierismo. Resta in ogni caso una pellicola interessante, distante dalla miriade di produzioni standardizzate tipiche del nostro cinema e proprio per questo degna di nota.

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