Il duro lavoro del genitore: “Bambini, tv e videogame”

Il duro lavoro del genitore: “Bambini, tv e videogame”

Di Redazione SW

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in articoli che mi hanno incuriosito molto ma soprattutto, come mamma mi sono sentita tirata in causa. Si parlava di bambini, televisione e videogame. Dopo aver letto attentamente gli articoli, purtroppo non mi sono rivista per niente in quello che è stato scritto. Parto dal presupposto che fare il genitore è molto difficile sia ai nostri tempi che ai tempi passati e che è molto semplice far finta di non vedere e sorvolare sulle cose. Io ho due figli una bimba di 6 e un bimbo di 9, con esigenze diverse, ma soprattutto caratteri opposti.
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Mio figlio starebbe le ore davanti alla tv a vedere qualsiasi cosa, mentre mia figlia la tv e i videogiochi li snobba. Questo per dire che devono essere i genitori a controllare e regolare l’uso di questi strumenti, abituando i bambini ad un utilizzo sano delle cose, che siano esse la televisione o i videogiochi. Io logicamente vi porto la mia esperienza come mamma, e sfatare il mito che la televisione fa sempre male. Sarebbe molto più semplice e meno faticoso lasciare i bambini davanti alla televisione o ai videogame, così non “rompono” e noi siamo liberi di fare ciò che vogliamo. Vi porto un esempio, poco tempo fa siamo andati al ristorante e mi sono trovata davanti una scena a dir poco deprimente, mamma papà e figlio di circa sette anni, a tavola.
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I due genitori conversavano allegramente, il bambino isolato davanti all’ipad che guardava un cartone animato. La domanda che mi sono fatta è stata è il bambino che si isola o sono i genitori che lo isolano per non essere disturbati?
Al di la della risposta mi è salita una grande tristezza per il bambino. Le statistiche sembrano parlare chiaro: “Si calcola che in media i bambini passano dalle 2 alle 6 ore al giorno davanti uno schermo (piccolo o grande che sia), e questo provoca dei cambiamenti nel cervello molto simili a quelli che si riscontrano in alcolisti e consumatori abituali di cocaina“, io sono per niente d’accordo e mi faccio un’altra domanda: Se tuo figlio sta così tanto tempo davanti alla tv o ai videogame, tu mamma o papà dove sei nel frattempo? Mio figlio starebbe anche dieci ore davanti al tablet o alla tv ma siamo noi che glielo impediamo e mettiamo delle regole.
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Un esempio è scegliere un programma adeguato alla loro età, guardalo tutti insieme e perchè no commentarlo. Sempre secondo la mia esperienza di mamma la televisione se utilizzata nel modo giusto offre ai nostri bambini la possibilità di fantasticare, ed identificarsi in storie e personaggi. Troppo spesso sento dire: “Se un tempo i ragazzini invitavano i loro amici per fare torri con le costruzioni, leggere giornalini, razzolare per i prati, arrampicarsi sugli alberi, correre con le bici, oggi i bimbi si invitano a casa l’uno dell’altro per guardare uno schermo (tv, videogiochi, tablet o pc)”.
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I miei bambini vanno normalmente al parco, invitano gli amichetti, si divertono all’aria aperta e quant’altro, ed io non sono una super mamma, sto solo attenta a scegliere insieme a loro ciò che possono o non possono fare. La mia non è una dittatura, i miei figli mi chiedono questo film lo posso vedere? Io semplicemente risposto, spiegando loro il perchè del si lo puoi vedere, oppure no perchè non è adatto alla tua età. Un esempio concreto è stato circa un mese fa quando mia figlia tornando a casa da scuola mi ha chiesto: “Mamma posso vedere “donne mortali”? Tengo a precisare che non so nemmeno di che cosa si tratti ma le ho semplicemente chiesto chi le aveva detto di questo programma. Lei mi ha detto che la sua amichetta e la mamma lo vedevano (mia figlia ha 6 anni). La prima esclamazione che mi è venuta è stata “aiuto”, poi le ho semplicemente spiegato che non era un programma adatto alla sua età. Tutto questo per dire che le esigenze dei bambini vanno rispettate.
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Noi ad esempio non guardiamo nemmeno il telegiornale se i bambini sono presenti, per evitare loro scene drammatiche e magari difficili da spiegare. C’è chi si preoccupa nel momento in cui un bambino si annoia, identificando quell’atteggiamento come un campanello di allarme, invece secondo me i bambini hanno anche il sacrosanto diritto di annoiarsi, dopo tutto tra scuola, compiti, attività sportive e altro, potranno anche passare quell’oretta senza fare niente? Voi cosa ne dite sono io una mamma fuori dal mondo oppure anche voi la pensate come me? Noi guardiamo dei bei film tutti insieme, giochiamo a videogiochi intelligenti ed educativi che ci fanno divertire, andiamo al parco a giocare a pallone o in bici come tutte le famiglie normali. “Tutto può far male, anche l’acqua, se ne abusiamo può uccidere. Quando questi bambini si troveranno di fronte alla realtà negata loro fino a quel momento c’è il serio rischio che facciano come gli studenti americani sedicenni che vengono in Italia e scoprono di poter bere liberamente”.
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In questa affermazione mi ci ritrovo pienamente, meglio spiegare ai nostri bambini ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, dare loro gli strumenti per capire ed affrontare le cose. Lo so è molto difficile e richiede molta energia, ma questo è il duro lavoro del genitore non pensate? A me piace molto il confronto in qualsiasi cosa faccio, quindi se siete o non siete d’accordo con me mi piacerebbe saperlo ed avere il vostro parere o la vostra opinione in merito.
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