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The Flash – La recensione di Invasion!, seconda parte del cross-over

The Flash – La recensione di Invasion!, seconda parte del cross-over

Di Lorenzo Pedrazzi

Con Invasion!, ottavo episodio di The Flash, comincia realmente il cross-over del DC TV Universe, preannunciato dal blando prologo di Supergirl

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Wally (Keiynan Lonsdale) continua a testare la sua velocità: i risultati sono molto buoni, ma Iris (Candice Patton) chiede a Cisco (Carlos Valdes) e Caitlin (Danielle Panabaker) di non incoraggiarlo troppo, altrimenti si getterà nella mischia e rischierà di farsi male. Anche Joe (Jesse L. Martin) è preoccupato per lui. H.R. (Tom Cavanagh) convoca tutti nella sala comandi per esporre il suo progetto: vuole aprire gli S.T.A.R. Labs ai visitatori esterni per riguadagnare i favori dell’opinione pubblica.
All’improvviso, il satellite segnala un meteorite in arrivo su Central City, e Flash (Grant Gustin) corre a indagare… ma non si tratta di un meteorite, bensì di una nave spaziale da cui esce un gruppo di alieni. Lyla (Audrey Marie Anderson) interviene sul posto e spiega alla squadra che quell’astronave appartiene ai Dominatori, che visitarono la Terra già negli anni Cinquanta e poi sparirono. La minaccia è troppo grande per il solo Team Flash, quindi Barry corre a Star City per reclutare Oliver (Stephen Amell), Diggle (David Ramsey), Thea (Willa Holland) e Felicity (Emily Bett Rickards), che manda un messaggio anche alle Leggende di Domani: White Canary (Caity Lotz), Atom (Brandon Routh), Heat Wave (Dominic Purcell), Firestorm (Victor Garber e Franz Drameh), Vixen (Maisie Richardson-Sellers) e Citizen Steel (Nick Zano), anche se gli ultimi due restano di guardia alla Waverider. Ma non basta. Barry e Cisco aprono un portale verso Terra-38 e chiedono l’aiuto di Supergirl (Melissa Benoist), che li segue su Terra-1.
La Ragazza d’Acciaio conosce gli altri eroi, poi li affronta in allenamento, riuscendo a sbaragliarli facilmente. Intanto, Stein e Jax prendono da parte Barry e Oliver per rivelare a Barry il suo messaggio dal futuro; la registrazione li mette in guardia dai cambiamenti della linea temporale in seguito a Flaspoint, e suggerisce di non fidarsi di nessuno, nemmeno dello stesso Barry. Quest’ultimo vorrebbe attendere la fine della battaglia contro i Dominatori per parlarne con gli altri membri dell’alleanza, ma Cisco trova il messaggio e obbliga Barry e confessare tutto. Diggle è sconvolto di sentire che nell’altra timeline aveva una figlia, mentre Sara rimprovera Barry per aver agito egoisticamente. Stein si fa accompagnare a casa da Caitlin, dove scopre che le sue azioni del 1987 hanno cambiato il presente: ora ha una figlia.
Nel frattempo, il Presidente degli Stati Uniti viene rapito dai Dominatori. Flash decide di farsi da parte per non causare dissidi nella squadra, ma Oliver afferma che non andrà senza di lui. Il gruppo viene quindi guidato da Supergirl in una fabbrica abbandonata, ma è una trappola: il Presidente viene ucciso da uno degli alieni, che poi attiva un dispositivo per il controllo mentale. Presso gli S.T.A.R. Labs, Oliver cerca di consolare Barry, dicendogli che chiunque nella stessa situazione avrebbe agito in quel modo; lui stesso, se avesse potuto tornare indietro per salvare sua madre, lo avrebbe fatto.
I laboratori vengono attaccati da Supergirl e dagli altri eroi, sotto il controllo dei Dominatori. Flash riesce a neutralizzare Atom e Firestorm con due saette, poi costringe Supergirl a inseguirlo fino alla fonte del segnale che li controlla. Wally interviene, ma resta ferito. Freccia Verde affronta White Canary, Spartan, Speedy e Heat Wave, portando con sé il corpo di Wally privo di sensi. Flash riesce a fare in modo che Supergirl distrugga involontariamente il dispositivo, liberando lei e gli altri dall’influsso alieno.
La squadra ritrova fiducia in Barry, ma Sara, Ray, Diggle, Thea e Oliver vengono colpiti da una luce gialla che li teletrasporta altrove, cogliendo di sorpresa i loro amici.

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Worlds Finest
Se è vero che la serialità tende inevitabilmente a ripetere sempre gli stessi schemi, la presenza di un universo condiviso offre la ghiotta occasione di sparigliare le carte: i cross-over, nella loro eccezionalità ricorsiva, permettono infatti di mettere in scena rapporti caratteriali inediti e meccaniche narrative più fresche, sospendendo l’iterazione dei soliti modelli (o almeno di alcuni di essi) in favore di un sano diversivo. In tal senso, Greg Berlanti, Andrew Kreisberg e Marc Guggenheim hanno alzato progressivamente la posta in gioco dei loro cross-over, espandendo le ramificazioni delle trame su più episodi e più serie diverse, fino a toccare quest’anno ben quattro show, ovvero tutti quelli che compongono il DC TV Universe (Supergirl, The Flash, Arrow e Legends of Tomorrow). Tocca però al Velocista Scarlatto dare il via a Invasion!, poiché Supergirl ha preferito raccontare una storia separata.

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Il risultato dimostra, nel complesso, che l’incantesimo dei cross-over funziona ancora. Vedere tutti questi personaggi riuniti nella stessa inquadratura, osservarli e ascoltarli mentre interagiscono sia fisicamente sia verbalmente, desta un certo piacere naïf che conquisterà soprattutto i lettori vecchi e nuovi, quelli che apprezzano l’idea del “supereroe” come figura iconica del nostro immaginario. The Avengers resta il miglior esempio di tale fascinazione, ma l’effetto funziona anche con questi show, per quanto claudicanti possano sembrare (se presi autonomamente). Gli sceneggiatori Aaron e Todd Helbing hanno il merito di scrivere dialoghi vivaci che impreziosiscono soprattutto le interazioni tra gli eroi, come si nota fin dal momento in cui Barry coinvolge gli increduli Oliver e Diggle nella lotta contro gli alieni. A cambiare sono i rapporti di forza: se nelle puntate “normali” esiste un certo dislivello tra il protagonista – come Flash o Freccia Verde – e i suoi comprimari, nel cross-over possiamo invece assistere a un confronto tra “pari”, dato che ognuno di questi personaggi svolge la medesima funzione nella propria serie. Non a caso, il gruppo vive i primi screzi non appena deve eleggere un leader, ruolo cui potrebbero ambire diversi membri di questa alleanza (non solo Flash e Freccia Verde, ma anche White Canary).

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L’intuizione vincente, comunque, riguarda l’impiego di Flashpoint come punto di rottura. Le azioni di Barry hanno sortito conseguenze che riguardano anche le vite degli altri, ed è ovvio che non tutti siano disposti ad accettare questo comportamento; il discorso riguarda soprattutto chi ha perso qualcuno nella nuova timeline (Diggle e Cisco) e chi ha resistito alla tentazione di cambiare la Storia per salvare le persone amate (Sara e Ray, al contrario di Barry, non hanno sfruttato l’opportunità dei viaggi nel tempo per impedire la morte dei loro cari, in quanto consapevoli dei potenziali effetti nefasti sulla linea temporale). Da qui deriva un’interessante suddivisione tra chi è solidale con Flash – come Oliver e Kara – e chi invece non giustifica le sue azioni: l’isolamento del Velocista Scarlatto e dell’Arciere di Smeraldo nasce proprio da queste circostanze, ma anche dal ruolo che ricoprono in questo universo narrativo, poiché non dimentichiamo che Freccia Verde e Flash sono i reali pionieri del DC TV Universe. L’idea dei “buoni” manipolati dai “cattivi” – in sé abbastanza logora – trova così una piena giustificazione.

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Considerando la natura avventurosa di questi show, è paradossale che l’episodio funzioni meglio nelle scene dialogate o nei conflitti emotivi, piuttosto che nelle fasi di battaglia. L’azione soffre infatti delle carenze di budget, e si nota spesso una certa rigidità nella CGI, troppo artificiosa quando ritrae ambienti totalmente digitali o mette a confronto i corpi “ritoccati” degli eroi (se non generati completamente al computer). La scena migliore è il duello in velocità tra Flash e Supergirl, dove la concitazione della corsa riesce a mascherare i limiti degli effetti speciali. È evidente che il cross-over sconti alcune inadeguatezze produttive, poiché le risorse non sono le stesse di un blockbuster e l’impostazione della trama ha il fiato corto: nello specifico, non si percepisce il quadro generale dell’invasione, gli alieni sbucano dal nulla e sembrano piuttosto sparuti. Ciononostante l’episodio regge fino alla fine, se non altro per la sua eccezionalità e per il vasto cast di personaggi eterogenei. Supergirl è un’aggiunta deliziosa, e il suo iniziale spaesamento desta quasi tenerezza: nei prossimi due episodi scopriremo se il cross-over saprà rendere giustizia a lei e agli altri eroi, in questa coralità di temperamenti e superpoteri che ha il sapore di una festa a lungo attesa.

La citazione:
«Giuro su Dio, Barry: la mia vita era normale prima di conoscerti.»

Ho apprezzato:
– Il fascino naïf del cross-over
– I contrasti generati da Flashpoint
– Il confronto tra i vari supereroi
– Il duello in velocità tra Flash e Supergirl

Non ho apprezzato:
– I limiti della CGI
– Le carenze produttive che influenzano l’impostazione della storia

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