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Addio ad Abbas Kiarostami, maestro del cinema iraniano

Addio ad Abbas Kiarostami, maestro del cinema iraniano

Di Lorenzo Pedrazzi

Abbas Kiarostami, grande maestro del cinema iraniano, si è spento ieri a Parigi. Aveva 76 anni.

Nato a Teheran il 22 giugno 1940, Abbas Kiarostami mostra sin da adolescente una propensione alla pittura, e si laurea all’università di Belle Arti, prima di lavorare come grafico pubblicitario e illustratore di libri per bambini. Gira molti spot per la televisione di stato, poi decide di restare nel suo paese anche dopo la Rivoluzione del 1979, e sceglie la via del cinema. I suoi primi lavori sono dei cortometraggi ispirati al Neorealismo italiano, ma in seguito comincia a dirigere anche lungometraggi, e si fa notare per Il viaggiatore (1974), storia di un ragazzino che cerca di procurarsi il denaro per vedere una partita della nazionale di calcio a Teheran.

In parallelo ai suoi lungometraggi di finzione (da ricordare anche Close Up, del 1990, cui Nanni Moretti dedica un cortometraggio per riflettere sulle difficoltà commerciali del cinema d’autore), Kiarostami gira molti documentari a sfondo didattico ed educativo. Il grande successo internazionale arriva nel 1997, quando vince la Palma d’Oro a Cannes con Il sapore della ciliegia, storia di un uomo che medita il suicidio e cerca aiuto perché qualcuno seppellisca il suo corpo, ma l’incontro con l’anziano impiegato del museo di scienze naturali gli offre l’opportunità di cambiare idea. Nel 2005 dirige un episodio di Tickets, al fianco di Ermanno Olmi e Ken Loach, mentre nel 2010 realizza Copia conforme, girato in Toscana con Juliette Binoche e William Shimmel. Il suo ultimo lungometraggio è Qualcuno da amare (2012), presentato in concorso al Festival di Cannes.

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Jean Luc Godard ha detto che “Il cinema inizia con D.W Griffith e finisce con Abbas Kiarostami“, a dimostrazione di quanto il regista iraniano fosse ammirato dai propri colleghi. Importanti anche le parole del connazionale Asghar Farhadi, il quale lo riconosce come proprio mentore, poiché Kiarostami ha ispirato molti autori iraniani a seguire il suo esempio: “Non era solo un cineasta, era un mistico moderno, sia nel cinema sia nella vita privata. Ha sicuramente spianato la strada per gli altri, e influenzato un gran numero di persone. Non è solo il mondo del cinema ad aver perso un grande uomo; è il mondo intero ad aver perduto qualcuno di grande“.

Fonte: Guardian

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