Uno degli artisti più influenti del secolo scorso, il fotografo che ha trasformato la fotografia, e la pornografia, in arte contemporanea. Parliamo di Robert Mapplethorpe, fotografo celebre per i ritratti di celebrità, tra cui Andy Warhol e Patti Smith, soggetti sadomaso, e studi di nudo spesso maschili e omoerotici e non solo.
Morto di complicazioni conseguenti all’AIDS nel 1989, diventò ancor più celebre in seguito ed ecco arrivare a quasi trent’anni di distanza Mapplethorpe: Look at the pictures, questo il titolo originale del film fotografico diretto da Fenton Bailey e Randy Barbato, dove sono le foto stesse ad essere protagoniste. Presentato al Sundance e al Festival di Berlino, nel documentario le inquadrature delle interviste sono concepite come set fotografici, in cui luce e composizione sono studiati alla perfezione, e i movimenti della telecamera sono praticamente minimi.
Il ritratto dell’artista più controverso del XX secolo arriverà al cinema con il titolo di Mapplethorpe, e sarà disponibile nei The Space Cinema a partire dal 24 ottobre grazie a Wanted Cinema.
Uomini nudi in tute di gomma, primi piani di erezioni, oggetti spinti nei più intimi dei posti: apertamente gay, Mapplethorpe ha ritratto il sesso maschile, la nudità e il fetish agli estremi, portando il suo lavoro ad essere ancora etichettato da alcuni come “pornografia mascherata da arte”. Le testimonianze di amici, modelle, famigliari e dei suoi più stretti collaboratori e la speciale partecipazione di Patti Smith si intrecciano a inedite interviste dello stesso fotografo nelle quali racconta con un’onestà scioccante la sua vita, gli amori e il lavoro. Direttamente dall’archivio della Mapplethorpe Foundation i registi mescolano alla narrazione filmati e un repertorio fotografico mai visto, che permettono allo spettatore di scoprire l’uomo che ha vissuto la propria vita nello stesso modo in cui scattava le fotografie: in bianco e nero.
Dal pressbook ufficiali, le dichiarazioni dei registi:
Quando abbiamo deciso di fare il film sapevamo di realizzare un ritratto d’artista: ma artista di cosa, in che ambito? Essendo un fotografo ha naturalmente lavorato con la luce, ma il suo amore per le droghe, il sadomaso e la promiscuità hanno evocato il lato oscuro. Era un angelo o un diavolo? Spesso il titolo viene da solo, altre volte ci vuole più tempo. Abbiamo sempre voluto iniziare il film con il discorso di Jesse Helms al Senato: “just look at the pictures – se le persone guardano solo le sue immagini si inorridiranno di come è”. La controversia, dalla protesta a Washington al processo a Cincinnati, ha portato notorietà a Mapplethorpe e, al tempo stesso, steso un’ombra sul suo lavoro, ombra che ci ha impedito di guardare le sue foto fino ad ora.
Dopo 25 anni, grazie alla Mapplethorpe Foundation abbiamo potuto accedere all’archivio fotografico e di filmati e realizzare il primo film sull’artista dalla sua morte. Non era bravo a parlare dei suoi lavori: abbiamo però scoperto lettere, interviste e registrazioni e stiamo entrati in contatto con l’Uomo, riservato, onesto e candido. Così, se volete capire Robert Mapplethorpe, just look at the pictures, guardate lesue foto e ascoltate le sue parole. Così abbiamo cercato di proporlo nel film.
Abbiamo conosciuto bene il fratello Edward, artista anche lui, che si è allenato alla fotografia facendo da assistente a Robert, apportando migliorie tecniche al lavoro di Mapplethorpe. Robert aveva bisogno di lui, ma faticava ad ammetterlo, tanto da costringere il fratello a cambiare cognome per fare in modo che esistesse un solo Mapplethorpe. Ed è stato proprio Edward a darci la risposta alla nostra domanda: il film è un ritratto dell’artista come essere umano, se fosse angelo o diavolo è il pubblico a deciderlo.