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LEGO Worlds: provato in anteprima il nuovissimo videogioco con protagonisti i mattoncini più amati

LEGO Worlds: provato in anteprima il nuovissimo videogioco con protagonisti i mattoncini più amati

Di Redazione SW

Articolo a cura di Lorenzo Fantoni

Quando Minecraft si mostrò per la prima volta al mondo, centinaia di giocatori commentarono “Figo, sembra il LEGO!”, tanto che negli anni sono usciti persino dei set dedicati al titolo di Mojang. Adesso che finalmente LEGO ha deciso di creare un gioco ambientato nel suo stesso universo e in cui è possibile costruire tutto ciò che si vuole, qualcosa mi dice che quegli stessi giocatori chiuderanno il cerchio dicendo “Vabbè, sembra Minecraft!”.
D’altronde possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma nonostante ci siano delle grandi differenze, la prima impressione con LEGO Worlds non può non riportare alla mente le spigolose e colorate atmosfere di Minecraft. È il destino di chiunque negli ultimi dieci anni abbia creato un gioco anche solo vagamente cubettoso.

Lego Worlds C

A onor del vero, Lego Worlds è un titolo con una dignità tutta sua, dotato persino di sottilissimo filo narrativo che unisce tra loro tutte le azioni del giocatore. Fondamentalmente siamo chiamati a impersonare dei “mastri costruttori”, personaggi mitici e sicuramente noti a chi ha visto LEGO The Movie o LEGO Batman. Un mastro costruttore è in grado di piegare i mattoncini al suo volere e realizzare tutto quello che la mente gli suggerisce, creando mezzi, edifici e strumenti che gli permetteranno di superare ogni avversità.
Purtroppo mentre vaghiamo attraverso gli universi paralleli LEGO, espediente questo già proposto nei film, la nostra astronave viene colpita e siamo costretti a un atterraggio di fortuna. Per ripararla dovremo utilizzare i famigerati mattoncini d’oro, un materiale ben conosciuto da chi ha giocato a Dimensions o altri titoli LEGO.
Per ottenerli dovremo svolgere alcuni compiti semplici ma abbastanza assurdi, come costruire una casa di zucchero per un omino di pan pepato, creare una cassa di gelati per un gruppo di maiali golosi, salvare cavernicoli dalle grinfie di un vulcano e così via. Non fate quella faccia, per un mastro costruttore faccende come queste sono ordinaria amministrazione.
Una volta ottenuti tutti i mattoncini necessari potremo tornare alla nostra navicella, ripararla e iniziare l’esplorazione totalmente casuale dei miliardi di mondi possibili dell’universo LEGO. Ogni volta che atterreremo infatti potremo dare vita a un pianeta tra quelli che avremo sbloccato fino a quel momento. Più mattoncini dorati collezioneremo più ne sbloccheremo: l’universo preistorico, il mondo fatto di dolci, paludi, vulcani, mari tropicali, città, isole piratesche e così via. Volendo potremo persino condividerli con i nostri amici tramite un apposito codice.

Lego Worlds A

Per riuscire nelle nostre missioni potremo contare su una serie di strumenti introdotti nelle prime ore di gioco: uno ci permetterà di scannerizzare gli edifici per costruirli in un attimo, un altro di catalogare oggetti, animali e strutture più piccole, con uno potremo colorare, con l’altro scavare o appiattire il terreno. Lo strumento più importante di tutti è quello che consente di posizionare i singoli mattoncini come faremmo nel mondo reale, ma sarà anche quello usato meno perché… beh perché utilizzare un joypad per costruire con il LEGO è un po’ come leggere fumetti su un telefono: per il momento è più comodo e bello farlo nella realtà.
E forse il nocciolo della questione sta proprio qui. Al netto di quanto possa essere divertente la fase esplorativa, quella costruttiva è decisamente troppo macchinosa per chiunque non sia un bambino con molto tempo a disposizione, ma anche in quel caso forse i mattoncini fisici rappresenterebbero comunque un passatempo migliore, anche se più costoso. Dopo qualche ora di esplorazione l’inventario è così pieno di strutture scoperte che navigare al loro interno per scegliere quella giusta sarà un procedimento decisamente troppo lungo, nonostante gli sviluppatori si siano adoperati per suddividerle in macrocategorie.

Lego Worlds B

A rendere le cose ancora più complesse ci si mette anche la telecamera che talvolta sembra fare di tutto pur di posizionarsi nell’angolo più scomodo da cui inquadrare l’azione.
L’altro problema è che dopo un po’ il gioco tende a perdere di mordente e, a meno che non si sia totalmente ossessionati dalla LEGO, difficilmente si avrà voglia di andare avanti. Sotto questo punto di vista le contaminazioni pop di LEGO Dimensions sono decisamente più interessanti. Anzi, la loro mancanza nell’universo di LEGO Worlds si fa sentire e sembra anche un po’ assurda, ma forse Warner Bros. e TT Games hanno preferito tenere separate le due cose.
A controbilanciare tutto questo ci pensano alcuni momenti veramente spettacolari, ad esempio quando capita di cavalcare un dinosauro per combattere un gruppo di pirati o costruire un mezzo escavatore dotato di trivella per scoprire i tesori sotterranei, per non parlare delle bellezze coralline e cubettose che si possono ammirare una volta messe le mani sul sottomarino. Inoltre, la possibilità di giocarci con un amico, sfidarsi in una gara con i go-kart nel Giurassico o mostrargli le vostre creazioni è senza dubbio una variabile interessante.
A differenza del già citato Minecraft, LEGO Worlds non è dunque un titolo puramente sandbox, uno di quei giochi in cui l’unico scopo è fare ciò che vuoi, ma mantiene una sorta di “storia” che, anche se non particolarmente emozionante, ci porterà in giro per tutti i mondi che la nostra fantasia potrà concepire e che potremo mescolare come scienziati pazzi.
E non è finita qua perché gli sviluppatori hanno promesso che sarà un titolo in continuo divenire, con un sacco di novità all’orizzonte. D’altronde se c’è una cosa che LEGO ha insegnato (e imparato) in questi anni è che per restare a galla in un mondo che offre mille modi per intrattenersi bisogna sempre proporre qualcosa di nuovo.

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Fonte: ScreenWeek

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