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One Piece: Burning Blood – La Recensione

One Piece: Burning Blood – La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

Dopo aver vissuto tre capitoli di Pirate Warriors, One Piece torna su Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One, PC e PSVita con Burning Blood che prende le distanze dalle dinamiche ludiche della serie principale per provare altre vie.

Chi ha giocato infatti con uno o più capitoli di PW sa bene che la tipologia ludica proposta era quella dei “musou” con livelli piuttosto lineari pieni zeppi di nemici da affrontare tra “smash button” e micidiali combo da effettuare per non cadere sotto i colpi dei nemici in evidente superiorità numerica.

Burning Blood invece si propone come un piacchiaduro tridimensionale in arene piuttosto generose in termini di dimensioni e che, rimanendo in casa Bandai Namco, ricorda per certi aspetti le caratteristiche di un’altra trasposizione manga, quella di Naruto nella serie Shippuden: Ultimate Ninja Storm o anche di J-Stars Victory VS+. Quest’ultimo tra l’altro, è stato realizzato dai programmatori di Spike Chunsoft, responsabili anche dei lavori di OP: BB.

Il gameplay si adatta quindi sia ai giocatori alle prime armi che a quelli più esperti che troveranno comunque meccaniche avanzate se pur non ai livelli dei vari capisaldi del genere videoludico di riferimento.

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La modalità storia di One Piece: Burning Blood si chiama Guerra Suprema ed è una trasposizione dell’omonima sottosaga del manga. Protagonisti sono quattro amatissimi personaggi della serie (Rufy, Barbabianca, Akainu e Ace) che avremo come nostri alter ego uno per capitolo.

Dopo averla terminata in poco più di quattro ore, indubbiamente siamo rimasti un pò delusi dalla durata decisamente sotto la media per uno story mode. C’è da dire però che per fortuna le variazioni sul tema sono veramente tante e di qualità tali da garantire una longevità adeguata nell’insieme.

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Con i quarantadue personaggi presenti (ed altri sessanta di supporto) troveremo il modo di sbizzarrirci in altre sei modalità che vi andiamo a presentare più da vicino. Online è la modalità per sfidare giocatori di tutto il mondo e sicuramente è quella che garantisce una maggiore longevità. Battaglia Libera è il nome invece dato di solito al Free Mode.

Base Pirata e Raccolta, consente di guadagnare la valuta del gioco per sbloccare un numero particolarmente elevato di extra mentre Bandiera Pirata può considerarsi una modalità cooperativa sui generis. Insieme ad altri giocatori formerete delle fazioni che si scontreranno con altri gruppetti di altri pirati. Alla fine di ogni stagione chi avrà vinto maggiori battaglie sarà decretato il vincitore. Infine in VS RICERCATI potrete lanciarvi in varie missioni o taglie (alcune a ristretta scadenza temporale) che se portate o termine, vi premieranno con dei gruzzoletti veramente interessanti.

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Nell’insieme quindi, One Piece: Burning Blood se pur in modo inusuale, riesce a garantire tantissime ore di gioco anche se, vista la sua natura derivativa da un manga, rimane un pò l’amaro in bocca per uno story mode leggermente troppo striminzito.

L’appeal visivo è garantito dal fascino di tutti i personaggi presenti: sotto un punto di vista più strettamente tecnico, il videogame è fluido e su Playstation 4 si presenta con la risoluzione massima di 1080p anche se ovviamente si nota la sua natura “cross-generazionale” (come scritto in precedente, il titolo è disponibile anche per PSVita). Da segnalare comunque in positivo la spettacolarità delle ambientazioni distruttibili.

Il sonoro è un susseguirsi di pop-rock giapponese in parte tratto dalle relative serie, in parte originale. Tutti i dialoghi sono rimasti rigorosamente in giapponese come un vero fan manga vuole ma non mancano i sottotitoli in italiano per tutti coloro (diciamo il 99,99%?) che hanno difficoltà a comprendere l’idioma della terra del sol levante.

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In conclusione  One Piece: Burning Blood è indubbiamente un videogame “fan service” e non fa nulla per nasconderlo ma rispetto a tante altre produzioni simili, è stato curato a sufficienza sia sul fronte ludico che su quello tecnico con l’aspetto longevità soddisfacente se pur in modo tutto suo. Un’esperienza da consigliare senza esitazione quindi a tutti coloro che amano questa famosissima “ciurma” del sol levante.

VOTO: 8

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