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The Shannara Chronicles: la recensione della prima stagione

The Shannara Chronicles: la recensione della prima stagione

Di Andrea Suatoni

ATTENZIONE: L’ARTICOLO POTREBBE CONTENERE SPOILER

I 10 episodi della prima stagione di The Shannara Chronicles, in onda sul canale americano MTV e in differita di pochi giorni anche in Italia su Sky Atlantic, ci hanno catapultato in uno dei mondi fantasy più puri mai visti sul piccolo schermo (con forse la non rilevante eccezione di La Spada Della Verità di Sam Raimi) ma allo stesso tempo “inquinato” da elementi moderni presentati come vestigia di antiche e misteriose civiltà, in una fedele rappresentazione dei libri della saga di Shannara dello scrittore Terry Brooks.

QUALITA’ ALTALENANTE

I primi due episodi di The Shannara Chronicles a tratti sfiorano la perfezione. Il regista Jonathan Liebesman (World Invasion, La furia dei titani, Tartarughe Ninja) si lascia andare a virtuosismi quasi estremi e ad un gioco con le ambientazioni neozelandesi che delizia lo spettatore ad ogni inquadratura: l’uso spropositato (ma mai fuori luogo) dei campi lunghi, la descrizione figurativa degli ambienti, la studiata composizione di scenografie reali e creazioni digitali conferiscono allo show un’epicità che le si addice fin dalle prime battute e che viene presentata come una delle sue caratteristiche principali. Dal terzo episodio in poi però, e così avanti fino all’ultimo, le premesse cambiano drasticamente. Le regie troppo statiche di Brad Turner, James Marshal e Jesse Warn risentono troppo del confronto con Liebesman, adattandosi senza sforzo alle dinamiche da teen serial che pian piano emergono sempre più prepotentemente sulla scena: l’epicità viene completamente dimenticata e messa in un angolo in virtù di una piatta (o meglio standardizzata) ricerca di inquadrature insistenti sui personaggi piuttosto che sull’ambientazione.

Ambientazioni che, ancora a partire dal terzo episodio, non solo faticano ad essere credibili, ma vengono riciclate al limite dell’usura. A tratti la sensazione è quella di trovarsi all’interno di una sit-com, per la misura in cui gli interni risultano identici o riutilizzati all’infinito. Le scenografie esterne si riducono al minimo, sfociando raramente all’infuori di anonime foreste, ed anche le scene in computer grafica subiscono un netto taglio.

Chiaramente, la questione è riconducibile al budget che MTV ha considerato per la serie in questione: con il senno di poi, i primi due episodi hanno osato troppo, si sono spinti (economicamente) troppo in là nella ricerca (in ogni caso assolutamente riuscita) di un Pilot coinvolgente ed appassionante, bruciando probabilmente quasi tutto ciò che la produzione aveva a disposizione.

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FANTASY TEEN DRAMA

Pur presentandosi come una serie fantasy (che se avesse mantenuto il tenore delle prime due puntate per tutto il suo corso avrebbe potuto dare del filo da torcere anche ad una produzione importante e collaudata come quella di Game Of Thrones), The Shannara Chronicles spesso “scade” in dinamiche da teen drama adolescenziale dove a farla da padrone è il triangolo sentimentale fra i tre protagonisti principali. In effetti però il target al quale la serie si rivolge è proprio quello degli adolescenti, quindi possiamo davvero configurare il sentimentalismo trash che trasuda dai dialoghi poco curati e dalle situazioni da soap opera spesso fuori luogo come un difetto?
In molti punti si ha proprio l’impressione che il tono venga volutamente abbassato per adattarsi ad uno standard più leggero di quello che la serie meriterebbe o che uno spettatore più adulto si aspetterebbe, proprio per arrivare alla maggioranza di quel pubblico che MTV deve soddisfare e che è sostanzialmente (anagraficamente) differente da quello dei grandi canali dediti a produzioni dalle note più alte. Una narrazione diversa ma in fin dei conti efficace se adattata al pubblico a cui si riferisce, e che se letta in maniera più scanzonata e meno criticista mostra meno ombre di quelle che si è tentati di attribuirle ad un primo sguardo.

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LA SCONFITTA DEI DEMONI
La trama di The Shannara Chronicles è lineare e quasi semplicistica: la principessa Amberle Elessedil (Poppy Drayton) deve compiere un viaggio in stile (un pò troppo, afferma qualche estremista che urla scandalizzato al plagio) Il signore Degli Anelli per portare il seme dell’albero sacro Eterea in un luogo chiamato Cripta, dove questo verrà rigenerato per poi poter essere piantato di nuovo e scongiurare l’avanzata dei demoni. Ad accompagnarla, complice una visione dallo squisito sapore di deus ex machina, Wil Ohmsford (Austin Butler) e la nomade Eretria (Ivana Baquero). La traversata di tutte le terre più pericolose del mondo di Shannara passa ovviamente per ostacoli di ogni sorta, personaggi dalla moralità quantomeno ambigua e soprattutto per una continua riscoperta dei rapporti fra Amber, Wil ed Eretria.

I colpi di scena sono lasciati quasi totalmente alla psicologia ed alle vicende personali dei singoli personaggi: la trama orizzontale è carente, riflettendo quella carenza di budget che ha fatto insistere gli autori più sulle morti improvvise dei personaggi di contorno e sulle loro insicurezze personali che su dei veri e propri eventi risolutivi.

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TRASPOSIZIONE E SECONDA STAGIONE

I puristi non sono stati particolarmente felici della trasposizione del mondo di Terry Brooks nello show di MTV: i cambiamenti effettuati e la creazione di poco credibili personaggi Ad Hoc non sono stati visti di buon occhio dai fan di Le Pietre Magiche di Shannara, secondo libro della saga da cui la serie ha preso le mosse.

Alcune decisioni erano però inevitabili per uno sviluppo (e, speriamo, in una evoluzione) di The Shannara Chronicles: ad esempio la creazione del mezzelfo Bandon, che per tutta la durata della serie rimane un enorme punto interrogativo dal punto di vista della scrittura, si risolve trovando in esso il futuro antagonista di una eventuale seconda stagione; allo stesso modo il sacrificio di Eretria nell’ultimo episodio, rimasta nel covo dei troll per far guadagnare tempo a Wil e Amberle, è funzionale alla prosecuzione di trame che altrimenti si sarebbero chiuse troppo presto (chi si nasconde sotto la maschera del capo dei troll?).

Ciò che potremmo vedere in una eventuale seconda stagione, ancora di non sicura produzione, sarà con tutta probabilità totalmente slegato dai romanzi di Brooks: nei libri la saga di Shannara è ambientata in varie epoche storiche diverse, e quasi tutti i personaggi apparsi in The Shannara Chronicles hanno esaurito il loro ciclo all’interno del singolo volume Le Pietre Magiche di Shannara: gli altri libri narrano di avvenimenti lontani e protagonisti diversi.
Totale libertà agli sceneggiatori dunque stavolta: e nella speranza di un rinnovo, forse la possibilità di poter scrivere senza i pesanti lacci di una narrazione fissa all’interno della quale gli stessi evidentemente non si sono mai trovati a proprio agio potrà portare ad una seconda stagione dai toni magari più avvincenti.

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Lo show è prodotto da Jon Favreau (Iron Man, Cowboys and Aliens) e scritto da Alfred GoughMiles Millar, noti per aver creato Smallville. La regia dei primi due episodi è stata affidata a Jonathan Liebesman, anche produttore esecutivo con Brooks, Dan Farah, Favreau, Gough e Millar. Poppy Drayton interpreta la principessa elfica AmberleIvana Baquero è Eretria, e Austin Butler è Wil Ohmsford. Nel cast anche Manu Bennett nel ruolo di Allanon e John Rhys-Davies nel ruolo di Re Eventine, nonno di Amberle.

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