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Bioshock The Collection: La Recensione

Bioshock The Collection: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

Bioshock, uscito nell’oramai lontanissimo 2007, è stato un titolo epocale, in grado di catturare l’attenzione di critica e pubblico al punto tale da venire considerato, da alcuni, il miglior FPS della storia.

A prescindere se un’affermazione di questo tipo possa essere considerata o meno veritiera, va detto che Bioshock 2, nonostante le forti aspettative, non riuscì a ricreare un vero e proprio caso come il suo predecessore, limitandosi a riproporne i punti di forza senza innovare in nulla ad eccezione dell’introduzione del multiplayer.

Infine Bioshock Infinite, uscito “soltanto” 3 anni fa, ritornò alla grandiosità del primo capitolo, stravolgendo del tutto l’ambientazione dei due predecessori ma confermando il tratto distintivo d’autore del game designer Ken Levine di Irrational Games.

Questo lungo incipit serviva a presentare Bioshock The Collection, il titolo di 2K Games disponibile per Playstation 4 (la versione da noi testata) ed Xbox One che racchiude i tre capitoli della serie rimasterizzati in alta risoluzione (1080p) e ai 60 frame al secondo, con tutti i DLC usciti, il taglio del multiplayer per Bioshock 2 e l’introduzione di una serie di interviste dietro le quinte in stile “making of” in cui il già citato Ken Levine ed il responsabile delle animazioni di Irrational Games, Shawn Robertson, parlano della complessità della realizzazione del primo capitolo della serie.

Chi ha già giocato a Bioshock sa bene cosa aspettarsi da questa compilation: la bellezza, la straordinarietà e, al tempo stesso, il senso di oppressione che Rapture sotto l’acqua nei primi due e Columbia in cielo nel terzo capitolo riescono a trasmettere sono elementi inesprimibili a parole, per quanta maestria Irrational Games sia riuscita ad infondere in loro.

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In tutti i casi ci troviamo di fronte a dei first person shooter con elementi da gioco di ruolo ed eccellenti trame narrate sempre in maniera a dir poco magistrale, grazie alle vicissitudini dei personaggi ma anche alle registrazioni disseminate nell’ambiente, elementi che insieme riescono a costruire una struttura che stuzzica il giocatore aumentando continuamente in lui dubbi e domande e tessendo una ragnatela incredibilmente complessa e profonda riscontrabile in pochissimi altri videogiochi (di primo acchito, viene da pensare soltanto ai capitoli principali di Metal Gear…).

Si tratta sempre di incredibili utopie ideali che diventano veri e propri incubi in una strana atmosfera parallela alla nostra dove passato, presente e futuro si mescolano per una formula incredibilmente intrigante.

Passando al lavoro di rimasterizzazione per le console di ultima generazione, indubbiamente il titolo che ne guadagna di più rispetto all’originale è il primo capitolo che, nonostante i suoi quasi 10 anni sulle spalle, riesce a difendersi sorprendentemente bene con questa opera di restauro. Tra i tre, è il secondo e meno amato capitolo ad essere maggiormente penalizzato visto che Infinite invece altri non è che una versione non dissimile a quella uscita su PC con tutti gli elementi grafici in alta definizione ed i 60 frame al secondo.

Sempre di livello eccellente il sonoro, che si fregia di tracce musicali ispiratissime che ricalcano stili e temi rappresentati, in grado di aumentare esponenzialmente il senso di estraneazione del giocatore.

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Arrivando alle conclusioni, Bioshock The Collection è da consigliare a due tipologie di videogiocatori. Una è composta da tutti coloro che hanno perso la prima uscita di questi due capolavori e mezzo (il riferimento in questo ultimo caso è al secondo capitolo della serie) e che ora hanno la possibilità di recuperarli ad un prezzo ridotto e migliorati sotto il profilo visivo. La seconda tipologia è composta dai fan più sfegatati della serie che avranno modo di rigiocare i tre capitoli sulle nuove console di casa Sony e Microsoft.

VOTO: 8.5

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