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The Walking Dead: Recensione del Winter Finale, “Hearts Still Beating”

The Walking Dead: Recensione del Winter Finale, “Hearts Still Beating”

Di Andrea Suatoni

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The Walking Dead ci saluta per la pausa invernale con un episodio, andato in onda ieri domenica 11 Dicembre, che ripete la suspence e le forti emozioni della season première: dopo ben 6 episodi fin troppo preparatori, i nodi vengono al pettine e le varie storyline sembrano sul punto di convergere; ma di questo potremo essere sicuri solamente dopo il 12 Febbraio, quando il nono episodio della settima stagione andrà in onda sul canale AMC.

Un episodio totalmente corale in cui compaiono tutti o quasi (re Ezekiel è una delle assenze più pesanti) i personaggi principali di The Walking Dead e che fa il punto della situazione in maniera perfetta: anche dal punto di vista della regia e del montaggio Hearts Still Beating riesce a fare centro, discostandosi dall’episodio precedente anche rispetto al pessimo precedente comparto tecnico.

HEARTS STILL BEATING

Negan si trova ancora dove lo avevamo lasciato: a casa di Rick con Olivia, Judith e Carl nell’attesa che Grimes torni dalla sua missione. I toni ad Alexandria si fanno tesissimi: da una parte Rosita accetta grazie a padre Gabriel di recedere (forse…) dai propri propositi di vendetta suicida, mentre dall’altra un ingenuo Spencer cerca di sfruttare la simpatia che alcuni dei Salvatori hanno sviluppato per lui per scalzare la leadership dell’ex vice-sceriffo.

Alle porte del Regno, una infastidita Carol non riesce a mantenere i propri propositi da moderna eremita: non solo Morgan, ma anche Ezekiel (off-panel) e Richard si presentano alla sua porta carichi di viveri e di consigli. Quest’ultimo giunge inoltre con una richiesta: vorrebbe l’aiuto di Morgan e Carol per convincere Ezekiel a ribellarsi ai Salvatori. Non trova però terreno fertile: l’uno ancora bloccato nelle sue dinamiche pacifiste, l’altra ancora traumatizzata da ciò che lo spirito di sopravvivenza le ha imposto di fare, entrambi almeno per ora optano per il mantenimento dello status quo.

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Ad Hilltop invece, com’era prevedibile, Maggie e Sasha hanno iniziato a godere del favore dei cittadini (ancora invisibili) della comunità: la vedova di Glenn sembra più che interessata ad approfittarsi della sua nuova condizione, e la battuta di Enid sulla sua possibile “presidenza” di Hilltop cade tutt’altro che nel vuoto.

Michonne, arrivata con il suo ostaggio alla base dei Salvatori, si rende conto di quanto le forze in gioco siano sproporzionate, riuscendo comunque a trovare la forza di non arrendersi.

Daryl infine, grazie all’aiuto di un misterioso infiltrato (Dwight? Sherry?) e a quello tempestivo di Jesus, riesce a fuggire, recuperando contestualmente la pistola che una volta apparteneva a Rick.

La ricerca di provviste da parte di Aaron e Rick va a buon fine: il primo rischia una orribile morte ma riesce miracolosamente a salvarsi, salvo poi, una volta tornato ad Alexandria, venire quasi massacrato dai Salvatori a causa di un malinteso. Ma non c’è un momento di pace: terminata l’aggressione, dall’altra parte della comunità Negan sventra letteralmente Spencer, disgustato dalla vigliaccheria del ragazzo. Per Rosita è l’ultima goccia: estrae la pistola ed esplode un colpo verso la testa del suo nemico. E’ incredibilmente Lucille a venire colpita dal (provvidenzialmente unico) proiettile: a causa del gesto della ragazza, è Olivia a perdere la vita, mentre Eugene viene preso dai Salvatori.

Negan crede di aver ancor più chiarito il suo punto, ma ha subìto in realtà l’effetto opposto: Rick ha ormai capito che asservirsi è inutile mentre i suoi continuano a morire, ed è arrivato il momento di ribellarsi. Si incammina quindi con un piccolo gruppo verso Hilltop per discutere un probabile piano d’azione, finendo per riabbracciare Maggie ed, inaspettatamente, anche Daryl.

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VENDETTA E RESPONSABILITA’

L’episodio ruota attorno alle diverse responsabilità con cui ognuno dei protagonisti della puntata devono far fronte: tutti finiscono infine per pagare il prezzo delle proprie azioni, buone o malvagie che esse siano. Emblematico il caso di Spencer, che mosso da un malsano desiderio di rivalsa verso Rick finisce per farsi uccidere; ma anche, parallelamente, quello di Olivia, (che stava iniziando a piacerci), che rimanendo fedele alla promessa fatta a Rick di occuparsi di Judith finisce per pagare il prezzo del proprio eroismo.
Rosita, in cerca di una vendetta in solitaria, finisce per perdere gli unici affetti che le erano rimasti: una possibilità con Spencer che le viene bruscamente negata, mentre il suo ultimo amico viene trascinato via da Negan, interessato a sfruttare l’abilità dell’uomo di creare proiettili.
La morale è forse rivolta allo spettatore in una dinamica meta-narrativa: non importa ciò che i personaggi scelgano di fare, ora più di prima chiunque può morire in ogni momento.

Il quadro psicologico di alcuni dei personaggi principali di The Walking Dead si rende estremamente inquietante in Hearts Still Beating: Michonne uccide una donna innocente pur di salvaguardare la propria ricognizione, e lo stesso fa Daryl per riuscire a fuggire. Due azioni sicuramente evitabili, ma i due sono ormai profondamente cambiati: l’avvento di Negan ha reso tutto diverso e non ha risparmiato quasi nessuno. Carl e Rosita si sono rivelati assassini con tendenze suicide, Maggie una manipolatrice che approfitta del nuovo potere all’interno di Hilltop (ma già dai tempi del suo accordo con Gregory la donna aveva mostrato il suo lato oscuro).

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ALLA RISCOSSA

Sul finale, abbracci, occhiate languide e desiderio di riscossa. Un girato di pochi minuti muti che fa quasi sorridere per la sua ingenuità nel voler esprimere emozioni basilari attraverso una ricerca di inquadrature ed espressioni a loro volta estremamente basilari, ma che in coda ad un episodio (finalmente) denso di emozioni riescono ad ogni modo a funzionare.

Rick e tutti i cittadini di Alexandria, testimoni ora in prima persona della reale crudeltà di Negan, sono ormai maturi per una rivolta; difficile che si possa dire lo stesso di Gregory ed Hilltop, ma il parere di Jesus, Maggie e Sasha potrebbe sicuramente fare la differenza. Inoltre, Daryl è riuscito a fuggire dalla base dei Salvatori ed è in grado di fornire, assieme a Carl, reduce dal suo tour sponsorizzato da Negan in persona, una buona visione interna (forse anche degli alleati?); infine, importantissima è la presenza di Tara nel piccolo gruppo: è molto probabile che la comunità di amazzoni vista nell’episodio 7×06 (e soprattutto le loro armi) assurga ad un ruolo cruciale. Senza dimenticare Richard ed i suoi propositi, che siamo sicuri finiranno per incrociarsi con quelli di Rick e soci unendo il Regno alle “Armate Ribelli” (in un curioso parallelismo con Star Wars) contro l’Impero Galattico di Negan.
Arrivederci al 12 Febbraio.

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LEGGI ANCHE: IL TRAILER DELLA SECONDA META’ DI STAGIONE DI THE WALKING DEAD

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