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La Bella e la Bestia – Il nostro incontro con Vittoria Puccini

La Bella e la Bestia – Il nostro incontro con Vittoria Puccini

Di Lorenzo Pedrazzi

LEGGI ANCHE: La recensione de La Bella e la Bestia

Ogni fiaba che si rispetti ha la sua strega, o quantomeno un elemento magico che influisca sulla narrazione, e La Bella e la Bestia può contare su una maga sfuggente ma importantissima: Agata, che lancia un maleficio sul Principe (Dan Stevens) e sulla servitù del castello per insegnare loro una dura lezione sull’empatia. È per mancanza di empatia e di buon cuore, infatti, che il principe nega l’ospitalità ad Agata sotto le spoglie di una gracile vecchina, e la maga lo trasforma in Bestia per costringerlo a farsi amare da qualcuno che vada oltre il suo aspetto fisico.

Ebbene, nella versione italiana c’è Vittoria Puccini a narrare il prologo della storia, dando voce ad Agata. L’attrice di Elisa di Rivombrosa e Magnifica presenza ha una grande passione per le fiabe Disney, come ci ha detto lei stessa a Milano durante un’intervista per il lancio del film: ecco cosa ci ha raccontato, ma prima vi ricordo che l’uscita nelle sale è attesa per il prossimo 16 marzo.

La Bella e la Bestia Poster USA 01

Al centro de La Bella e la Bestia troviamo Belle (Emma Watson), personaggio che rivendica il diritto di autodeterminarsi senza alcuna imposizione esterna: cosa ti piace di lei?

Mi piace che non abbia paura di andare contro il giudizio degli altri. Non si cura del giudizio altrui, ma vuole affermare il suo diritto a esprimere la sua identità senza sottostare alle regole sociali. L’ho sempre trovata così determinata, nonostante la sua giovane età. Anche io, come tutti, ho attraversato quel momento – indipendentemente dal proprio aspetto fisico – in cui ti senti un po’ a disagio, in cui non è facile trovare le giusta misure con le persone che ti circondano, con la società. Non ti senti all’altezza, ti senti giudicato anche per le cose più semplici: dal modo di vestire alle cose più gravi e importanti. Quindi vedere questa ragazza che invece se ne frega dell’opinione altrui è una cosa che mi ha colpito.

L’aspetto dell’emancipazione è stato ulteriormente approfondito nel film, mostrando alcuni dettagli aggiuntivi: ad esempio la scena in cui Belle insegna a leggere a una bambina. Cosa ne pensi?

Trovo che questo messaggio sull’importanza dell’istruzione e della cultura sia molto attuale e importante, da trasmettere ai bimbi e non solo, anche agli adulti. Trovo molto interessante che il primo avvicinamento tra Belle e la Bestia avvenga all’interno di una biblioteca, e che il loro primo punto di contatto avvenga attraverso la scoperta di una passione in comune, la lettura. Io ho sempre amato tantissimo leggere, penso che la cultura abbia un’importanza enorme: è ciò che ci salva dalla paura del diverso. Ci salva dalla violenza e dall’aggressività.

In quanto voce narrante, ti sei rifatta all’originale?

No, era molto diversa. Era impossibile avere quella come riferimento, anche per le differenze con l’inglese. Lì risedeva la difficoltà… le voci narranti sono sempre molto insidiose, perché non hai l’appiglio della recitazione di un attore a cui presti la voce, ma che ti fa entrare in quel mondo. Te lo devi un po’ costruire te. È stato comunque bello perché è una voce che introduce lo spettatore in un mondo dove la magia la fa da padrone, un mondo fantastico. Da fan della magia e della fantasia, è un sogno che si è avverato.

la bella e la bestia trailer_opt

Naturalmente il film di Bill Condon introduce alcuni elementi di novità rispetto all’originale: cosa hai apprezzato di più in questa versione?

Beh, io credo che i messaggi fossero già presenti nel cartone. Ed è un po’ la potenza dei classici: indipendentemente dall’epoca, sono sempre attuali, sono sempre contemporanei. Credo abbia senso, però, rivisitare un classico – sempre attuale a livello di contenuti – utilizzando una tecnologia al passo coi nostri tempi. La cosa divertente è riproporre un classico sfruttando stilisticamente una tecnologia e criteri contemporanei, a cui noi siamo abituati. Da questo punto di vista il film è spettacolare, perché ci sono alcune scene che ti lasciano davvero a bocca aperta. Non solo le scenografie o i costumi, ma per come sono girate, la regia utilizza strumenti tecnologici assolutamente all’avanguardia. Comunque, un pregio è anche l’aderenza all’originale: tutti gli attori sono perfetti. Se ti discosti troppo dall’originale deludi il pubblico, e credo che La Bella e la Bestia sia molto fedele all’originale.

Dal momento che Belle, sotto molti punti di vista, è la prima principessa realmente emancipata nella storia della Disney, cosa pensi di questo ribaltamento che c’è nella trama, con lei che salva il principe e non viceversa?

Sì, c’è sicuramente una chiave di modernità importante in questo. Non credo sia proprio la prima, nel senso che anche la Sirenetta – altra fiaba di cui sono sempre stata fan – ha questo carattere ribelle, è lei che alla fine salva il principe. Non è proprio l’unica, ci sono chiavi di modernità in quasi tutte le altre figure Disney. In questo caso, diciamo che lei ha un carattere ancora più spiccato. Credo che lei abbia un ruolo fondamentale: sarà lei a insegnare alla Bestia ad amare e a essere amato, in questo senso è un’eroina assolutamente moderna, con questa femminilità così importante e così attuale, l’ho sempre ammirata molto. Però anche la figura della Bestia, in realtà, ha un risvolto molto bello, perché alla fine compie quest’atto d’amore incredibile e la lascia andare. Sacrifica se stesso e tutto il castello, lasciando andare la persona che ama senza imporle il proprio volere. Penso sia un atto d’amore veramente meraviglioso.

Dato che tutti noi siamo cresciuti con i classici Disney, ci hanno proprio formato, quali sono stati i tuoi cult dell’infanzia?

Appunto, La Sirenetta… oltre a La Bella e la Bestia, anche La Sirenetta. Ma persino Cenerentola. Forse Cenerentola è uno dei primi a cui mi sono affezionata, è la fiaba per eccellenza. Siamo donne indipendenti che lavorano, e credo che ogni donna debba sentirsi libera di esprimersi per quello che è senza nessun tipo di costrizione, ma non ci vedo niente di male nell’aspirazione al Principe Azzurro, che secondo me tutte le bambine hanno [ride], è una cosa che attraversiamo tutte. Non ci trovo niente di svilente per la donna. Non lo trovo anti-femminista, aspirare al Principe Azzurro.

Anche perché in questo caso c’è comunque una scelta, da parte di Belle

Ma certo. Tutte le donne Disney scelgono, nessuna viene costretta a fare una vita che non vuole.

La Bella e la Bestia 04

Ti piacerebbe l’idea di interpretare un film di questo tipo? Un grande fantasy?

Sì, da morire. Mi piacerebbe tantissimo interpretare un ruolo fantastico, mi divertirebbe moltissimo. A parte che mi piacciono tanto da spettatrice, e poi sì, mi divertirebbe molto. Anzi, lo dico spesso: quando mi chiedono “Che ruolo ti piacerebbe interpretare?”, rispondo “Un ruolo fantastico, legato all’immaginazione”. Sono sempre stata una grande fan del potere dell’immaginazione, sono sempre stata una sognatrice a occhi aperti: mi immaginavo storie, anche prima di andare a dormire, mi accompagnavo al sonno creandomi delle storie dentro la mia testa. È una cosa che a volte faccio ancora oggi [ride], penso che sia meraviglioso perché è un modo per evadere dalla realtà, ma al tempo stesso questi film ti insegnano o ti trasmettono anche dei valori che hanno molto a che fare con la realtà, in cui ti rivedi.

Ti sono piaciute le storie parallele tra i membri della servitù? Io personalmente le ho trovate molto carine, toccanti…

Molto! La storia d’amore tra Piumina e [Lumiere]… tutti i personaggi sono ben raccontati, e in realtà anche la Bestia è molto comica in certi momenti, non me l’aspettavo. È buffo, e anche il rapporto con questi servitori è particolare. Tutti i personaggi hanno caratterizzazioni molto forti, quindi te li ricordi… va beh, io sono pazza della teiera! Trovo molto interessante anche il fatto che si spieghi la storia del perché questo Principe fosse diventato un personaggio così negativo, così attratto solo dalla superficialità, dalla bellezza delle cose, senza andare oltre, e quindi il rapporto col padre… è interessante perché secondo me i personaggi negativi sono interessanti quando fornisci una motivazione, non la cattiveria così, gratuita e fine a se stessa, che non si capisce da dove venga. Ma ci sono sempre delle motivazioni: tutti a volte facciamo degli errori, nella nostra vita c’è sempre una ragione, ed è interessante capire qual è, anche negli altri. Poi, la bellezza sta nel capire gli errori, come fa la Bestia quando decide di cambiare.

C’è anche questo rapporto speculare rispetto al passato, con l’atto d’amore compiuto dalla madre di Belle

È un po’ come l’atto d’amore del Principe, quando lascia andare Belle. Ripete l’atto d’amore della madre, allontanando le persone che ama di più al mondo per salvarle. È la stessa cosa che il Principe fa per lei. Fortunatamente qui c’è un lieto fine.

Almeno nelle fiabe…

Almeno nelle fiabe! Lasciateci il lieto fine.

La Bella e la Bestia 02

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