Legends of Tomorrow – La recensione di Invasion!, ultima parte del cross-over

Legends of Tomorrow – La recensione di Invasion!, ultima parte del cross-over

Di Lorenzo Pedrazzi

Il cross-over Invasion! si conclude nella puntata di Legends of Tomorrow, dove gli eroi si scontrano direttamente con i Dominatori e i paradossi temporali giocano un ruolo importante…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Ora che sono nuovamente riuniti, gli eroi hanno bisogno di apprendere nuove informazioni sui Dominatori e sulla loro arma. Nate (Nick Zano) ha un’idea: usare la Waverider per viaggiare fino al 1951, quando gli alieni attaccarono in Oregon, e rapirne uno per interrogarlo. Sara (Caity Lotz) acconsente, e dice a Nate di portare con sé Vixen (Maisie Richardson-Sellers) e Heat Wave (Dominic Purcell), cui si aggiungono Cisco (Carlos Valdes) e Felicity (Emily Bett Rickards) per fornire il loro supporto scientifico… oltre che per soddisfare la loro curiosità.
Sul campo, Nate indossa per la prima volta il costume di Citizen Steel, e mette facilmente al tappeto un Dominatore con l’aiuto di Vixen e Heat Wave. I tre eroi vengono però circondati dagli uomini in nero del governo, che li narcotizzano e li portano in una struttura segreta, insieme all’alieno. Cisco e Felicity seguono la vicenda dalla Waverider, si armano e corrono ad aiutarli. Prigionieri, Nate, Amaya e Mick chiedono al Dominatore per quale motivo lui e i suoi compagni siano giunti sulla Terra, e l’alieno spiega che la comparsa dei meta-umani sul nostro pianeta – con la Justice Society of America – ha destato molta preoccupazione nella sua specie: l’obiettivo della loro missione era stabilire se i meta-umani fossero una minaccia. Gli uomini in nero, guidati da un funzionario con gli occhiali, interrompono la conversazione e portano via l’alieno per interrogarlo, ma poco dopo intervengono Cisco e Felicity per liberare i loro amici. Stanno per andarsene, ma Cisco sente le urla del Dominatore dalla sala delle torture, e convince gli altri che non sarebbe giusto lasciarlo al suo destino di sofferenza; quindi, lo salvano e lo portano sulla Waverider, affidandogli la navicella con cui Oliver (Stephen Amell), Diggle (David Ramsey), Thea (Willa Holland) e Ray (Brandon Routh) erano fuggiti dalla nave madre.
Nel presente, il professor Stein (Victor Garber) lavora con sua figlia Lily (Christina Brucato) a un dispositivo che, se applicato sul corpo degli alieni, provocherà loro grande dolore. Stein comunica a Caitlin (Danielle Panabaker) la sua intenzione di tornare indietro nel tempo per eliminare l’aberrazione, ma Caitlin gli fa notare che questo significherebbe rimuovere Lily dal piano dell’esistenza. Il professore capisce di amare sua figlia, e ci ripensa.
Intanto, la nuova Presidente degli Stati Uniti convoca gli eroi, ma Oliver chiede a Supergirl (Melissa Benoist) di farsi da parte perché non la conosce abbastanza per fidarsi di lei, e la considera un elemento troppo potente e imprevedibile. Al rendez-vous si recano quindi Barry (Grant Gustin), Oliver, Sara e gli altri, ma vengono circondati anche loro dagli uomini in nero dello stesso funzionario con gli occhiali, ora più anziano. Flash li disarma facilmente, e gli agenti vengono messi al tappeto. Il funzionario dice loro che gli sconvolgimenti di Flashpoint hanno convinto gli alieni della pericolosità dei meta-umani, rompendo una tregua che durava da decenni: ora vogliono che il Velocista Scarlatto si consegni a loro, altrimenti lanceranno una bomba pensata specificatamente per i meta-umani, ma capace di uccidere anche milioni di altre persone come danni collaterali. Barry vuole consegnarsi, ma i suoi amici glielo impediscono, compreso Cisco. Tornato nel presente insieme agli altri, Cisco scopre che è stato l’alieno da loro liberato nel ’51 a spronare i Dominatori all’invasione, quindi si sente responsabile, e perdona Barry per le sue azioni sulla timeline perché capisce quanto è difficile compiere delle scelte in situazioni simili.
Gli eroi affrontano gli alieni. Firestorm (Franz Drameh) riesce a trasformare la bomba in acqua, mentre Supergirl e Flash applicano il nano-dispositivo sui corpi di tutti gli invasori. Felicity lo attiva e gli alieni, in preda alla sofferenza, si ritirano. La presidente americana riconosce pubblicamente i meriti degli eroi, mentre Cisco consegna a Kara un dispositivo interdimensionale che le permetterà di viaggiare e comunicare da Terra-38 a Terra-1. Oliver e Barry, dopo aver salutato i loro amici, vanno a farsi una birra insieme.

La recensione della prima parte di Invasion!

La recensione della seconda parte di Invasion!

La recensione della terza parte di Invasion!

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Heroes vs. Aliens
Il fatto che l’epilogo di Invasion! coincida con Legends of Tomorrow permette a Greg Berlanti e alla sua squadra di giocare con i paradossi temporali, confermando le impressioni precedentemente ricavate dagli episodi di The Flash e Arrow: ogni “capitolo” del cross-over ha subìto l’influenza dello show che l’ha ospitato, assumendone i tratti e i personaggi principali. Di conseguenza, l’ultima parte restituisce un ruolo centrale a Citizen Steel e Vixen (ignorati negli altri episodi), mentre i viaggi nel tempo incidono direttamente sull’intreccio avventuroso, a un livello ben più ampio di quanto ci si potesse immaginare.

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La trovata più convincente di quest’ultimo “atto” è rintracciabile proprio negli effetti che il viaggio nel tempo esercita sulla trama: Citizen Steel, Vixen, Felicity e Cisco tornano negli anni Cinquanta per rapire un alieno e interrogarlo, ma le loro scelte provocano la successiva minaccia del 2016, all’interno di un loop continuo e paradossale. La presa di coscienza delle proprie azioni induce Cisco a fare un passo verso Barry, poiché lui stesso si rende responsabile di un’aberrazione temporale (salvare l’alieno dalle torture del governo) e innesca una reazione a catena che sfocia nell’invasione, consentendogli di empatizzare con la situazione dell’amico. Era l’unico modo in cui Cisco potesse perdonarlo, l’unica soluzione psicologicamente ed emotivamente sensata: il fatto che germogli nella vicenda di Invasion, in modo così organico rispetto alla macrotrama, è un pregio apprezzabile.

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Per il resto, però, questo finale paga lo scotto delle lacune precedenti. Il discorso sulla pericolosità dei meta-umani meritava maggior spazio e approfondimento, ma viene concentrato tutto nell’epilogo e resta soltanto una suggestione accennata, mentre nell’originale fumettistico era l’architrave narrativo dell’intero cross-over. Non c’è tempo nemmeno per dedicare un po’ di attenzione nemmeno al potenziale sacrificio di Barry, che peraltro rende illogico quasi tutto ciò che è accaduto nelle altre due puntate: se i Dominatori volevano soltanto lui, per quale motivo non l’hanno attaccato fin dall’inizio? Perché imbastire un piano così macchinoso e contorto? Al di là di questo, lo scontro fra gli eroi e gli alieni è un po’ troppo misero per un evento televisivo che aveva promesso grande spettacolo tra le due fazioni, e le scene d’azione non sono certo memorabili (oltre che incoerenti con i poteri degli eroi: Supergirl, che da sola potrebbe sbaragliare tutti gli avversari, si vede a malapena). La Ragazza d’Acciaio, peraltro, è al centro dello snodo più ridicolo di tutto l’episodio: Oliver le chiede di farsi da parte per ragioni incomprensibili e totalmente ingiustificabili, ma è soltanto un modo per limitare lo screen time di Melissa Benoist per non abusare della sua agenda, già occupata dalle riprese di Supergirl.

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Questi conflitti, insieme alle inevitabili carenze della produzione, hanno ridotto la vastità del cross-over e le sue potenzialità spettacolari, costringendo gli autori ad adottare misure contenitive sulla trama e sulle scene corali. Resta comunque un “esperimento” interessante e ricco di buone intenzioni, troppo sbilanciato ma a tratti divertente, capace di omaggiare sia il valore iconico di questi personaggi (giusto concludere il cross-over con Oliver e Barry, le due colonne di questo universo narrativo) sia il piacere naïf di vederli tutti insieme nella medesima inquadratura. Chissà che, per l’evento del prossimo anno, la squadra di Berlanti non riesca a trovare maggiore equilibrio.

La citazione:
«Quei Men in Black li porteranno in un laboratorio segreto e faranno dei test su di loro! Non hai visto Stranger Things

Ho apprezzato:
– L’omaggio al valore iconico di questi personaggi
– L’utilizzo dei paradossi temporali
– Il perdono di Cisco, organico alla trama

Non ho apprezzato:
– L’espediente per limitare la presenza di Supergirl
– Lo spazio carente riservato al discorso sui meta-umani
– Lo scarso approfondimento del potenziale sacrificio di Barry
– Lo scontro diretto tra gli eroi e gli alieni

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