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Sing – Abbiamo visto 25 minuti del film in anteprima a #Venezia73

Sing – Abbiamo visto 25 minuti del film in anteprima a #Venezia73

Di Lorenzo Pedrazzi

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La Biennale di Venezia ha dedicato un premio speciale a Chris Meledandri, fondatore di Illumination Entertainment, ma la cerimonia non si è limitata a celebrare uno dei più importanti produttori nel mondo dell’animazione, artefice di successi come Cattivissimo Me, Minions e Pets; nel corso dell’evento, infatti, è stata proiettata un’anteprima di Sing, il nuovo film dello studio, che uscirà il prossimo 26 gennaio 2017 nelle sale italiane.

Meledandri ha spiegato che l’idea alla base di Sing è partita da lui, e che il soggetto nasce dal desiderio di raccontare la storia di un produttore impegnato a creare qualcosa dal nulla, proprio come accade nel cinema d’animazione (dove non ci sono attori in carne e ossa, né set fisici, attrezzi di scena o macchine da presa, e il film deriva dalla fantasia e dalla tecnica dei suoi autori). Inoltre, l’inserimento dei numeri musicali all’interno di una storia fa parte della tradizione americana, e Sing vuole collocarsi sul medesimo solco, citando al contempo la popolarità dei talent show e delle gare canore.

L’anteprima era suddivisa in due clip: la prima, di circa 20 minuti, svelava l’incipit del film, mentre la seconda, di circa 5 minuti, mostrava una scena più avanzata.

CLIP 1
Ci troviamo in un mondo popolato da animali antropomorfi, e Sing si apre con un suggestivo “movimento di macchina” che ci introduce nel teatro di Buster (Matthew McConaughey), dove sta andando in scena uno spettacolo lirico. Si tratta però di un ricordo estrapolato dalla memoria del protagonista: il koala rievoca infatti quella circostanza in cui suo padre lo portò in teatro per la prima volta, innescando in lui il desiderio di diventare un produttore teatrale.

Alcuni anni dopo, nel presente, ritroviamo Buster alla guida di quello stesso teatro… peccato però che sia in rovina: le maestranze chiedono di essere pagate, ma lui non ha un soldo. Al suo fianco c’è l’anziana Miss Crawl (Leslie Jones), un’iguana con un occhio di vetro che gli fa da segretaria. Salta subito all’orecchio la bravura di Matthew McConaughey, che dona al suo personaggio una voce riconoscibile ma piuttosto diversa dai suoi ruoli in live-action, meno profonda e più squillante, ricca di ottimismo.

Ebbene, mentre Buster pensa a un modo per restituire lustro al teatro, l’inquadratura si sposta a velocità supersonica fra le strade della città, presentandoci gli altri personaggi: c’è Johnny (Taron Egerton), un gorilla di montagna che fa da palo per le rapine di suo padre, ma in realtà sogna di cantare; Rosita (Reese Witherspoon), maialina che si barcamena tra le faccende domestiche e ben 25 figli, ma canta come un usignolo; Meena (Tori Kelly), elefantessa adolescente con una voce angelica, ma troppo timida per esibirsi davanti a un pubblico, nonostante le pressioni di suo nonno; Ash (Scarlett Johansson), porcospina che fa parte di una band punk-rock insieme al suo ragazzo, il quale continua a relegarla in un ruolo di supporto; e Mike (Seth MacFarlane), un arrogante topolino da laboratorio che suona il sax e canta come un crooner, stile Frank Sinatra. Ognuno di questi personaggi sogna o insegue il successo, e l’occasione per dimostrare il proprio talento arriva grazie all’idea di Buster: indire una gara canora, mettendo in palio un premio da mille dollari (racimolati con moltissima fatica tra gli ultimi risparmi e la cianfrusaglia del suo ufficio).

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Vediamo quindi Buster che si sveglia (dorme nel cassetto della sua scrivania) e chiede a Miss Crawl di stampare i volantini per promuovere il contest. Purtroppo, però, l’occhio di vetro della segretaria scivola fuori dall’orbita e rimbalza due volte sul numero zero, aggiungendo così due cifre al premio: centomila dollari! Miss Crawl non si accorge dell’errore, li stampa e poi li fa volare fuori dalla finestra a causa di un ventilatore molesto. Buster non ha quindi modo di verificare la cifra del premio, perché ormai è troppo tardi: i volantini svolazzano da un capo all’altro della città, spingendo decine e decine di aspiranti star a riversarsi nel teatro il giorno delle selezioni. Notevole il lavoro sul montaggio, frenetico e scalpitante quando passa da un personaggio all’altro, riuscendo ad amalgamare le storie parallele con un grande senso di omogeneità.

A questo punto assistiamo a un altro montaggio serrato che ci mostra le audizioni: l’efficace lavoro di personality animation permette di caratterizzare benissimo i vari concorrenti, tutti dotati di una personalità e uno stile musicale riconoscibili (da notare la lumaca che canta Ride Like the Wind di Christopher Cross, uno dei più simpatici). Fra di essi ci sono ovviamente anche i nostri eroi, ma la povera Meena non riesce nemmeno a esibirsi, vittima del proverbiale “terrore da palcoscenico”. La clip si chiude con il giudizio di Buster, che sceglie i finalisti. Inizialmente Johnny viene scartato in favore di una giraffa, ma è talmente difficile farsi capire da lei (è infatti altissima) che il koala decide di richiamare Johnny. Rosita è brava ma le manca il talento scenico, quindi viene affiancata a Bob (Nick Kroll), un maiale che dà spettacolo con la sua tutina dorata e le sue mosse acrobatiche. Anche Ash accede alla fase finale, ma non il suo presuntuoso fidanzato.

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CLIP 2
Molto più breve, la seconda clip ritrae un numero musicale di Bob e Rosita, mentre la televisione riprende lo spettacolo in diretta. Non sappiamo come siano andate le cose, ma Mike assiste alla performance da un televisore esposto in una vetrina, e si precipita in teatro per dimostrare a tutti quanto vale. Intanto, Bob e Rosita si esibiscono in una cover di Shake It Off di Taylor Swift: all’inizio recitano davanti a una scenografia che riproduce vari elettrodomestici, con Rosita nel ruolo di casalinga disperata; poi la maialina riappare con un vestito pieno di brillantini, sgambato ma con un lungo strascico e persino la cuffia. Una panterona, insomma. Il numero si chiude sugli applausi del pubblico, mentre i suoi 25 bambini si riversano sul palco per sommergerla di abbracci. Anche il marito la raggiunge, e le dà un bacio appassionato.

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Insomma, le prime impressioni su Sing sono molto incoraggianti. Le ottime cover (cantate dai doppiatori) promettono un’intrattenimento musicale di primo piano, mentre il ritmo al fulmicotone e i buoni tempi comici fanno il resto. Vi ricordo che nel cast figura anche John C. Reilly, e che la colonna sonora sarà composta da ben 85 canzoni. La regia è di Garth Jennings.

QUI trovate la pagina facebook italiana del film.

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