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Death Note – Il produttore risponde alla accuse di whitewashing

Death Note – Il produttore risponde alla accuse di whitewashing

Di Marlen Vazzoler

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Per la prima volta un progetto del produttore Roy Lee, l’uomo dietro ai remake americani di numerose proprietà asiatiche come The Ring, The Grudge e The Departed, è stato accolto da reazioni negative. Stiamo parlando del remake live action di Death Note diretto da Adam Wingard che questa estate verrà distribuito in tutto il mondo sulla piattaforma Netflix.

Quando a marzo è stato pubblicato online il primo trailer la rete si è divisa: da una parte c’è chi ha accusato il regista di aver fatto un whitewashing della storia, basata sull’omonimo manga di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata da cui sono stati tratti diversi adattamenti (serie animata, serie tv, film live action), mentre altri hanno argomentato che trattandosi di una storia ambientata a Seattle non ha senso di parlare di whitewashing (personalmente condivido questa posizione, ndr.).

Lee ha confessato a BuzzFeed News:

“Sono stato coinvolto in molti adattamenti di contenuti provenienti da tutto il mondo, e questa è la prima volta che vedo della stampa negativa. Non riesco a capire il criticismo… se la nostra versione di Death Note fosse ambientata in Giappone e avesse dei personaggi con dei nomi giapponesi o di discendenza giapponese…”

Ma non è questo il caso.

Il remake è stato adattato per diventare più appetibile per il pubblico americano, Light Yagami è diventato Light Turner, Misa Amane è diventata Mia Sutton. Parlando del cast principale Lee spiega

“Uno è asiatico, uno è afro-americano e tre sono caucasici. Dire whitewashing è in qualche modo offensivo visto che uno dei tre protagonisti è afro-americano.
E’ un interpretazione di quella storia in una cultura diversa, quindi ci saranno ovviamente dei cambiamenti. Ad alcune persone piaceranno, ad altre no. [Ma i cambiamenti sono stati necessari] per renderlo più appetibile al mercato americano o al mercato di lingua inglese”.

Ricordando The Ring Lee spiega che nessuno aveva mosso delle critiche per non aver assunto degli interpreti giapponesi o di origine asiatica:

“Nessuno aveva mosso delle critiche allora. Forse avrebbero dovuto o forse l’hanno fatto ed io non ne ero a conoscenza”.

Il dibattito sul whitewashing di Hollywood non ha cambiato il modo in cui Lee lavora, ogni volta che propone un progetto non lo presenta con uno specifico attore in mente.

“Faccio una proposta basata sull’attuale nocciolo della storia e sulla qualità della sceneggiatura”.

Ricordiamo che lo scorso autunno uno dei produttori e interpreti del film, Masi Oka, aveva dichiarato a EW:

“I nostri direttori del casting hanno fatto una ricerca estesa per avere degli attori asiatici. Ma non siamo riusciti a trovare le persone giuste, gli attori non parlavano un inglese perfetto… e ii personaggi sono stati riscritti”

quindi lo staff era conscio del ‘problema del whitewashing’.

La trama:

In questa storia tratta dal famoso manga giapponese, un ragazzo, influenzato dai poteri di uno strano quaderno, ammazza chi reputa indegno di vivere.

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Il cast del film di Netflix è composto da: Nat Wolff (Light Turner), Margaret Qualley (Mia Sutton), Keith Stanfield (L), Paul Nakauchi (Watari), Willem Dafoe (doppia lo Shinigami Ryuk) e Shea Whigham (James Turner).

Death Note verrà distribuito a livello globale sulla piattaforma Netflix, dal 25 agosto 2017.

Fonti buzzfeed, EW

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