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WWE 2K17: La Recensione

WWE 2K17: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

Ci siamo! L’appuntamento più atteso dai videogiocatori appassionati di Wrestling è arrivato: il nuovo videogame della WWE è tra noi! Cosa aspettarsi da questa nuova edizione del Wrestling che torna su due generazioni di console Sony e Microsoft? Non dovete fare altro che continuare a leggere questo articolo per scoprire le nostre considerazioni basate sulla versione Playstation 4 della produzione di 2K Games.

Dopo aver installato WWE 2K17 sulla nostra console, eccoci a scoprire subito le modalità di gioco. In primis troviamo tutte le innumerevoli possibilità di esibizione per i circa 150 lottatori disponibili (si tratta del più grande roster di sempre in un videogame) tra cui la maggioranza sono le stelle del presente ma con qualche grande leggenda del passato come Macho Man Randy Savage, Ultimate Warrior e Jack “The Snake” Roberts ed anche nomi meno noti ma amatissimi dai fans. Su tutti comunque campeggia il rientrante Bill Goldberg dopo 12 anni assenza dalla WWE.

Non poteva mancare l’eccezionale editor con cui modellare il nostro alter ego virtuale così come oramai è immancabile anche il gioco on line dove ogni gamer potrà prendere parte a tutte le varie modalità presenti anche nel gioco off line compresa la leggendaria Royal Rumble. Immancabile il WWE Universe ulteriormente ampliata rispetto agli anni scorsi: in pratica i nostri match saranno sempre inclusi nel calendario degli eventi ufficiali creati da noi e dove potremo intervenire in ogni incontro delle card di tutti gli show, anche ovviamente con una superstar creata da noi.

Assente invece (dovrebbe arrivare prossimamente con un DLC) invece lo Showcase. In pratica in ogni edizione più recente del gioco, si poteva rivivere la carriera della  superstar di copertina (che quest’anno è Brock Lesnar), la sua ascesa nella federazione di Stramford dagli inizi fino agli ultimi match della sua carriera con cui è diventato letteralmente immortale nel cuore dei fan. Stando al team di programmazione, il problema quest’anno era legato ai diritti di alcuni degli avversari storici di Lesnar ma ci sorge spontanea la domanda: e non si poteva dedicare la modalità ad un’altra superstar della WWE allora?

Altra modalità suggestiva è la carriera in cui il nostro alter ego virtuale (ovviamente editabile) dal training center della WWE ci faremo le ossa per approdare per a NXT (la “sotto-federazione” dei nuovi talenti della WWE) oppure direttamente agli show principali a seconda di come ci comporteremo nelle prime fasi dell tutorial della modalità. Tra le novità di questa edizione, la possibilità di gestire direttamente il proprio merchandising, dando così un tocco manageriale in più a questa tipologia.

WWE 2K17, così come il suo predecessore, è in un titolo molto simulativo e realistico (per quanto questo termine cozzi con la natura di sport spettacolo del Wrestling) soprattutto per quanto riguarda il sistema delle sottomissioni. Questo cambiamento di approccio ovviamente sarà apprezzato da alcuni e criticato da altri ma la strada intrapresa segna comunque una maggiore caratterizzazione dell’esperienza di gioco.

Anche sul fronte tecnico, il videogame è molto simile all’edizione dello scorso anno. Ottimi come e meglio di sempre i modelli poligonali e le texture (oltre a qualche effetto pregevole come la sudorazione e la perdita di sangue delle superstars) così ben fatte che mentre saremo sul ring virtuale ci sembrerà quasi di essere veramente a Raw o a Smackdown!

Anche il pubblico è stato migliorato con una tridimensionalità finalmente credibile così come le arene e le entrance acquisiscono un valore estetico maggiore. Non ci ha fatto gridare al miracolo invece il sonoro con la telecronaca rimasta in inglese ed i soli effetti sonori nel corso dei match (ma perchè non dare la libertà di giocare con un pò di musica a chi avrebbe voluto? Scelte che rimangono sempre oscure!) che non riescono a “riempire” particolarmente la percezione uditiva. Il sonoro è indubbiamente la parte più carente del titolo anche perchè i boati del pubblico non sono sempre in sincronia con l’azione sul ring.

In conclusione, WWE 2K17, pur non discostandosi di molto dal suo predecessore soprattutto dal punto di vista del gameplay, dovrebbe essere nella softeca di tutti coloro che conoscono a memoria i vincitori di tutte le Royal Rumble e le location di tutte le edizioni Wrestlemania ma anche chi si diverte a vedere il Wrestling in TV senza esserne un “maniaco” potrà trovarlo un prodotto interessante alla luce del più grande roster di sempre all’interno di un videogame di wrestling e chiudendo un occhio sull’assenza dello Showcase rispetto agli ultimi anni.

VOTO: 8

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