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La “questione” Hodor e le nuove teorie su Bran Stark dopo “The Door”

La “questione” Hodor e le nuove teorie su Bran Stark dopo “The Door”

Di Andrea Suatoni

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“The Door” è stato un episodio al tempo stesso tristissimo e rivelatorio: fra le altre cose, nella storyline di Bran Stark abbiamo assistito alla nascita del primo Estraneo, abbiamo capito che fra il Re della Notte e il Corvo a Tre Occhi c’è una qualche tipo di relazione e soprattutto abbiamo scoperto come il giovane stalliere Wylis sia stato “trasformato” nel disturbato Hodor a causa delle azioni del suo protetto. Abbiamo infine lasciato sul finire della puntata Meera e Bran in una disperata quanto impossibile fuga dall’esercito dei non-morti… In che modo, se ce la faranno, riusciranno a salvarsi?

CAMBIARE IL PASSATO

Abbiamo visto in pratica Bran riuscire letteralmente a cambiare il passato. Ma è davvero così? Il Corvo nelle sue lezioni al giovane metamorfo era stato chiaro: “Il passato è già stato scritto, l’inchiostro è ormai secco“. La transizione da Wylis a Hodor è sicuramente colpa di Bran, ma non abbiamo forse visto il mezzogigante già traumatizzato dai ricordi (della propria morte!) fin dal suo esordio nella vicenda, quando ancora i poteri di Bran doveva praticamente nascere? E’ più sensato pensare che proprio come si deduce dalle parole del Corvo la storia non possa essere cambiata, o almeno che non si possa influire in alcun modo sul presente; ciò che è stato fatto, anche a posteriori, era già stato scritto.
Ovvero, tutte le azioni che Bran potrebbe compiere nel passato, si risolverebbero nella esatta trasposizione del presente che conosciamo, che anzi potrebbe essere tale proprio perché non aspetta altro che un ulteriore intervento del ragazzo per realizzarsi, proprio come nel caso di Hodor. Confusi? Continuate con la lettura della prossima teoria.

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LA FOLLIA DEL RE FOLLE

Prendendo per buona la teoria sulla impossibilità di cambiare il presente tramite le azioni del passato, potremmo quindi trovarci ad esaminare, tramite futuri viaggi nel passato da parte di Bran, altri eventi che già sappiamo essere accaduti. Una delle ipotesi più accreditate ed affascinanti vede il giovane Stark incolpato anche della follia di Aerys Targaryen, anche detto Il Re Folle.
Re Aerys è tristemente famoso per la sua crudeltà, e per il fatto di essere scivolato lentamente nella paranoia e nella pazzia. Alcuni ipotizzano che Bran (o magari lo stesso Corvo a Tre Occhi, prima dell’incontro fra i due) abbia cercato di comunicare con Aerys e che questi abbia solo udito dei sussurri provenire dal nulla, così come abbiamo visto accadere al giovane Ned alla Torre delle Gioia nell’episodio 6×02; che sia poi tornato più volte a far visita al Re tentando ogni volta di rimediare alla situazione ma portando invece sempre di più l’uomo sull’orlo della pazzia. A coronare il tutto, lo spasmodico “Burn them all!” di Aerys al momento della sua morte (per mano di Jamie Lannister), che secondo i sostenitori della teoria vedrebbe il re assistere ad una scena di lotta fra uomini ed Estranei, nel momento in cui i morti comincerebbero a rialzarsi mentre qualcuno (lo stesso Bran? Jon?) starebbe urlando “Bruciateli tutti!”

Altri eventi potrebbero poi essere stati influenzati in questo modo: pensiamo ad esempio a come Jon Snow si sia accorto senza una reale spiegazione di Spettro, il sesto cucciolo di metalupo, nel primo episodio.

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BENJEN STARK / MANIFREDDE

Meera e Bran dopo la morte di Hodor e l’attacco del Re della Notte sono soli all’estremo nord della Barriera, ed hanno assolutamente bisogno dell’aiuto di qualcuno se intendono sopravvivere al freddo e ai propri inseguitori. Jon alla Barriera è troppo lontano, e le teorie che vedrebbero i due salvati da un Drogon arrivato a Westeros non ci sembrano affatto realistiche.

I libri presentano un mistorioso personaggio, detto Manifredde, dalle fattezze di un non-morto e vestito come un Guardiano della Notte, che salva Sam e Gilly da un attacco di non-morti e aiuta il gruppo di Bran, Meera, Hodor e Jojen ad arrivare all’Albero Diga dove dimora il Corvo a 3 Occhi: nella trasposizione televisiva il personaggio è scomparso, ma potrebbe ancora fare la sua apparizione in questo momento cruciale. Molti sono convinti che il Manifredde dei romanzi sia in realtà Benjen Stark, fratello di Ned visto anche nella serie e scomparso durante la prima stagione.

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LA MORTE DI BRAN E MEERA

La teoria più cruda, che vede la morte della coppia in fuga, fisicamente impossibilitata a fuggire dai morti incalzanti. Inoltre, Bran dovrebbe essere ancora marchiato dal Re della Notte, quindi è probabile non esista più un posto sicuro per il metamorfo. E’ finita dunque? Non proprio: proprio in base ai propri poteri di metamorfo, Bran potrebbe sperimentare quella che viene chiamata “seconda vita”, attraverso la quale la totalità della mente viene riversata all’interno di un altro essere (come quando Jojen, insegnando i rudimenti sei suoi poteri a Bran, lo metteva in guardia rispetto al rimanere per troppo tempo all’interno del suo metalupo, Estate).
Bran, tu non camminerai mai più, ma potrai volare” è il tormentone che il Corvo a Tre Occhi ripete a Bran ormai dalla fine della quarta stagione: l’idea è quella che il giovane riversi all’ultimo momento la sua mente all’interno di un falco delle nevi o di un altro volatile di passaggio, per poi allontanarsi indisturbato dalla battaglia. In seguito, pur essendo descritto nei libri come impossibile (ma solo per un metamorfo comune…), Bran potrebbe riversare sè stesso all’interno di una persona “semplice” come era Hodor e quindi tornare umano: magari un altro paraplegico, per “rispettare” le premonizioni del Corvo.
Alcuni pensano che potrebbe essere Meera a sacrificare il suo corpo cedendolo alla mente di Bran, e poi riuscire a salvarsi grazie all’uso delle gambe: ma anche questo cozzerebbe con l’impossibilità di camminare profetizzata dal Corvo.

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