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Billy Lynn: Un Giorno da Eroe, visto in 120 fps – La recensione del nuovo film di Ang Lee

Billy Lynn: Un Giorno da Eroe, visto in 120 fps – La recensione del nuovo film di Ang Lee

Di Redazione SW

Recensione a cura di Adriano Ercolani – New York

Se i 48 fotogrammi al secondo con cui Peter Jackson ha girato Lo Hobbit avevano sensibilmente ridotto il distacco percettivo che separava la visione dello spettatore rispetto a ciò che avveniva sul grande schermo, il nuovo Billy Lynn’s Long Halftime Walk (Billy Lynn: Un Giorno da Eroe il titolo italiano) di Ang Lee con i suoi 120 fps lo azzera del tutto o quasi. E questo comporta una sensazione all’inizio vagamente straniante, poiché se nel caso del film di Jackson l’operazione veniva praticata per rappresentare un universo fantasy, stavolta invece ci troviamo di fronte alla mera realtà del nostro tempo. Il film di Lee, ambientato nel 2004, mette infatti in scena i corridoi sotterranei di uno stadio di football, gli spalti ancora non riempiti, le salette per la stampa in tutta la loro quotidianità. Sembra quasi che l’autore di Vita di Pi e La tigre e il dragone abbia volutamente scelto di “piegare” il suo stile registico a favore del mezzo tecnologico, al fine di restituire al pubblico il senso di verità che la definizione altissima riesce a restituire. Ed ecco allora che, prima di adattarci alla nuova visione, si finisce per rimanere stupiti nell’osservare sullo schermo un gruppo di soldati semplici come se fossero a pochi passi da noi. Grazie anche all’aiuto di un 3D mai invasivo, anzi totalmente al sevizio del cercato realismo dei 120 fps, Billy Lynn si presenta come qualcosa di totalmente innovativo, soprattutto perché non vuole “esporre” tale innovazione ma al contrario adoperarla fin da subito nel suo significato più semplice, e cioè avvicinare ancor di più pubblico e “realtà” della rappresentazione.

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Tale scopo è portato avanti con tale precisione da Lee nel suo film che forse in alcuni momenti è addirittura respingente, perché alla fine si tratta comunque di messa in scena di una storia, così quando per forza di cose alcuni passaggi narrativi espongono la finzione o scivolano in momenti di retorica, ecco che si crea uno stridore con l’accentuata veridicità della visione. Bisogna poi testimoniare che Billy Lynn’s Long Halftime Walk a livello narrativo è un lungometraggio tutt’altro che perfetto, soprattutto perché possiede un’anima fortemente antimilitarista che però non ha il coraggio di esplicitare fino in fondo: nel non voler prendere una posizione troppo netta sulle implicazioni politiche, sociali ed economiche che la guerra in Iraq e Afghanistan ha comunque evidenziato, il film purtroppo ogni tanto scivola nella retorica, proprio a causa di questo suo volersi trattenere. Peccato perché la definizione psicologica di alcuni personaggi, primo tra tutti proprio il giovane protagonista, risulta sinceramente toccante. Ang Lee si dimostra poi ancora una volta direttore di attori capace di trovare la sensibilità nascosta in ogni tipo di interprete e caratterista. Ecco allora che l’esordiente Joe Alwyn arriva a commuovere con soltanto uno sguardo fisso verso un ipotetico futuro che lui sente incerto.

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Ecco che Vin Diesel si rivela sorprendentemente credibile nei panni di un sergente che tratta il suo battaglione di giovani soldati come figli. Ecco che Garrett Hedlund ci regala finalmente una prova di carisma alternato a sfumature molto efficaci. Steve Martin si rivela poi mellifluo al punto giusto nell’impersonare il lato più ambiguo dello showbusiness americano, mentre Kristen Stewart continua a evidenziare alcuni limiti quando deve imprimere ai suoi personaggi la dovuta drammaticità. Ed è un peccato, perché invece nelle scene in cui la sua Kathryn vive il suo dolore interiore in maniera più contenuta l’attrice risulta più che convincente. Billy Lynn è un film complesso, dalle molteplici chiavi di lettura sia a livello estetico che contenutistico. Ang Lee ha sinceramente osato avventurarsi dove nessuno prima aveva avuto il coraggio a livello estetico, e il risultato è impressionante anche quando confonde la percezione dello spettatore. Non siamo (ancora?) abituati ad aver un filtro così sottile tra noi e l’immagine, almeno non dentro una sala cinematografica. Sicuramente ci vorrà del tempo per capire quanto invece sia importante il tentativo di questo autore sempre coraggioso, che si espone stavolta con un’opera imperfetta ma vitale, ingenua ma appassionata. Alla fine, nonostante o forse proprio a causa delle evidenti sbavature, Billy Lynn: Un Giorno da Eroe non si riesce a non apprezzarlo…

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Billy Lynn: Un giorno da eroe (in originale Billy Lynn’s Long Halftime Walk) è l’adattamento del romanzo di Ben Fountain, e il cast comprende Vin Diesel, Kristen Stewart, Garrett Hedlund,Steve Martin, Ben Platt, Chris Tucker e l’esordiente Joe Alwyn.

Il film uscirà il 2 febbraio 2017 nelle sale italiane.

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