Manca poco meno di una settimana all’arrivo in sala del film: “Abel- il figlio del vento”. Un’intensa favola, dove al centro della storia abbiamo la bellissima amicizia tra un aquilotto di nome Abel ed il piccolo Lukas. Ma prima di andare al cinema dovete assolutamente conoscere, queste cinque curiosità che riguardano la lavorazione della pellicola.

1- Com’è stato scelto l’attore che avrebbe interpretato il giovane protagonista, Lukas? Il regista Gerardo Olivares, non ha avuto dubbi.
Mentre stava girando Among Wolves aveva collaborato con un talentuoso ragazzino, Manuel Camacho, che nel film interpretava il ruolo del protagonista Marcos. Olivares ha deciso quindi di continuare la felice collaborazione creativa con Manuel Camacho anche per la realizzazione di questo film.

2- Come sono state girate le immagini, riprese dal punto di vista dell’aquila?
Dato che non esisteva in commercio una telecamera abbastanza piccola da essere montata sulla testa dell’aquila e di offrire una risoluzione molto alta delle immagini, il regista ha deciso di crearla. Grazie al prezioso contributo del Fraunhofer Research
Institute e di Andreas Gall, Direttore Tecnico di Red Bull Media House, è stata sviluppata una speciale telecamera in miniatura (HiRes).

3- Quali sono state le riprese più complesse? Le riprese più complesse sono state sicuramente quelle riguardanti le prime fasi di vita delle aquile. Per evitare il più possibile di disturbare i rapaci e di essere invadenti, hanno deciso di trasferire per un anno un esemplare femmina di aquila e i suoi piccoli, provenienti dalla falconeria, all’interno di una voliera rimodellata appositamente per ospitare le riprese e in cui potevano essere ripresi da una telecamera fissa. Dopo un primo momento necessario alle aquile per prendere confidenza con la telecamera, la loro vita all’interno del set appositamente ricreato è continuata senza problemi e le telecamere hanno potuto riprendere da vicino la routine quotidiana della famiglia di rapaci.

4-Come sono state possibili le riprese mentre le aquile sorvolavano le vette delle Alpi e i canyon delle Dolomiti?
E’ stato necessario molto impegno, pazienza ed esercizio per far sì che le aquile si abituassero a volare fianco a fianco con gli elicotteri dotati di un sistema di telecamere Cineflex. Le aquile sono state abituate al contatto ravvicinato con oggetti volanti attraverso l’uso di veicoli aerei ultraleggeri. Il pilota dell’elicottero cercava di volare vicinissimo al rapace, mentre Salmina riprendeva assieme al suo staff la scena, sperimentando metodi differenti per riuscire a cogliere i movimenti imprevedibili tipici di un uccello in volo. Tutti questi elementi, comprese le condizioni meteorologiche, sono state studiate approfonditamente e il montaggio è stato realizzato in modo impeccabile per ottenere le magnifiche riprese aeree che vediamo in Abel il figlio del vento.

5- Quando si è iniziato a lavorare sulla sceneggiatura?
Joanne Reay (Everybody Loves Sunshine, DxM) ha iniziato a lavorare alla sceneggiatura a gennaio del 2012. Il centro dal racconto doveva prendere spunto dal fenomeno del “Cainismo”: si tratta di un comportamento diffuso in natura e osservato spesso nei rapaci che consiste nella lotta tra i piccoli appena nati per affermare chi tra di loro è il più forte e adatto a sopravvivere e a portare avanti la specie. Questo comportamento è tipico ad esempio delle aquile reali: quando le uova di una covata si schiudono, il più forte cerca di annientare il più debole gettandolo al di fuori del nido e condannandolo a morte certa. Questo è il destino dell’aquilotto più debole, a meno che qualcuno non intervenga in suo soccorso.
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