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Iron Fist – La Marvel aveva considerato Lewis Tan per il ruolo di Danny Rand

Iron Fist – La Marvel aveva considerato Lewis Tan per il ruolo di Danny Rand

Di Marlen Vazzoler

LEGGI ANCHE: Iron Fist – La recensione della prima stagione

Quando Finn Jones è stato assunto dalla Marvel per il ruolo di Danny Rand, il protagonista di Iron Fist (la prima stagione è disponibile su Netflix), il casting non è stato accolto positivamente da tutti i fan. Perché? In molti hanno visto una perpetuazione del mito del ‘salvatore bianco e biondo’ in particolar modo la comunità asiatica-americana che sperava in un protagonista asiatico, perché il personaggio di Randy ben rappresenta il loro isolamento e la frustrazione di sentirsi un outsider sia in America che in Asia.
Altri hanno commentato che assumere un attore asiatico per interpretare un esperto di arti marziali sarebbe stato da ‘razzisti’, perché sfrutta uno stereotipo.

Questo tema è riemerso l’anno scorso alla New York Comic Con, dove Jones ha spiegato ai fan che comprendeva le loro opinioni e che avrebbero dovuto attendere la messa in onda dello show, recitato da un cast incredibilmente vario, prima di giudicarlo. Una piccola bufera sul casting è poi scoppiata qualche settimana fa su Twitter, tra l’attore e un utente, tanto da spingere Jones a chiudere il suo account

per poi riaprirlo qualche giorno dopo.

In passato la Marvel ha cambiato la razza e il sesso di alcuni personaggi, come Heimdall in Thor, Jeryn Hogarth in Jessica Jones e Iron Fist, Flash Thompson in SpiderMan: Homecoming e Samuel L. Jackson nei panni di Nick Fury. Lo studio però non ha mai realizzato un cambiamento così audace per un ruolo da protagonista ma ci è andato molto vicino.

lewis-tan

In un’intervista con Vulture l’attore Lewis Tan (l’interprete di Zhou Cheng, l’ubriaco che lavora per la Mano comparso nell’ottavo episodio ndr.) rivela di aver letto per la parte di Randy e spiega che inizialmente lo studio l’aveva preso in considerazione per il ruolo.

“Sapevo che il personaggio è bianco nel fumetto, quindi ero preoccupato. Ma ho pensato che almeno avrei avuto una possibilità – sono mezzo bianco e faccio arti marziali e potevo facilmente interpretare quel ruolo. Quindi ero eccitato. E poi ho letto per Danny e gli sono piaciuto molto. Ho letto ancora e ancora e ancora una volta, è stato un processo lungo, e siamo arrivati al punto in cui stavamo parlando della mia disponibilità e delle mie date. Questo è sempre un buon segno. E poi hanno scelto Finn, mi hanno fatto leggere una parte da cattivo forse due settimane dopo. Ero in Spagna, e ho letto la parte e l’ho ottenuta”.

Nota Tan che se lo avessero scelto sicuramente sarebbero cambiate le dinamiche dello show.

“Sarebbe stato uno show diverso. Personalmente penso che sarebbe stata una dinamica davvero interessante vedere un tipo asiatico-americano che non è in contatto con le sue radici asiatiche, entrarci in contatti e scoprire il suo potere… E ovviamente posso fare le mie sequenze di combattimento, quindi sarebbero state più dinamiche.
Non c’è nessuno che si sente un outsider più di un asiatico-americano: ci sentiamo degli outsider in Asia e ci sentiamo degli outsider a casa.”

Forse con il cast di Tan avremmo potuto avere un maggior numero di combattimenti e magari una miglior coreografia. Sull’esecuzione delle scene e il loro montaggio, pessimi, ho i miei dubbi ma è impossibile giudicare qualcosa che non vedremo mai.

Cosa ne pensate, secondo voi il casting di Randy è stata un’occasione mancata? Oppure la Marvel ha fatto bene a rimanere federe al fumetto?

Fonti Vulture, /Film, Polygon, Asyl

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