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Rise of The Tomb Raider: La Recensione per Playstation 4

Rise of The Tomb Raider: La Recensione per Playstation 4

Di Fabrizio Tropeano

Si è fatto attendere ma alla fine, a distanza di un anno, Rise of The Tomb Raider è finalmente disponibile su Playstation 4. La nuova edizione con il sottotitolo 20 Year Celebration, propone una serie di contenuti aggiuntivi (disponibili in grossa parte anche per le versioni Xbox One e PC per i possessori del season pass), insieme ai DLC precedentemente usciti ed ovviamente il gioco base. Partiamo proprio da quest’ultimo…

Dal 2013, Lara Croft è nelle sapienti mani del team statunitense di Crystal Dynamics che prima ha rilanciato la serie con un reboot omonimo e lo scorso anno ha raddoppiato con Rise of The Tomb Raider. Ritroviamo così una signorina Croft poco più che ventenne inseguire la ricerca più importante (e che ne ha causato pure il suicidio) di suo padre: le prove dell’esistenza dell’anima e della sua eternità.

Di fronte ad una impresa del genere ci aspetterà un avversario cattivissimo: una organizzazione segreta chiamata la Trinità che farà di tutto per fermare i piani di Lara. Per fortuna la nostra alter ego potrà contare su alleati inaspettati nel susseguirsi di emozioni che si dipaneranno prima a Londra, per un livello nella martoriata Siria e poi prevalentemente nella freddissima Siberia.Tra flashback e momenti “introspettivi” di Lara non ci si può affatto lamentare della narrazione che ovviamente può contare anche su tantissimi momenti di pura spettacolarità.

L’andamento del level design di Rise of The Tomb Raider è piuttosto simile al suo predecessore. E così l’inizio del gioco ha dinamiche decisamente survival, in cui la nostra Lara dovrà lottare con le unghie e con i denti per restare in vita: la vedremo ferita e sanguinante, costretta anche a procacciarsi il cibo cacciando (a parte quelle poche volte che sarà necessario per il proseguo dell’avventura, per gli animalisti all’ascolto se ne potrà fare fortunatamente a meno).

Superate però le prime ore di gioco il titolo entra su binari più “standard”, e si fa anche evidente la fonte di ispirazione, vale a dire Uncharted. In effetti, quasi fosse una versione femminile di Nathan Drake, Lara vedrà alternarsi fasi di sparatorie con altre più ginnico-esplorative ed in questo secondo caso dobbiamo sottolineare come le doti atletiche della nostra eroina siano superiori a quelle del protagonista di Uncharted, rendendo il titolo più divertente da giocare.

Successivamente però l’upgrade del rampino (che avviene ad 1/3 dell’avventura circa) renderanno Lara libera anche di volteggiare sulle aspre alture dei monti siberiani come quasi fosse una novella Batgirl aumentando ulteriormente l’elemento spettacolare dell’avventura.

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Non mancheranno poi fasi stealth ed enigmi vari, alcuni davvero difficili da poter essere portati a termine. L’unico punto debole della produzione risiede sostanzialmente nella scarsa reattività e competitività dei nemici nei momenti shooter che trasformeranno le sparatorie in carneficine tanto da consigliarvi di iniziarlo a giocare sin da subito a livello hard se siete giocatori anche solo mediamente esperti.

Dal punto di vista tecnico Rise of The Tomb Raider fa bella mostra di sé, grazie soprattutto a degli effetti luce straordinari (tra i migliori visti in questa generazione di console ancora oggi) e alla realizzazione delle ambientazioni quasi sempre innevate, ricche di paesaggi mozzafiato e di scenari piuttosto diversificati tra loro. Più che buone le animazioni così come la fluidità a 30 frame al secondo quasi mai messa in discussione neppure nelle situazioni più caotiche di gioco. Ricordiamo inoltre che Rise of The Tomb Raider sfrutterà le maggiori potenzialità di Playstation 4 Pro, aggiungendo a seconda delle preferenze personali, risoluzione video, dettagli grafici o fluidità.

Il sonoro è straordinario, con musiche d’atmosfera degne di un lungometraggio cinematografico ed un doppiaggio italiano ben recitato, decisamente al di sopra della media, in particolare per quanto riguarda la nostra Lara (bravissima Benedetta Ponticelli) e gli altri principali protagonisti.

Promozione a pieni voti per la longevità: con una scelta saggia, dopo la poco ispirata componente multiplayer del predecessore, Crystal Dynamics ha deciso di puntare esclusivamente sul singleplayer regalandoci un’avventura principale molto al di sopra della media in fatto di durata. Oltretutto la possibilità di crafting per armi, abilità e caccia potrebbe spingere molti giocatori a voler compiere le tantissime missioni secondarie che potremo portare a termine senza dimenticare la parte più “archeologica” in senso stretto con varie tombe da esplorare sempre come sidequest al filone narrativo principale. Non potevano ovviamente mancare vari elementi sbloccabili, altro aspetto che potenzialmente favorisce il possibile allungamento dell’esperienza di gioco.

Veniamo dunque agli extra presenti in questa nuova versione. Oltre ad un bellissimo artbook presente nella versione del day one ed oltre ai già citati DLC usciti in precedenza su PC ed Xbox One, la 20 Year Celebration presenta la novità di Legami di Sangue, modalità da vivere anche tramite Playstation VR (dedicheremo un articolo a parte proprio a riguardo) in cui dovremo cercare nella magione Croft le prove per bloccare il tentativo di uno zio di Lara di togliergli la dimora. Si tratta di una sorta di avventura grafica che dura all’incirca un’ora e che ci svela qualche informazione in più sulla famiglia e che risulta essere così un vero e proprio must per i fan della signorina Croft.

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Versione alternativa di questa modalità è “L’Incubo di Lara” che invece ci propone un gameplay survival in cui resistere ad orde sempre più numerose di spiriti malvagi. E poi se volete giocare in compagnia, c’è Stoicismo, un co-op mode per due giocatori. Visto che anche in questo si tratta di una modalità survival, dovremo per forza di cose trovare cibo e riscaldamento per sopravvivere, oltre ovviamente a dover lottare contro gli agenti della trinità.

Completano il già ampissimo pacchetto una difficoltà di gioco estrema se volete una sfida da missione impossibile, alcuni outfit aggiuntivi e le card speciali per le Spedizioni.

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Come scritto in apertura, Rise of The Tomb Raider su Playstation 4 si è fatto attendere ma grazie ai tanti extra, al supporto a Playstation VR e PS4 Pro, merita lo stesso voto che abbiamo dato al titolo un anno fa su Xbox One. Square Enix è riuscita a trovare il modo di farsi perdonare l’esclusiva temporale del titolo per Xbox One e senza ombra di dubbio quella su Playstation 4 è la versione più completa e ricca di RoTTR disponibile. Sarebbe un vero peccato perdersela!

VOTO: 9

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