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I Magnifici 7 – Denzel Washington e Chris Pratt presentano il film a #Venezia73

I Magnifici 7 – Denzel Washington e Chris Pratt presentano il film a #Venezia73

Di Lorenzo Pedrazzi

LEGGI ANCHE: La recensione de I Magnifici 7

La 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si chiude con I Magnifici 7, remake dell’omonimo classico di John Sturges. Alla regia c’è stavolta Antoine Fuqua (Training Day, Southpaw), che ha presentato il film insieme ai protagonisti Denzel Washington e Chris Pratt.

La trama – ambientata nel 1874 – ruota attorno a sette pistoleri che vengono assoldati dalla popolazione di Rose Creek per affrontare la minaccia di Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard), spietato magnate che vuole estorcere i loro terreni per sfruttarne le risorse aurifere. Alla guida dei sette eroi c’è Sam Chisolm (Washington), mentre Chris Pratt interpreta l’avventuriero ubriacone Josh Faraday, il primo che si unisce a Sam per questa missione potenzialmente suicida.

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È stato proprio l’attore di Guardiani della Galassia e Jurassic World ad aprire le danze, sottolineando che il film è «il figlio moderno di una storia antica», quindi alcuni elementi sono stati aggiornati, compreso il ritratto del personaggio femminile: Emma Cullen, interpretata da Hayley Bennet, è la donna che assolda i sette pistoleri, e non è certo rappresentata come una damigella in pericolo. «Sono per il girl power» ha detto Pratt, rispondendo a una domanda specifica di una giornalista. Antoine Fuqua gli fa eco, evidenziando quanto fosse importante realizzare un film contemporaneo, anche se non lo hanno fatto di proposito. È vero però che, stando al regista, la storia richiama alcuni aspetti dell’attualità, come il terrorismo e «la prepotenza della gente che tenta di sopprimere i deboli»; i samurai/pistoleri intervengono proprio per difendere gli inermi, e «questo ideale non dev’essere mai soppresso».

Il western è un genere che Hollywood ha quasi dimenticato, ma le sue radici affondano tuttora nell’immaginario collettivo. Lo stesso Fuqua è un grande appassionato di western, e riconosce in Sergio Leone il maestro che ha cambiato il genere, poiché nei suoi film il buono non era più un cowboy vestito di bianco che doveva dire solo cose belle: i suoi western erano «più veritieri ed espressivi», e hanno influenzato moltissimo la sua passione per il genere. Anche Pratt considera Leone «il re degli spaghetti western», ma non ha visto i suoi film da piccolo, bensì negli ultimi sei o sette anni, quando ha cominciato a interessarsi a quel cinema. Dal canto suo, Denzel Washington non è cresciuto con i western: «Mio padre era un uomo di chiesa, quindi non potevamo andare al cinema». Lavorare in un western non era un suo sogno, ma «essere un nero tutto vestito di nero con un cappello nero, è stato un po’ come tornare bambino… e ci hanno anche pagato!».

Per quanto riguarda il suo approccio ai ruoli che interpreta, l’attore ha rimarcato che la scuola di recitazione ti insegna ad amare il tuo personaggio, senza definire se sia buono o cattivo o buono. Anche perché «nessuno è totalmente buono, per tornare a Sergio Leone». Tutti hanno un passato variegato, ma nessuno è bianco o nero: senza Leone, questo non sarebbe successo, ha cambiato tutto. A tal proposito, il passato dei protagonisti de I Magnifici 7 viene solo accennato, ma è sufficiente per caratterizzarli. Washington ha ammesso che un attore dovrebbe avere una backstory per il suo personaggio, sapere da dove viene, ma in alcuni casi non è necessario raccontarla tutta al pubblico. Conoscere questi dettagli, per Chris Pratt, fa parte del divertimento di preparare una parte. In ogni ruolo «c’è il viaggio e c’è la destinazione», ma quest’ultima non è importante quanto il viaggio. Costruire il personaggio è importante per arrivare al suo destino, e l’attore deve sforzarsi di comprendere qualcosa di esterno da sé. Questo ruolo specifico ha richiesto inoltre una preparazione molto particolare: gli attori hanno dovuto imparare a cavalcare, e Pratt ha confessato di adorare il cavallo con cui ha lavorato, e che gli mancherà molto. Comunque, interrogato sulla questione, ha affermato che i cavalli sono molto più pericolosi dei procioni e dei dinosauri animati in CGI!

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Per quanto riguarda la varietà etnica dei protagonisti, Washington ha affermato che «Il nostro film rispecchia di più il mondo del 1874, popolato da neri, asiatici, bianchi e messicani». D’altra parte, «il West era ovunque fosse la frontiera», e la frontiera era caratterizzata da maggiore uguaglianza rispetto al Sud degli Stati Uniti. Inoltre, il West è sinonimo di grandi spazi e di cielo infinito, come ha sottolineato Antoine Fuqua, e la gente sogna sempre questi scenari. Rappresentano il “sogno”, soprattutto per chi viene (o veniva) dall’Europa come Sergio Leone: di conseguenza, lo stile del film doveva rappresentare proprio quel sogno, anche da un punto di vista tecnico. Il regista ha dichiarato di aver girato I Magnifici 7 in modo simile a Training Day, senza trucchi o l’ausilio di elicotteri, con un approccio classico. Altrettanto importanti sono le musiche del grande James Horner, scomparso l’anno scorso: Fuqua gli ha dedicato un ricordo affettuoso, evidenziando l’importanza del suo lavoro nella riuscita di questo remake (ha scritto sette brani musicali prima del decesso, basandosi soltanto sulla sceneggiatura). «Ciò che ha dato al film è stata una benedizione» ha detto il cineasta. Non si limitava a comporre colonne sonore, ma raccontava delle storie, voleva emozionare il pubblico, ed è per questa ragione che la sua musica è così universale. «Una persona magica».

Il film è passibile di interpretazioni politiche, anche se Fuqua ritiene che sia “solo” intrattenimento; ciononostante, il regista sa bene che «la gente porta tutta la propria vita nella sala cinematografica, quindi anche un’interpretazione politica va bene. Noi però facciamo intrattenimento». Ciò che lo interessava era soprattutto rendere giustizia a I sette samurai, il capolavoro di Akira Kurosawa che ha ispirato I magnifici 7: quando ha ricevuto la sceneggiatura del film, ha esitato, ma poi la MGM gli ha assicurato che questo remake avrebbe mantenuto lo stesso “formato”, senza edulcorazioni. Come in Leone e Kurosawa, anche lui si è concentrato molto sul comportamento dei personaggi.

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Presentato Fuori Concorso alla 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, I Magnifici 7 uscirà in Italia il prossimo 22 settembre. Per maggiori informazioni potete consultare la scheda del film sul sito Warner Bros. e sulla pagina Facebook ufficiale.

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