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Arrival – Amy Adams e Jeremy Renner presentano il film a #Venezia73

Arrival – Amy Adams e Jeremy Renner presentano il film a #Venezia73

Di Lorenzo Pedrazzi

LEGGI ANCHE: La recensione di Arrival dalla Mostra del Cinema di Venezia

Accolto da un applauso caloroso dopo l’anteprima stampa di stamattina, Arrival è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia da Amy Adams e Jeremy Renner, protagonisti di un film affascinante e contemplativo che impartisce una lezione di maturità alla fantascienza hollywoodiana. Il canadese Denis Villeneuve si conferma una delle voci più interessanti nel cinema mainstream contemporaneo.

La storia di Arrival ruota attorno a Louise (Adams), linguista di fama internazionale che viene chiamata a interpretare il linguaggio di una misteriosa civiltà aliena, le cui enormi astronavi si sono posizionate in dodici punti della Terra. La donna, tormentata dalla perdita della figlia, unirà le forze con Ian (Renner), un fisico teorico che l’aiuterà a stabilire un contatto e decifrare le intenzioni dei visitatori.

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Amy Adams non ha avuto difficoltà ad accettare la parte: «Ho trovato che la sceneggiatura fosse bellissima e coinvolgente» ha detto l’attrice, rivelando inoltre di averla letta e riletta più volte, da quanto ne era rimasta sorpresa. «Come madre, mi ha commosso», ma anche gli elementi più fantascientifici hanno suscitato la sua empatia: «Ho sentito un legame emotivo nella ricerca di umanità negli alieni, negli sforzi per decifrarli».
Jeremy Renner ha aggiunto che, in quanto genitori, la trama del film ha riecheggiato dentro di loro: si tratta di «una bellissima storia nel genere sci-fi thriller», e inoltre l’idea di lavorare con Denis Villeneuve lo entusiasmava. «Conoscendo Denis, non avevo ragione di dire di no».

Anche l’attrice ha parole di miele per il cineasta canadese: «Una persona speciale che aveva qualcosa di unico da dire». Villeneuve desiderava raccontare la storia di una donna all’interno del genere fantascientifico, e per Adams è stato bello sentirlo dire da una persona così talentuosa. Lavorare con lui, ha continuato la protagonista, «è stata una delle gioie più grandi della mia carriera»; il regista è sempre molto calmo, concentrato e paziente. Renner le fa eco, elogiando la profondità, l’intelligenza e la genialità del cineasta, che ha concesso loro molta libertà. «Il film è stato uno sforzo collaborativo, ma lui era il capitano della nave».

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Il nucleo emotivo del film è molto intenso, e riguarda il rapporto di una madre con sua figlia. Louise, dice Amy Adams, «cerca di proteggere sua figlia dal dolore del suo destino, come facciamo tutti con i nostri figli. Cerchiamo di proteggerli dalla loro sorte definitiva». Lei stessa è spaventata dall’idea di conoscere il suo destino. «L’ansia è una compagna costante, e sarei molto ansiosa se conoscessi il mio futuro. Alla fine, tutti affrontiamo la perdita e la tristezza, ma dobbiamo goderci i grandi momenti che stanno nel mezzo». La storia della figlia ci permette di connetterci emotivamente con Louise, una donna che – come molte donne – vive numerosi ruoli nella sua vita, e affronta questioni personali mentre si districa nel mondo e nel lavoro. peraltro, gran parte delle emozioni vengono trasmesse senza parole, ma con musiche o silenzi di grande impatto: «Avendo cominciato come ballerina, ho imparato a comunicare con il corpo, a trasmettere le emozioni in quel modo». Per Jeremy Renner, «il modo più efficace di comunicare è senza le parole, che tradiscono le emozioni». L’attore sostiene che si debba comunicare con la fisicità, e che il non-detto sia il bello della comunicazione.

Per lui è un ruolo alquanto diverso dal solito: «Interpretare un matematico è diverso da interpretare un arciere» ha detto l’attore, riferendosi al celebre ruolo di Occhio di Falco nei film dei Marvel Studios. Anche Amy Adams ha una certa esperienza nei blockbuster (presta il volto a Lois Lane nei film del DC Extended Universe), quindi è abituata a recitare con ciò che non può vedere, come il green screen. Il nucleo emozionale di Arrival, però, è talmente forte che non le sembrava nemmeno di recitare in un grande film di fantascienza. In effetti, il film valorizza le doti potenziali dell’umanità, che talvolta riesce a esprimersi al meglio proprio nei momenti peggiori, come ha detto Renner. La compassione ci rende migliori, e ci permette di agire come una grande unità.

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Arrival, presentato in concorso alla 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uscirà nelle sale il prossimo 24 novembre, distribuito da Warner Bros..

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