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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 7×02, “The Well”

The Walking Dead: Recensione dell’episodio 7×02, “The Well”

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: DOVE RITROVARE GLI ATTORI CHE HANNO LASCIATO THE WALKING DEAD

———-ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER———-

Il secondo episodio della settima stagione di The Walking Dead è andato in onda domenica sul canale americano AMC in lingua originale ed appena il giorno dopo doppiato in lingua italiana su Fox Italia. Un episodio prevedibilmente molto più pacato del precedente, teso a presentare non solo dei nuovi personaggi ma un’intera nuova comunità tramite gli occhi di due dei grandi assenti nella première: Carol e Morgan.

THE WELL

Ritroviamo Carol e Morgan esattamente dove li avevamo lasciati al termine della scorsa stagione: alcuni uomini in una sorta di armatura li avevano salvati da un attacco degli uomini di Negan, e stanno attualmente scortando i due nel luogo dove vivono, ovvero Il Regno.

A capo della comunità, gestita sostanzialmente come una monarchia, troviamo re Ezekiel, un personaggio che fin da subito appare sopra le righe fin quasi a sfociare nel ridicolo: si presenta a Carol sotto i riflettori di un teatro, usando un linguaggio assurdamente ricercato, con accanto una tigre, Shiva, ed un maggiordomo che si mostra più come un giullare di corte, Jerry.
La donna finge di essere colpita e ossequiosa, ma una volta sola con Morgan ammette di voler fuggire al più presto da quel posto fuori dalla realtà, ed inizia di nascosto ad organizzare una fuga.

Morgan si trova invece fin da subito a suo agio all’interno del Regno; Ezekiel abbraccia parte della sua filosofia della non violenza, trova nel giovane Ben un discepolo a cui insegnare l’Aikido ed inizia a sentirsi a suo agio come ad Alexandria non era mai sembrato: alla corte di re Ezekiel tutto sembra perfetto e lo spirito comunitario dei suoi “sudditi” è estremamente sviluppato, ma l’ombra dei Salvatori incombe anche sul Regno.

All’insaputa della maggioranza degli abitanti della comunità infatti Ezekiel tiene a freno gli uomini di Negan con offerte della loro produzione, pur se a suo modo: mostra infatti a Morgan come i maiali destinati ai Salvatori siano nutriti con carne di zombie. Nessuno tranne pochi individui selezionati è a conoscenza dei rapporti fra i due gruppi: il re non intende ribellarsi e vuole evitare che gli abitanti del Regno decidano di insorgere in una guerra che non può che vederli sconfitti.

Carol riesce infine ad organizzarsi e ad iniziare la sua fuga; ma Ezekiel la sorprende e si ferma a parlare con la donna. Le racconta la sua storia, di come al Regno servisse una personalità forte che lui ha interpretato e di come la struttura della sua comunità funzioni su tale base; aggiunge infine che Carol deve iniziare ad abbracciare le contraddizioni, che può decidere di “Andarsene ma non andarsene”.

E questo è proprio ciò che Carol decide di fare: isolarsi in un’abitazione non troppo distante dal Regno, dove Ezekiel possa venire a farle visita e, magari, farla anche tornare a sorridere sinceramente.

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UN CALO FISIOLOGICO

L’aspettativa per questo secondo episodio della settima stagione non era in verità altissimo: gli showrunner di The Walking Dead ci hanno ormai abituati a dei picchi di altissima suspense alternati a dei (fin troppo lunghi) momenti di calma in cui il prossimo picco appunto viene lentamente confezionato. The Well è un vero e proprio episodio di presentazione, che non tenta neanche di piazzare colpi di scena al suo interno: facciamo la conoscenza di Ezekiel, Shiva, Jerry, Richard, Ben e del Regno, una nuova comunità che con tutta probabilità sarà molto importante nelle puntate a venire.

E all’interno di questo tono idilliaco e pacato c’è anche spazio per accennare alle future evoluzioni di Morgan, che con la sua politica della non violenza aggiungeva un tassello di assurdità al programma che in seno agli sceneggiatori sembra quasi un errore da dover cancellare al più presto, e di Carol, la cui involuzione nel corso della seconda parte della sesta stagione rappresenta in pratica un vero e proprio errore, sul quale purtroppo pare si voglia continuare ad indugiare.

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IL REGNO

La nuova comunità presentata in The Well sembra essere la migliore finora proposta in The Walking Dead: ben organizzata, ben difesa, con un leader a capo ben equilibrato. Il Regno appare molto simile ad Alexandria, come l’abbiamo conosciuta all’inizio; ma i suoi abitanti sono consci del pericolo che esiste attorno a loro. Ezekiel ha dei tratti in comune sia con Deanna che con Rick, che in Alexandria erano posti in antitesi: lo spirito comunitario dell’una e la capacità di sopravvivere dell’altro raggiungono in lui livelli che nessuno dei due leader di Alexandria è riuscito a raggiungere, nemmeno collaborando.

E’ quasi ovvio che nella logica il Regno non riesca ad essere credibile, fra le offerte dovute a Negan, la necessità di soddisfare i bisogni alimentari di una tigre e l’organizzazione perfetta dei suoi abitanti; ma la presentazione della comunità idilliaca è talmente forte (a tratti proprio perché assurda) che fa passare tutto in secondo piano: un re con un aspetto più che accattivante, la beffa dei maiali, il coro, i soldati a cavallo, addirittura una tigre al guinzaglio… E infine la trovata maliziosa di iniziare ad instaurare un legame romantico fra Ezekiel e Carol, da tempo ormai fan favorite della comunità degli spettatori di The Walking Dead: in definitiva quindi è vero, l’episodio è stato a tratti noioso, sottotono, assurdo, incongruente… Ma ad ogni modo efficace. In molti seguiranno le prossime puntate sperando di rivedere re Ezekiel, di scoprire se fra lui e Carol nascerà qualcosa… E naturalmente di vedere Shiva in azione. 

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LEGGI ANCHE: LA RECENSIONE DELL’EPISODIO 7X01 DI THE WALKING DEAD

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