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15 giugno 2016 • 16:25 • Scritto da Lorenzo Pedrazzi

Scream, la recensione dell’episodio 2×03: Vacancy

La seconda stagione di Scream fatica a entrare nel vivo, e il terzo episodio, Vacancy, risulta privo di suspense e di sviluppi significativi.
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Vacancy è il terzo episodio della seconda stagione di Scream, disponibile in esclusiva italiana su Netflix: una nuova vittima si aggiunge alla carneficina, ma la trama non decolla…

Attenzione: il seguente articolo contiene SPOILER

Audrey toglie il messaggio dal cadavere di Jake e fugge dal magazzino. La mattina seguente, Noah insiste per andare sul posto a controllare: il cadavere non c’è più, ma in compenso una telecamera sul soffitto potrebbe aver ripreso qualcosa. Noah la porta a casa e ne scarica il contenuto sul computer, mentre Audrey si prepara a colpirlo per evitare che veda il filmato, ma il file non funziona. La ragazza riceve un messaggio dal killer: è stato lui a spostare il corpo e a cancellare il video dalla telecamera, ma ne ha salvato una copia.
Emma incontra suo padre a colazione, ma lui non vuole dirle per quale motivo l’abbia abbandonata, e lei se ne va. Audrey nutre dei sospetti sull’uomo, lo ha sempre considerato un po’ strano. A scuola, Emma aiuta Eli ad ambientarsi, nonostante Kieran le avesse consigliato di affidarlo alla presidenza. Brooke incontra Zoe alle prove della sfilata, e riesce a farle confessare la sua attrazione per Noah; poi vede Augusto in platea e gli dice di andarsene, ma lui sembra particolarmente interessato a lei. Come se non bastasse, Brooke riceve una chiamata dall’ex professor Branson, ma blocca il suo numero perché non vuole saperne di lui.
Quella sera, Noah aspetta gli amici al cinema per vedere Kiler Clowns from Outer Space, e Brooke porta Zoe con sé per combinare un appuntamento con lui. Incontrano anche Augusto e Branson, ma Brooke finge di stare con Augusto per liberarsi dell’ex professore.
Il padre di Emma dice a Margaret di essere tornato a Lakewood perché Riley gli ha scritto delle e-mail, ma la ragazza è stata uccisa mesi fa da Piper: i due ex coniugi denunciano il fatto allo sceriffo Acosta, che però non ha abbastanza elementi per intervenire. Intanto, il serial killer uccide il portiere del motel che aveva visto Audrey e Piper insieme, e ordina a Audrey di raggiungere il motel, altrimenti pubblicherà il filmato che la ritrae con il cadavere di Jake. La stanza dov’è avvenuto l’omicidio, però, è la stessa dove alloggia il padre di Emma, che nel frattempo vi si reca per parlargli, e trova le stesse foto della sua infanzia che aveva visto nella fattoria di Travis James. Il killer si mette in contatto con Audrey e minaccia di uccidere Emma, ma Audrey chiama la polizia. Emma viene attirata fuori dalla stanza da alcuni schiamazzi, e trova suo padre, ubriaco, che picchia un altro uomo all’esterno di un bar. Le dice che non sta più in quel motel, e le confessa di aver fatto del male a sua madre quando lei era piccola, proprio perché aveva bevuto. Non si è mai ripreso dal trauma di aver visto i suoi amici perdere la vita per mano di Brandon James. Audrey giunge sul posto, insieme alla polizia. Poco dopo, nella sua macchina, Audrey trova il cavatappi insanguinato con cui il killer ha ucciso il portiere del motel: una punizione per aver chiamato la polizia…

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Bloody Vacancy
Non c’è dubbio che la qualità media di Scream sia piuttosto bassa, ma con Vacancy riesce persino a centrare uno dei suoi episodi peggiori. Ciò che emerge – per buona pace di Augusto – è la palese difficoltà d’impostare il genere horror sul formato seriale, dove la trama è costretta a dilatarsi su dieci episodi e a riempire le inevitabili lacune con scialbi cliffhanger, vicoli ciechi o momenti di tensione forzata: il risultato, in questo caso, è un epilogo sostanzialmente identico a quello della puntata precedente, che non aggiunge nulla di nuovo agli eventi passati.

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La vittima sacrificale è un personaggio di terz’ordine, anche se perlomeno il suo omicidio ha senso nell’economia della storia, essendo un testimone dell’alleanza tra Audrey e Piper. Non è chiaro quale sia il gioco del serial killer (vuole semplicemente inguaiare Audrey o ha davvero bisogno di lei?), ma il vero problema di Vacancy è che la trama gira a vuoto, non decolla, e si limita ad aggiungere nuovi fattori di ambiguità per confondere le acque. Il ritorno del padre di Emma – pur essendo importante nell’intreccio giallo, anche perché lui e la madre sembrano nascondere qualche segreto – innesca uno stucchevole melodramma da soap opera che rende la protagonista ancor più insopportabile, ponendo in evidenza il suo narcisismo e il suo atteggiamento egoriferito (come giustamente le fa notare Audrey). Personaggio anonimo e piatto, Emma è priva di una caratterizzazione forte che spinga a prendere le sue difese, e la performance anodina di Willa Fitzgerald non è certo d’aiuto.

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Tra i sopracitati fattori di ambiguità c’è anche l’ex professor Branson, tornato a Lakewood per riconquistare Brooke con un piglio abbastanza disturbante, tratto comune a molti personaggi secondari: d’altra parte, gli autori di Scream sono costretti ad affannarsi sulla distanza dei dieci episodi, quindi devono distribuire i sospetti in maniera equa tra i vari comprimari dello show (basti pensare ad Augusto e Eli, che hanno sempre una luce un po’ inquietante nei loro occhi indagatori, come se celassero le loro vere intenzioni). La stessa Audrey si conferma un enigma: era pronta a colpire Noah pur di non farsi scoprire, e viene da chiedersi fino a che punto sia disposta a spingersi per conservare il suo segreto. Peccato però che, in tutta questa ambiguità, non si riscontri neanche un barlume di suspense.

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Assente ogni riflessione metanarrativa, e anche il citazionismo è ridotto all’osso: il titolo dell’episodio, Vacancy, fa riferimento all’omonimo thriller di Nimród Antal, mentre Noah cita lo strano caso di The Blair Witch Project mentre parla con Audrey (film ormai dimenticato, ma che fece parecchio scalpore quando uscì, soprattutto grazie a un’astuta campagna di marketing virale). Simpatico l’omaggio a Killer Clowns from Outer Space, divertente cult del 1988 che un intenditore come Noah non può non amare.

La citazione:
«Che delusione, tutte queste aspettative per niente. Come quando la gente ti dice “Vai a vedere The Blair Witch Project

Ho apprezzato:
– L’omaggio a Killer Clowns from Outer Space
– La crescente ambiguità di Audrey

Non ho apprezzato:
– L’assenza totale di suspense
– La sostanziale ripetizione del cliffhanger
– Gli intermezzi melodrammatici da soap opera
– La scarsità di sviluppi narrativi
– La caratterizzazione piatta di Emma

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