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Animali notturni – Tom Ford, Amy Adams e Jake Gyllenhaal presentano il film a #Venezia73

Animali notturni – Tom Ford, Amy Adams e Jake Gyllenhaal presentano il film a #Venezia73

Di Lorenzo Pedrazzi

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Dopo la calorosa accoglienza ottenuta al termine della proiezione stampa, Animali notturni è stato presentato alla 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dal regista Tom Ford e dagli attori Amy Adams, Jake Gyllenhaal e Aaron Taylor-Johnson.

Animali notturni è basato sul romanzo Tony & Susan di Austin Wright, che ha un forte impianto metanarrativo: la protagonista è una donna di nome Susan (Amy Adams) che riceve dal suo ex marito Edward (Jake Gyllenhaal) un manoscritto intitolato Animali notturni, con la richiesta di leggerlo per avere il suo parere. Sono trascorsi 19 anni da quando si sono lasciati. Il romanzo narra la storia di Tony (sempre Jake Gyllenhaal), di sua moglie (Isla Fisher) e della loro figlia (Ellie Bamber), che partono in automobile per una vacanza e incrociano il cammino con tre uomini molto pericolosi, guidati da Aaron Taylor-Johnson: le due storie (quella di Susan e quella del romanzo) sono ricche di parallelismi, giustificandosi a vicenda fino a rivelare le vere intenzioni di Edward.

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Ford è tornato a dirigere un film a sette anni di distanza dal primo, A Single Man, e ha spiegato che il romanzo di Wright ha catturato il suo interesse per la sua stratificazione tematica, che pizzica corde molto intime. «La lealtà è molto importante per me» ha detto il regista, pensando al rapporto burrascoso tra Susan ed Edward, e al comportamento della donna nella separazione. Ford sostiene che, quando si riesce a trovare quella persona nella propria vita (il proprio grande amore), ci si debba impegnare per tenerla stretta, e Animali notturni è «un racconto che vuole metterti in guardia da cosa succede quando lasci andare quella persona». Il regista – anche sceneggiatore – ha inoltre spiegato che alcuni cambiamenti sono stati necessari, in fase di trasposizione: «Il cinema è un altro medium», e per raccontare «una storia visiva» era inevitabile «creare delle scene per mostrare cosa Susan prova, cosa affronta nella sua vita», dato che il romanzo è tutto un monologo interiore.

Amy Adams, dal canto suo, è stata conquistata dalla sceneggiatura perché raccontava una storia molto personale, e perché Ford «ti accompagna in un viaggio con lui, prendendosi dei rischi insieme a te». L’attrice è rimasta impressionata anche dal modo in cui la storia riesce a passare con naturalezza da un personaggio all’altro: «Volevo farne parte, amo il viaggio che Susan deve affrontare». Jake Gyllenhaal, dopo aver descritto la sua sorpresa di fronte alla carta rossa usata per le pagine del copione, ha spiegato che la storia del film risuona profondamente in lui. «Una delle migliori sceneggiature che io abbia mai letto, coinvolgente ed emozionante». Si trattava di raccontare «l’eterna lotta di un cuore spezzato», e questo aspetto lo ha molto affascinato. Aaron Taylor-Johnson è stato invece attratto dal «personaggio straordinario» che doveva interpretare, soprattutto perché non aveva mai recitato in un ruolo del genere. La sfida non è stata facile, ma non poteva rinunciare all’opportunità di esplorare un simile personaggio.

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La scena d’apertura – dove alcune donne in sovrappeso ballano nude sui titoli di testa, come parte di un’installazione artistica – ha sorpreso il pubblico, e il regista ha spiegato che voleva mostrare l’assurdità del nostro mondo. «Volevo catturare la vostra attenzione» ha detto, rivelando inoltre di aver sviluppato un vero e proprio amore per quelle donne, soprattutto per come i loro corpi si oppongono ai canoni di bellezza del mondo occidentale. Questa scena s’inserisce in un contesto sociale molto preciso, la Los Angeles dell’alta borghesia, dove il lusso non rende immuni alla noia, all’infelicità e alla frustrazione. Quando si è giovani si è spesso ottimisti, ha detto Ford, ma in seguito bisogna confrontarsi con una realtà che intrappola, con le bollette da pagare e altri obblighi. Susan, per lo meno, mette in discussione ciò che fa, e di certo non tornerà alla sua vita: non sappiamo cosa farà, ma questo momento della sua vita è finito. Sono situazioni in cui è facile diventare cinici, ha aggiunto Adams, perché «ti guardi indietro e dici “Questo non è ciò che stavo facendo in principio”». O, per dirla con le efficaci parole del regista: «A volte arrivi in cima alla scala, ma ti accorgi che è poggiata al muro sbagliato».

Fra l’altro, per l’attrice non è stato facile avvicinarsi al personaggio, ma Ford è stato di grande aiuto, recitando molte scene con lei e leggendo il libro durante le prove. «Non posso interpretare un personaggio che non mi piace» ha detto Amy Adams, e il ruolo di Susan è stato difficile da preparare perché ha dovuto trovare una strada dentro di lei, al fine di comprenderla meglio. «Non sono attratta da persone che non sono autentiche», ha rivelato l’attrice, ed è per questo che all’inizio Susan non le piaceva; poi, però, ha capito cosa stava succedendo nell’intimo del personaggio, e si è resa conto che le offriva l’occasione di raccontare la realtà dell’esperienza umana. Aaron Johnson ha trovato il suo personaggio «disturbante», molto lontano da se stesso e dai suoi ruoli precedenti, ma il regista «aveva una visione precisa» che gli ha permesso di intraprendere questo viaggio: «Non è stato piacevole, ma è stato straordinario». Anche per Gyllenhaal è stata una sfida, perché Edward e Tony non lottano abbastanza per le donne che amano, e questo è stato «meravigliosamente frustrante» per lui. A catturare la sua attenzione sono stati il tono della sceneggiatura e il turbamento che emerge dal suo interno, più che il tema della vendetta. Di fatto, l’attore non crede che Animali notturni sia un film sulla vendetta, ma su due persone che si sono conosciute, si sono amate e si dicono addio.

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Lo stesso Tom Ford sostiene che Edward non abbia scritto il romanzo per vendetta, ma per comunicare a Susan tutto il dolore e la devastazione che ha provato dopo il divorzio. In entrambi i personaggi c’è qualcosa del regista, e la storia parallela (il romanzo nel film) spiega il dolore della vita reale, con scene che alimentano quelle successive nel passaggio da una dimensione all’altra. La costruzione delle immagini è piuttosto raffinata, ma il regista ha una visione molto chiara: «Lo stile deve sempre servire la sostanza, soprattutto nel cinema, deve far parte della narrazione». Ci sono alcune inquadrature molto ricercate, ma non casuali o autocompiaciute: i rimandi tra il romanzo e la realtà sono molteplici, e trovano una giustificazione nella trama. «Stilisticamente, non prenderei mai una decisione che non sia legata alla storia».

Animali notturni è stato presentato in concorso alla 73ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’uscita americana è attesa per il 18 novembre. In Italia sarà distribuito da Universal Pictures, sempre a partire da novembre. Troverete maggiori informazioni sulla pagina Facebook ufficiale.

#AnimaliNotturni

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