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Abel – Il Figlio del Vento: 5 curiosità sul film con Jean Reno

Abel – Il Figlio del Vento: 5 curiosità sul film con Jean Reno

Di Filippo Magnifico

LEGGI ANCHE: Abel – Il figlio del vento: la nostra intervista al regista Gerardo Olivares

Abel – il figlio del vento, il film co-diretto dai registi Gerardo Olivares e Otmar Penker, arriverà nelle nostre sale il 29 settembre. Un’intensa favola di scoperta e di speranza, che fonde il cinema di fiction allo stile del documentario. Al centro della storia la bellissima amicizia tra l’aquilotto Abel e il piccolo Lukas (Manuel Camacho).

Portare tutto questo sul grande schermo ha richiesto molta fatica e in alcuni casi l’impiego di tecnologie sviluppate per l’occasione. Qui sotto trovate alcune curiosità riguardanti la lavorazione della pellicola:

1- Solitamente il primo passo nella creazione di un film è la stesura della sceneggiatura, ma in questo caso è stato necessario partire dagli aspetti che riguardavano le riprese nella natura, soprattutto per via della grande quantità di tempo necessaria per la realizzazione delle riprese della vita selvaggia degli animali nel loro habitat. Le riprese sono quindi iniziate quando la sceneggiatura era ancora in una prima fase di stesura.

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2- Joanne Reay (Everybody Loves Sunshine, DxM) ha iniziato a lavorare alla sceneggiatura a gennaio del 2012. Il centro dal racconto doveva prendere spunto dal fenomeno del “Cainismo”: si tratta di un comportamento diffuso in natura e osservato spesso nei rapaci che consiste nella lotta tra i piccoli appena nati per affermare chi tra di loro è il più forte e adatto a sopravvivere e a portare avanti la specie. Questo comportamento è tipico ad esempio delle aquile reali: quando le uova di una covata si schiudono, il più forte cerca di annientare il più debole gettandolo al di fuori del nido e condannandolo a morte certa. Questo è il destino dell’aquilotto più debole, a meno che qualcuno non intervenga in suo soccorso.

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3- Per realizzare al meglio una storia così unica e mantenere intatta l’autenticità dello scenario naturale, sono state sviluppate nuove tecniche di ripresa. Tra i vari metodi sperimentati, la realizzazione di riprese aeree attraverso il volo in tandem di aquile e veicoli aerei ultraleggeri. Le riprese più complesse sono state quelle riguardanti le prime fasi di vita delle aquile. Per evitare il più possibile di disturbare i rapaci e di essere invadenti, si è deciso di trasferire per un anno un esemplare femmina di aquila e i suoi piccoli, provenienti dalla falconeria, all’interno di una voliera rimodellata appositamente per ospitare le riprese e in cui potevano essere ripresi da una telecamera fissa. Dopo un primo momento necessario alle aquile per prendere confidenza con la telecamera, la loro vita all’interno del set appositamente ricreato è continuata senza problemi e le telecamere hanno potuto riprendere da vicino la routine quotidiana della famiglia di rapaci.

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4- È stato necessario molto impegno, pazienza ed esercizio per far sì che le aquile si abituassero a volare fianco a fianco con gli elicotteri dotati di un sistema di telecamere Cineflex. Le aquile sono state abituate al contatto ravvicinato con oggetti volanti attraverso l’uso di veicoli aerei ultraleggeri.

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5- L’obiettivo dei regista era molto ambizioso: volevano che le immagini fossero girate anche dal punto di vista dell’aquila. Trovare la giusta prospettiva che mostrasse le emozioni dell’animale durante il volo e per farlo era necessario filmare un primo piano dell’occhio dell’aquila e il momento in cui dal suo becco fa esplodere nell’aria il suo richiamo. Dato che non esisteva in commercio una telecamera abbastanza piccola da essere montata sulla testa di un’aquila e di offrire una risoluzione molto alta delle immagini, è stata creata.

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Jean Reno copre un doppio ruolo, quello del narratore e quello del guardia boschi Danzer, mentre Tobias Moretti conosciuto dal pubblico italiano per il suo ruolo nella serie tv Il commissario Rex interpreta Keller, il padre del piccolo Lukas. Questa la trama:

L’aquilotto più forte è destinato a scacciare dal nido il fratello più debole: questo è solitamente ciò che accade quando due piccoli di aquila si trovano a condividere lo stesso nido. Spesso accade anche tra gli uomini che, a ferirli, siano proprio le persone più vicine. Lukas, infatti, soffre a causa della freddezza che il padre mostra nei suoi confronti successivamente alla dolorosa perdita della moglie, morta nel tentativo di salvare il piccolo Lukas da un incendio. Il bambino porta sulle sue giovani spalle il peso della morte della madre.
La storia della nostra aquila ha inizio nel nido in cui è nata. L’aquilotto primogenito scaccia il fratello più debole dal nido condannandolo a morte certa una volta caduto nel bosco. Ma il destino dà una mano al cucciolo: Lukas trova l’aquilotto, lo chiama Abel e decide di prendersene cura in segreto, offrendogli tutto l’amore e la compagnia che gli sono invece negati a casa. Sarà pronto Lukas, quando arriverà il tempo di restituire Abel alla natura selvaggia dalla quale proviene, a cominciare una nuova vita?
Abel il figlio del vento è un intensa favola di scoperta e di speranza.

LEGGI ANCHE: La nostra intervista a Manuel Camacho, protagonista di Abel – il figlio del vento

Abel – il figlio del vento, presentato in anteprima al Giffoni Film Festival, verrà distribuito nei cinema italiani dal 29 settembre 2016. Per maggiori informazioni potete consultare la pagina Facebook ufficiale del film. #‎Abel #‎IlFiglioDelVento

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