Abel il figlio del vento: il rispetto per la natura

Abel il figlio del vento: il rispetto per la natura

Di Redazione SW

Abel il figlio del vento è il risultato di un’entusiasmante fusione tra un lungometraggio e un documentario sulla natura e della collaborazione di due grandi professionisti: Otmar Penker, luminare nel campo delle riprese e della fotografia in ambienti naturali e soprattutto alpini, e Gerardo Olivares, acclamato regista di numerosi film.
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Solitamente il primo passo nella creazione di un film è la stesura della sceneggiatura, ma in questo caso è stato necessario partire dagli aspetti che riguardavano le riprese nella natura, soprattutto per via della grande quantità di tempo necessaria a Otmar Penker alla realizzazione delle riprese della vita selvaggia degli animali nel loro habitat.
Abbiamo cominciato quindi a girare le scene nella natura anche se la sceneggiatura era ancora in una prima fase di stesura. Prendendo spunto da queste parole, ho selezionato alcuni “eco-film” per i più piccoli, capaci di coniugare il divertimento e la leggerezza tipici delle storie dedicate ai bambini con importanti spunti di riflessione su temi, come il rispetto della natura e la tutela degli animali.
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Wall-E è ambientato 800 anni nel futuro, racconta la storia di un robot di nome Wall∙E, che viene lasciato sulla Terra per ripulire il pianeta, abbandonato dagli esseri umani nel XXII secolo a causa degli elevati livelli di inquinamento che l’hanno reso inospitale per ogni essere vivente. Dopo centinaia di anni trascorsi in solitudine a svolgere la funzione per cui è stato programmato, la sua vita cambia nel momento in cui incontra Eve un’elegante robot-sonda che fa parte di una flotta di robot inviati sulla Terra, in perlustrazione segreta per conto degli umani, che attendono impazientemente notizie a bordo della lussuosa stazione spaziale Axiom – per sapere quando sarà possibile e sicuro tornare a casa. Il film è una storia divertente, capace di emozionare i più piccoli, ma allo stesso tempo capace di far riflettere tutti, adulti compresi su problemi drammaticamente attuali, come l’inquinamento, il riscaldamento globale e la produzione di rifiuti. Troppo comodo riempire il pianeta d’ogni sorta di materiale senza preoccuparsi di come eliminarlo delegando ad altri questo ingrato compito.
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Lorax – Il guardiano della foresta
Ted ha dodici anni, una cotta per la sua dolcissima vicina di casa Audrey, ambientalista convinta e appassionata di pittura, e tanta voglia di scoprire il motivo per cui nella sua città non c’è più neanche un albero di Truffula. Dopo aver chiesto un po’ in giro ecco che arriva il suggerimento di chi ne sa sempre una in più del diavolo: la nonna. Per scoprire cosa è accaduto tanti anni prima e come rimediare al disastro che ha letteralmente ‘snaturato’ la città, Ted deve affrontare una sfida difficile: spingersi fino ai confini della città di Thneedville, nella zona arida e buia in cui vive l’ormai anziano Onceler, e chiedere a lui che fine hanno fatto gli alberi veri e le foreste di alberi veri. La vita solitaria dell’uomo, in preda alla depressione e alla commiserazione, ha una più che valida spiegazione: tanti anni prima fu proprio lui a distruggere tutto per colpa della sua intraprendenza e della sua avidità.
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Inventore geniale di una fibra innovativa e morbidissima ricavata dai coloratissimi alberi di Truffula, Onceler provocò con il passare degli anni il disboscamento selvaggio della città e della Valle di Truffula, un’incantata foresta piena di fronde colorate e popolata da tanti simpatici animaletti che ora non esistono più. Il tutto per arricchirsi e perfezionare la sua invenzione. Arrabbiatissimo per la visita inaspettata e non gradita, Onceler accoglie Ted nel peggior modo possibile ma poi ammaliato dal coraggio e dalla forza d’animo del ragazzo decide di dargli ascolto e di esaudire la sua richiesta. Sarà proprio Onceler a parlare a Ted di Lorax, il guardiano della foresta, il simpatico folletto peloso portavoce degli alberi della foresta che con tutte le sue forze cercò di ostacolare il suo distruttivo progetto senza riuscirci.
Lorax- Il guardiano della foresta è un divertente ed emozionante film d’animazione che, con spirito e semplicità ci parla di argomenti importanti quali ecosistema, inquinamento, disboscamento, oltre a temi come l’onore, la sincerità, l’amicizia ed il rispetto per gli altri e per gli animali.
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Mià et le Migou
Mià è una bambina di 10 anni che vive in un villaggio dell’America del Sud, sotto la tutela di tre piccole vecchiette centenarie. La madre è morta da tempo mentre il padre, Pedro, è stato costretto a partire per poter lavorare come operaio in un cantiere. Una notte, svegliata di soprassalto da un brutto presentimento, la bambina decide di mettersi alla ricerca del genitore, con il timore che gli sia successo qualcosa e che possa avere bisogno di lei. Così, dopo aver recuperato i suoi tre amuleti (un dado, una piuma e un guscio di lumaca), parte per un viaggio che la porterà a incontrare i Migù (strani spiriti della foresta) e, grazie a loro, a conoscere la forza e le meraviglie della natura.
La pellicola lascia molti spunti di riflessione. Nella vicenda sono presenti il tema dello sfruttamento, non solo nei confronti della natura, ma anche del lavoratore.
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Il Re Leone
Sulle pendici del monte Kilimangiaro che domina le pianure del Serengeti, il re leone Mufasa assiste orgoglioso alla nascita dell’erede Simba. Ma il cucciolo di leone perderà il padre davanti ai propri occhi per colpa di Scar, lo zio malvagio, che colpevolizzandolo lo costringerà all’esilio per diventare re al suo posto. Il vecchio saggio Rafiki convincerà Simba ormai adulto a tornare a casa per far valere i suoi diritti di nascita. Ma più che la riconquista del trono, predomina la necessità di affrontare il passato a prescindere da quanto sia doloroso od atroce; vincendo il senso di colpa che il perfido Scar gli ha instillato, Simba diventerà Re non solo nel corpo, ma soprattutto nello spirito.
L’eterna lotta tra il bene ed il male è il messaggio che questa pellicola ci trasmette, ma è proprio quando tutto sembra perduto, quando ciò che ci circonda è una desolata prateria sterminata dagli incendi, quando lo sconforto ci fa perdere la fiducia in noi stessi, che qualcosa può davvero cambiare e troviamo la forza per riappropriarci di ciò che ci spetta.
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La gang del bosco
R.J. è un procione molto curioso e indipendente: è un animale abituato a mangiare come un uomo e non si separa mai da una grossa sacca piena degli oggetti più strani, che utilizza con grande fantasia. Una notte, affamato, tenta di rubare la scorta di cibo di un grosso orso bruno, Vincent, che all’ultimo lo scopre. Uno scherzo del destino e la goffaggine di R.J. causano la perdita di tutte le leccornie accumulate da Vincent, che decide di sbafare il procione in un sol boccone. Alla fine però, R.J. lo convince a concedergli una possibilità per salvarsi. È così che, per caso, il procione incontra una banda, o per meglio dire un famiglia, di animali “foraggeri”, la gang del bosco, capeggiata dall’apprensivo Verne.
Il film contiene diversi spunti, riguardo il mondo degli esseri umani ed il loro potere invasivo e distruttivo nei confronti di loro stessi e della natura che li circonda. Basta pensare all’amara sorpresa che si ritrovano al risveglio del letargo invernale i nostri amici. Appena pochi mesi ed il verde ha ceduto il posto al cemento, il supermercato naturale di un tempo è diventato una distesa di villette a schiera.
Avete qualche altro film da suggerire, che avete visto con i vostri bambini? Magari una che vi ha colpito particolarmente.
Abel-Il figlio del vento uscirà in tutte le sale italiane il 29 settembre prossimo.
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