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Big Little Lies: Recensione del pilot della serie HBO con Nicole Kidman

Big Little Lies: Recensione del pilot della serie HBO con Nicole Kidman

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: NICOLE KIDMAN CI ACCOMPAGNA DIETRO LE QUINTE DI BIG LITTLE LIES

E’ andata in onda lo scorso 19 Febbraio il primo episodio della attesissima serie targata HBO Big Little Lies, ricalcata sulla falsariga del romanzo omonimo di Liane Moriarty e che si pone a cavallo fra il drama classico ed il thriller. Le atmosfere iniziali riescono a ricordare alla lontana quelle di Desperate Housewives: quattro casalinghe divise fra la carriera e la famiglia, un omicidio misterioso ed una lunga serie di piccoli segreti borghesi da celare a chiunque a qualsiasi costo (manca “solo” la componente comica della serie ABC, di cui in questa sede non si sente però assolutamente nessuna mancanza).

Abbiamo visto il primo episodio e redatto questa recensione esente da spoiler, così da permettervi di gustare appieno Somebody’s Dead, il primo episodio di questo nuovo e validissimo prodotto appena sfornato da HBO (che quest’anno ha già fatto parlare moltissimo di sé oltre che per il “solito” Game of Thrones anche per i perfetti Westworld e The Night Of).

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IL CAOS CONTROLLATO DELLA NARRAZIONE

Una serie continua di piccoli flashforward riportano ciclicamente l’attenzione verso il fulcro della storia: un omicidio verrà commesso, ma non sappiamo chi sarà l’assassino né tantomeno chi sarà la vittima (anzi, sembra proprio che capire chi sia quest’ultima possa essere di gran lunga più importante nell’economia della trama). Ricordando la ripartizione in capitoli del romanzo, in cui i vari testimoni del delitto raccontano le proprie diverse versioni dell’accaduto, veniamo continuamente riportati avanti e indietro in una efficace ricostruzione di ciò che ha portato all’efferato crimine, consumato sul filo di una tensione fra due delle protagoniste.

La regia e la fotografia creano un affresco perfetto (dietro la macchina da presi della totalità dei 7 episodi troviamo Jean-Marc Vallée, fortemente voluto dalla protagonista Reese Whiterspoon) nel connubio di una tranquilla quotidianità cittadina e di una caotica ricerca della verità: le scene, che danzano fra il futuro ed il presente tramite differenze cromatiche, visive, uditive e addirittura sensoriali (fortemente evocativo il misterioso respiro delle prime battute), si rendono altresì forti di un montaggio che volutamente trova il modo di tenere il più possibile lo spettatore sulle spine. Non mancano momenti che appaiono quasi estrapolati dal contesto, in cui la serafica calma della vita di tutti i giorni sembra cozzare con gli avvenimenti oggetto della trama principale; ma la squisita e rifinita fattura tecnica riesce ad amalgamare tutti i diversi aspetti di Big Little Lies in un prodotto non solo omogeneo e coerente, ma anche molto più intrigante di quanto la singolarità di genere o di narrazione temporale avrebbero permesso.

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TEAM MADELINE E TEAM RENATA

I toni idilliaci mostrati ad inizio puntata cominciano quasi subito a caricarsi di tensione (tutta femminile) a causa di un piccolo incidente nella scuola dei figli delle quattro protagoniste, ognuna della quali declina a suo modo il “mestiere” di madre: la casalinga in crisi esistenziale Madeline (Reese Witherspoon), la donna in carriera Renata (Laura Dern), l’enigmatica ed introversa Celeste (Nicole Kidman) e la nuova arrivata Jane (Shailene Woodley) sono costrette a dividersi su fronti opposti, inasprendo vecchie rivalità non così sopite come sembrava. Contrasti che condurranno le donne verso il drammatico epilogo, del quale puntata dopo puntata riusciremo a mettere insieme i vari pezzi; scopriremo nel mentre i piccoli e grandi segreti che ognuna di loro nasconde, insieme alle loro paure, alle loro dinamiche familiari (a volte tutt’altro che serene) e alle loro speranze per un futuro che è stato purtroppo già fatalmente scritto.

Il family drama più classico si confonde (e ne diventa subdolamente il sottotesto) con il mistery-thriller: c’è chi semplicemente non riesce ad affrontare il tempo che passa o la disapprovazione generale, chi fugge da un passato che vorrebbe dimenticare, chi cela dietro l’idillio di un matrimonio perfetto realtà inquietanti e sinistre. Tutto sembra però ancora funzionale alla risoluzione del nodo gordiano della vicenda: l’omicidio misterioso avvenuto ad inizio puntata. Le vite delle famiglie di Renata, Celeste, Madeline e Jane sono al centro della scena ed è proprio rivelando tutte le piccole e grandi bugie (le Big Little Lies del titolo) quotidiane dei protagonisti che arriveremo, forse, ad una soluzione.

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IL CAST

Più che azzeccato, praticamente perfetto sotto ogni aspetto: il cast stellare di Big Little Lies aggiunge ad un prodotto già di per sé ottimo ben più di una nota di merito. Le straordinarie attrici protagoniste colorano i personaggi di caratterizzazioni che portano lo spettatore molto più in là di quanto la semplice (comunque brillante) sceneggiatura riuscirebbe a fare: la malinconia e l’interiorità di Celeste vengono raccontate dalle espressioni e dagli sguardi di una Nicole Kidman completamente nella parte; così come la determinazione densa di insicurezza di Renata, il personaggio interpretato da una fenomenale Laura Dern. Ed ancora, la Madeline di Reese Whiterspoon riesce a risultare credibile in entrambi gli aspetti in cui viene presentata, da madre apprensiva a sagace e simpatica sparasentenze (forse sua è l’unica nota di colore comico nell’intera serie), e Shailene Woodley trova anch’essa il modo di presentare un personaggio le cui complicate e variegate sfaccettature vengono rese più nelle scene mute che in quelle provviste di linee di dialogo. A completare il quadro, troviamo Zoe Kravitz (la nuova compagna dell’ex marito di Madeline) ed Alexander Skarsgard (il giovane marito di Celeste).

Ma la vera rivelazione del cast è la piccola Darby Camp, semiesordiente, qui nei panni della figlia di Madeline, Chloe. Una bimba di 6 anni dalla lingua tagliente come quella di sua madre in un personaggio che le è stato cucito letteralmente addosso e che le calza come un guanto. Aspettiamoci grandissime cose da questa piccola rivelazione nei prossimi anni.

FROM NOW ON

Pensata come una miniserie in 7 episodi autoconclusiva (e vista la folla di grandi nomi inseriti nel cast non poteva essere diversamente), Big Little Lies risolverà i propri misteri all’interno della prima ed unica stagione, mostrandosi quasi come un lungo film in 7  diversi atti. Le potenzialità mostrate nel pilot sono come già detto straordinarie: a partire dallo script fino agli attori, alla regia, al montaggio e via dicendo, il nuovo show di HBO appare almeno per ora come un piccolo gioiello da non lasciarsi scappare assolutamente. Aspettiamo quindi fiduciosi i nuovi episodi, certi di trovarci di fronte ad un prodotto che in ogni caso farà molto parlare di sé.

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LEGGI ANCHE: IL TRAILER DI BIG LITTLE LIES

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