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Overwatch: La Recensione

Overwatch: La Recensione

Di Fabrizio Tropeano

Overwatch, disponibile da qualche giorno su Playstation 4, Xbox One (una versione che non abbiamo avuto modo di testare) e PC è il titolo con cui Blizzard vuole entrare (e dominare: la software texana lo fa in tutti i generi su cui ha messo le mani…) nel mondo dei first person shooter a squadre e votate interamente (se si esclude l’allenamento personalizzabile con i bot) all’online.

Come sua abitudine, il team texano si è fatto attendere a lungo ma dopo due beta di incredibile successo (la seconda ha segnato il record assoluto di quasi 10 milioni di partecipanti), possiamo anticipare le conclusioni affermando che anche con Overwatch gli standard qualitativi a cui ci ha abituato Blizzard sono stati ampiamente rispettati e confermati.

Il titolo di Blizzard, come già ampiamente detto, si configura come un first person shooter a squadre da 6. Le modalità di gioco presenti sono quattro: Conquista, Trasporto, Controllo ed un mix di cui parleremo fra qualche riga. La prima prevede che una squadra debba difendere una zona per un determinato lasso di tempo dagli attacchi degli avversari. Nella seconda invece uno dei due team deve trasportare un carico entro un determinato lasso di tempo e gli antagonisti devono fermarli o quanto meno rallentarli per non farli arrivare a destinazione.

Controllo è la modalità che in molti altri FPS viene chiamata King of the Hill ed infine il mix prevede una fusione tra Conquista e Trasporto, mescolando le due modalità nell’arco dello stesso match. Completa l’offerta il già citato allenamento con i bot, la possibilità di personalizzare la propria partita ed infine la Rissa, in cui ogni settimana il videogame proporrà una sfida diverse con le regole più strambe e assurde possibili.

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Overwatch non è affatto un titolo rivoluzionario, anzi, sembra andare dietro quelle che sono le caratteristiche strutturali dei concorrenti più di successo. Detto questo però, la differenza, e che differenza, la fanno i particolari. Incominciamo subito con il dire che il roster dei personaggi è veramente fenomenale sia da un punto di vista estetico, sia per la caratterizzazione che hanno all’interno del sistema di gioco tutti e ventuno i presenti. Ogni nostro alter ego (“switchabile” ad ogni inizio turno) è così peculiare nel modo di muoversi e combattere da farci pensare più ad un picchiaduro a duelli che ad uno shooter in prima persona. Ed ovviamente per ognuno è stato implementato un sistema di crescita dei vari parametri molto simile a quelli presenti nei giochi di ruolo.

Dopo pochissime partite, il titolo riesce subito a dimostrare le potenzialità di questo alto grado di differenziazione e poi sul medio-lungo termine questo garantisce un incredibile livello di profondità al gameplay che difficilmente possiamo immaginare in altri titoli simili. Plauso anche alle dodici mappe di gioco, queste si veramente originali e ricche di trovate tanto da rendere l’esperienza di gioco veramente stimolante in ogni attimo.

Il videogame da un punto di vista grafico ha puntato tutto sul garantire una fluidità assoluta dei 60 frames al secondo e per questo forse il numero di poligoni su schermo non è così elevato ma l’appeal estetico è di altissimo livello garantendo così piacere anche alla nostra percezione visiva anche grazie ai 1080p delle versione console (su PC si può anche andare oltre).

Il sonoro è perfettamente funzionale all’azione su schermo mentre il doppiaggio in italiano delle poche frasi presenti è stato curato in modo adeguato.

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Come già anticipato, Overwatch è un altro lavoro riuscitissimo di Blizzard. L’unico neo al momento è rappresentato dalla mancanza di un ranking mode che comunque arriverà in uno dei già annunciati aggiornamenti. La totale assenza di uno story mode rientra nelle caratteristiche di questo sottogenere ben specifico di FPS anche se indubbiamente la sua presenza sarebbe stata la classica ciliegina di una torta già di per sé ghiottissima, a patto ovviamente di essere un appassionato di shooter online competitivi a squadre.

Overwatch si candida così senza ombra di dubbio, a dominare la scena degli esports anche grazie all’esperienza di Blizzard per quanto riguarda l’ascolto della community e dei continui e certosini aggiustamenti per equilibrare le dinamiche ludiche rasentando da senore in tale ambito la perfezione.

VOTO: 9

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